FRANCO ROCCHETTA AI PROFUGHI PORTATI A GIAZZA

di Franco Rocchetta

Lettera aperta ai 22 Bengalesi che, a spese dei Veneti, lo Stato Italiano ha portato a  Ljetzan/Xgiàthe/Giazza.

Cari Ventidue,

rocchetta

già negli anni ’50 del XX Secolo, quando gran parte dei Vostri genitori non era ancora nata, chi Vi scrive seguiva con simpatia appassionata il risveglio del Vostro popolo in difesa della Vostra madrelingua, il Bangla, il Bengalese. Perché la propria lingua è per ogni popolo fonte di benessere materiale e morale tanto importante quanto la salute pubblica, quanto l’equilibrio dell’ambiente, quanto la giustizia sociale. Nella Vostra resistenza all’imposizione dell’Urdu a danno della lingua bengalese vedevo la stessa resistenza del popolo veneto all’imposizione dell’Italiano a danno della lingua veneta, la stessa resistenza del popolo sudtirolese e dei Cimbri all’imposizione dell’Italiano a danno della lingua tedesca.

Ho poi seguito, con trepidazione, le vicende tragiche, politiche e militari, che hanno portato, quarantaquattro anni fa, alla nascita del Vostro Stato indipendente, la Repubblica Popolare Bengalese, il Bangla Desh. Ed ho sofferto ad ogni limitazione delle libertà, dell’identità, di singoli e di minoranze, della dignità, nel Bangla Desh, e ad ogni nuova alluvione, cercando anche, più volte, di contribuire a collette a Vostro favore. Quando poi qualche Vostra comunità ha iniziato a formarsi civilmente tra noi, in osmosi con la plurimillenaria ospitalità veneta, la ho salutata con un sorriso, imparando io nuove parole bengalesi, e contribuendo ad insegnare a bengalesi un po’ di veneto. Ma il Veneto oggi non è la nazione libera e ben governata dove nei secoli scorsi fiorivano in armonia comunità tedesche e turche, ebraiche e persiane ed altre ancora.

Oggi il Veneto è una colonia dello Stato Italiano, che la saccheggia e la corrompe sempre di più, giorno dopo giorno. Così a Venezia (capitale della veneta nazione che oggi Vi ospita), grazie alla attuale indotta carenza di governanti seri ed onesti, alcuni clan di bengalesi hanno abbandonato la dolcezza che spesso Vi contraddistingue, diventando arroganti ed aggressivi, intimorendo e danneggiando la nostra popolazione, e turisti, e Gastarbeiter di varie nazionalità, ed altri Bengalesi.

Voi Ventidue Bengalesi siete stati portati a  Ljetzan/Xgiàthe/Giazza dalle autorità coloniali italiane, dicendoVi che qui siete in Italia, che qui si parla l’Italiano, che la Costituzione Italiana è la più bella del mondo, che questo è il paese del bengodi, che la bandiera di tutti noi è il tricolore bianco-rosso-verde, che siamo tutti  fratelli d’Italia. Sono tutte menzogne, crudeli menzogne. Come Voi non siete Pakistani, di Karachi o di Lahore, bensì Bengalesi, così qui noi non siamo Italiani, bensì Veneti (ed a Ljetzan-Xgiàthe-Giazza anche Cimbri); e portandoVi qui lo Stato Italiano sta mettendo in atto l’ordine razzista e colonialista di Napoleone (il maestro di Mussolini e di Hitler) : per meglio dominare il Veneto, per piegare la resistenza veneta, per meglio saccheggiare il Veneto, “portate Italiani nel Veneto e Veneti in Italia”. E poiché gli Italiani portati qui da noi poco a poco diventavano Veneti, ecco che lo Stato Tricolore attira stranieri sempre più da lontano, ecco che lo Stato Tricolore va a prendere stranieri sempre più lontano, in quantità sempre maggiori, usandoVi come pedine di uno gioco molto sporco, usandoVi come massa di manovra contro di noi e contro la democrazia.

bandieraQui siete nel Veneto, dove si parla una lingua diversa dall’Italiano, dove sventola una bandiera diversa da quella italiana, dove vige una civiltà, la civiltà veneta, diversa da quella monarchico-malavitosa e fascistico-feudale italiana.

