VENETO FEDERALE O CENTRALISTA?

di Anna Iseppon

coiQualche giorno fa, in vista della serata che stiamo organizzando per il prossimo 26 agosto (clicca qui per informazioni), mi sono recata in visita al nostro don Floriano Pellegrini.

Un tuffo nel passato, tra alberi e case plurisecolari, in un luogo tanto meraviglioso quanto duro: Coi, frazione di Zoldo Alto, è il paese più alto di tutta la Val Zoldana (1.500 m.s.l.m.) ed è costituito da un piccolo gruppo di case in cui risiedono all’incirca una sessantina di abitanti. Sulla strada del ritorno, l’amica che mi accompagnava se ne esce con un “Certo che quando vai a far la spesa devi stare ben attento a non dimenticarti lo zucchero!”. Un’amara battuta a sottolineare la difficoltà insita nel risiedere in un piccolo borgo in alta montagna. Una difficoltà che molti non comprendono, o fingono di non vedere, raccontandosi e raccontandoci che “va tutto bene”.

Anni di disinteresse, di politiche sbagliate, di lontananza fisica ed affettiva dal territorio a che cosa hanno portato? La nostra montagna, nel silenzio e nella rassegnazione, pian piano va spopolandosi e morendo.

VENETO collage

Persa nei miei pensieri, mi domandavo – e vi domando – “Com’è pensabile pretendere di rispondere in modo standardizzato alle esigenze di cittadini che abitano in luoghi con caratteristiche e bisogni così diversi?”. A me pare tanto logico: solo chi risiede in un territorio, lo conosce e lo vive può essere consapevole delle reali necessità di quell’area. Come può un cittadino di Venezia comprendere a pieno i bisogni di un abitante di Sappada? O un residente delle colline del Prosecco comprendere quelle di chi abita in una zona industrializzata del Veronese? Certo, potrà informarsi, studiarne la realtà, visitare quei luoghi. Ma viverli è tutt’altro!

Per questo motivo mi pare assolutamente ovvio che il decentramento politico amministrativo sia l’unica strada sensata. Amministratori e cittadini del territorio che lavorino per il territorio e per chi vi abita; persone vicine, conosciute e – soprattutto – controllabili. Talmente ovvio che…è impensabile!

puzzle venetoIl decentramento politico richiede riforme costituzionali-legislative, la creazione di unità politiche locali e la promozione di gruppi di interesse pubblico efficaci. L’esatto opposto di quanto sta portando avanti chi ci governa attualmente, la cui vision è decisamente accentratrice.

Il Veneto di domani non può e non deve ripetere l’impostazione centralista dell’italia odierna, ma essere organizzato in comunità tendenzialmente omogenee dal punto di vista geografico e socio-culturale, capaci di amministrarsi efficacemente. Una federazione di territori veneti che si governino da soli, ed un governo centrale il cui compito sia esclusivamente garantire l’unità politica ed economica della Federazione (politica estera, difesa, politica economico-monetaria). E, perchè no, con una costituzione che (come quella del Liechtenstein) preveda, nero su bianco, la possibilità di autodeterminazione per ciascun territorio!

Qual è la vostra opinione al riguardo?


CURIOSITÀ

Su Wikipedia è riportato che “La prima federazione paragonabile a un moderno Stato federale fu probabilmente quella dei Sette Comuni, sull’omonimo altopiano, sancita nel 1310.” –> clicca qui per maggiori informazioni 

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8 risposte a VENETO FEDERALE O CENTRALISTA?

  1. Ben ha detto:

    Credo che gli eventi terrificanti in cui viviamo e vivremo (economia a rotoli, invasione islamica, perversione della chiesa cattolica, inettitudine di tutti i politici, l’ indifferenza nei confronti della vita degli italiani, l’ ombra nera della recessione CREATA a TAVOLINO, euro ed europa delle banche, dittatura massonica, governi NON ELETTI, politici che difendono gli assassini islamici ecc..) stiano mettendo un macigno (non una pietra) sopra ogni velleità di INDIPENDENZA o federalismo…ormai le carte sono state giocate tutte…non si può passare la mano…siamo terminati economicamente, culturalmente, socialmente e tra poco anche fisicamente, basta che le orde islamiche che stiamo importando a milioni si diano una mossa….mi spiace…ma vorrei tanto essere contraddetto…

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  2. PierV ha detto:

    certo, d’accordissimo per l’impostazione federalista del futuro Veneto.
    Il Veneto viene anche definito regione-continente, proprio per la diversità che lo caratterizza al suo interno.
    Mi spingo anche più avanti, auspicherei una confederazione tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-SudTirol (sempre che quest’ultimo non si riunisca con il Tirol)

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  3. Enzo Trentin ha detto:

    Al fine di esplicitare ancora più efficacemente ciò che Anna Iseppon ha ben descritto più sopra valgano le seguenti ulteriori delucidazioni:
    In Italia la semantica più becera e fuorviante la fa da padrone. Basti anche qui un solo esempio: oramai si parla diffusamente di federalismo. Lo si condisce in tutte le salse: federalismo solidale, fiscale, municipale, demaniale e chi più ne ha più ne metta. E la cosa che tutti i politicanti si guardano bene dallo spiegare correttamente è che il federalismo si basa su due principi fondamentali [vedi: http://www.progettoitaliafederale.it/Del_Principio_Federativo.htm ]:

    1 – la sovranità che tramite il voto i cittadini conferiscono ai rappresentanti, è inferiore alla sovranità che riservano per se stessi sui fatti.
    2 – Gli oneri che il “foedus” implica devono essere inferiori (o quanto meno uguali) ai benefici che se ne ricavano.
    Se ci si pensa un po’, il primo è il principio cardine della democrazia, il secondo della “assicurazione” civica.
    Ove ciò non bastasse, Daniel J. Elazar – uno dei maggiori studiosi contemporanei del federalismo – in «Idee e forme del federalismo», pubblicato da Einaudi, collana Edizioni di Comunità, a pag. 91, scrive: «La sovranità, nelle repubbliche federali, viene inevitabilmente attribuita al popolo, che delega i propri poteri ai diversi governi, o che si accorda per esercitare direttamente quei poteri come se esso stesso fosse il governo (come accade nei Cantoni svizzeri tradizionali). Il popolo sovrano può delegare e dividere i poteri come meglio crede, ma la sovranità rimane sua proprietà inalienabile. Ne consegue che nell’esame dei governi federali il problema della sovranità non compare; si presenta solo la questione del potere. Nessun governo (o per estensione nessuna carica) può ritenersi “sovrano” e quindi credere di avere poteri illimitati, residuali o ultimi. […] Quindi il principio federale rappresenta un’alternativa (e un radicale attacco) alla moderna idea di sovranità.»
    Per quanto riguarda il Belpaese, speriamo che alla lunga non abbia ragione John Fitzgerald Kennedy laddove affermava: «Coloro che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche renderanno inevitabili le rivoluzioni violente.»

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  4. Ugo Comparin ha detto:

    Approvo in pieno sia lo scritto di Anna sia i due commenti sopra. Mi chiedo invece, se effettivamente la maggior parte degli attuali leaders dei vari movimenti indipendentisti sia (o sarebbe) disposta ada adottare le regole del federalismo di tipo elvetico. Perchè a parole è tutto molto semplice, ma dopo vorrebbe dire che deciderebbe il popolo chi dovrebbe essere eletto alla varie cariche amministrative. Le cariche attuali, di qualsiasi tipo possano essere verrebbero annullate,azzerate.Non so se tutti sarebbero disposti a questo.Spero di essere smentito al più presto. WSM

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    • Mario Scapolo ha detto:

      Leggo ora il commento. Per questo basta leggersi lo statuto di INDIPENDENZA VENETA approvato il 26 gennaio 2014 e la composizione attuale. Sistema federale, rotazione delle cariche che possono durare al massimo 6+6 mesi..penso che l’adozione di tale sistema sia per I.V. nei fatti.

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  5. Eugenio ha detto:

    Premesso che non sono ben informato sul Federalismo ,come il compatriota Enzo Trentin,ma vedo che si prendono sempre esempi ,la Svizzera e L’Italia ho addirittura il Liechetisten…Monte Carlo Andorra.Comunque visto che siamo sotto lo Stato Italiano,vediamo cosa è successo dalla nascita della Republica Italiana,ossia dalla caduta del Fascismo,fine anni 60 il P.S.I vuole le Regioni,si comincia parlare piu’ di Autonomia .anni 80 entra in campo la Liga-Veneta ,che finanzia la Lega -Lombarda (BOSSI) Nasce la LEGA-NORD.. Con il Maggioritario Propagandato ,come soluzione ai mali della Politica Italiana,per l’ecesivo numero di Partiti,(solo che si dimenticarono x convenienza di mettere uno sbarramento al 5% come in Germania ,da allora i Partiti sono aumentati.I vari Governi Italiani dagli anni 90 ,nonostante un po’ piu di autonomia ,non mi sembra che abbiano governato molto bene ,dagli anni 60 alle ruberie dei Centralisti sono aumentate le ruberie dei Localisti.Magna tu che Magno io..Atualmente le cose in un ambito Europeo e Mondialista ,le cose sono peggiorate.Vediamo il perchè le Regioni AUTONOME sono cosi Tranquille ,ma bisogna esaminarle caso x caso se vediamo L’ALTO -ADIGE si amministrano bene si tengono il 70% delle loro tasse ,cosi come la Valle D’aosta Invece la SICILIA si mantiene il 70% dei loro soldi ed in piu’ gli altri se ne fa dare dallo Stato Italiano ,la Sardegna non sono ben informato..ma da come ho capito per il Momento queste Regioni stanno Bene con L’ITALIA .

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  6. Eugenio ha detto:

    Da come o capito negli ultimi 30 anni le Regioni del SUD il Federalismo ,non l’hanno mai voluto,teniamo presente che loro sono rappresentati ,,nei vari partiti Italiani e anche se si fosse fatto,avrebbero trovato un sistema per fregarci ,quando un Gruppo ETNICO si ISTAURA in un altro territorio e diviene Maggioranza Instaura le proprie LEGGI e tradizioni.insomma comandano LORO…mica si adatattano alle tradizioni e alla mentalita della minoranza .della popolazione locale .
    Comunque sul Centraliismo funziona bene su un Popolo Etnico ,in Italia strano a funzionato bene durante il periodo Fascista .forse dipende anche dalle Persone ,non solo dai sistemi politici..

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  7. pensieroperpetuo ha detto:

    La mia idea:
    La divisione attuale (cittadino, famiglia, comune, provincie, regioni) va bene. Basta solo cambiare i poteri.
    Il grosso delle risorse deve essere trattenuto dal cittadino/famiglia parte delle risorse (Tasse ma anche lavoro) sara’ destinato al comune che lo userà nel territorio. Parte delle risorse comunali saranno destinate alle provincie con il compito di coordinamento dei comuni. Parte delle risorse delle provincie destinate alla regione che avrà un compito di relazionarsi con altre regioni … Nazioni stati etc

    I partiti non dovrebbero esistere (a che servono?) e’ solo una forma di centralismo organizzato

    Tutte le “delibere comunali, provinciali, regionali” devono essere a votazione pubblica (Con i mezzi a disposizione non e’ poi cosi difficile)

    Si potrebbe far in modo che un cittadino deleghi un rappresentante (sostanzialmente l’attuale parlamentare/polito) ma deve avere la possibilità’ di revocare la delega in qualsiasi momento.

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