La bandiera veneta, plurimillenaria bandiera di libertà, è un leone alato d’oro in campo rosso ed azzurro, con Libro (e sul Libro spicca la parola Pace: Pax in latino, Paxe in lingua veneta) ed a volte anche con Spada.

La nostra veneta civiltà è la civiltà del Diritto e del Benessere Diffuso attraverso il lavoro onesto e solidale, attraverso il Buon Governo, e non attraverso la guerra e la pirateria, l’abuso ed il saccheggio.

La nostra veneta civiltà è la civiltà dei “Cansègi”, dei Consigli, delle Assemblee comunitarie : ed infatti Cansegio è il nome di una enorme foresta “pubblica”, un gioiello europeo.

La nostra veneta civiltà è la civiltà del Bon Piovego, il bene comune, il Commonwealth, la vera Repubblica, la veneta Repubblica.

Vi insegneranno l’Italiano, e Vi faranno disprezzare e combattere il Cimbro e la lingua veneta, dicendovi che è un dialetto, legato al passato ed all’ignoranza. Esattamente come ai Vostri nonni facevano imparare l’Urdu disprezzando la lingua bengalese, dicendo che è un dialetto, legato al passato ed all’ignoranza. Vi faranno vestire maglie e sciarpe e scarpe e cappellini bianco-rosso-verdi, vi daranno bandiere tricolori da agitare: ma qui il tricolore è riconosciuto essere la bandiera delle Tre M: Menzogna, Morte, Miseria. È la bandiera della guerra e della fame, dei massacri e delle mafie, delle mille ingiustizie e dello sfruttamento coloniale del Veneto. La Costituzione Italiana non è la più bella del mondo come Vi vorranno far credere, ma una gabbia razzista, discriminatoria e coloniale. La società veneta non è più una società libera, questo non è il paese del bengodi.

Lo stesso fatto che Voi siate stati portati qui, a spese nostre, con l’etichetta ingannevole di “profughi”, in ventidue giovani in un paese di poco più di cento abitanti, per settimane in un albergo che pochi di noi veneti possono permettersi, a mangiare e bere e pagati per non fare nulla, a spese della nostra veneta nazione in catene martoriata da disinformazione e degrado, a spese della nostra veneta nazione martoriata da tasse dissanguanti e disoccupazione, a spese della nostra veneta nazione martoriata da emigrazione e suicidi, è un crimine contro l’umanità, è una immensa ingiustizia che grida vendetta a Dio. Vi diranno che siamo tutti “Italiani, brava gente”, vi faranno cantare il macabro, menzognero e sanguinario Inno di Mameli; non appena Voi od i Vostri figli sarete condizionati a ripetere la falsa storia e le altre menzogne che vi verranno istillate dalla scuola italiana Vi verrà offerta la cittadinanza italiana; ricattandoVi Vi vorranno far credere che siamo tutti  fratelli d’Italia, cioè l’impossibile.

sant'AugustaNello Stato italiano vivono popoli diversi, diversi tra loro più di quanto gli Spagnoli siano diversi dai Francesi, i Francesi dai Tedeschi ed i Russi dai Polacchi. Lo Stato italiano è stato messo in cantiere centoecinquant’anni fa da avidissimi clan piemontesi (per mero fine di gretto lucro) attraverso guerre mostruose e genocidi: “fatta l’Italia occorre fare gli Italiani” dissero allora quei governanti criminali, ed ancora oggi lo Stato Italiano non sta in piedi da solo, è artificiale e dissanguante ed antistorico. Vi è molto di mostruoso e perverso nei canali, negli strumenti e nei modi con i quali lo Stato Italiano, d’intesa con le criminalità organizzate, Vi invita e Vi spinge a venire qui, Vi raccoglie, Vi convoglia qui e si serve di Voi e di altre centinaia di migliaia, milioni ormai, di stranieri, massa di manovra e pedine usate  contro la sete di libertà e di giustizia dei Veneti e dei Siciliani, contro la sete di libertà e di giustizia dei Toscani e dei Lombardi, contro la sete di libertà e di giustizia dei Tirolesi e dei Napoletani; Voi e centinaia di migliaia, milioni di stranieri come Voi siete usati contro tutti i lavoratori onesti, per abbassarne diritti e dignità.

Lo Stato Italiano vi vuole fare diventare fascisticamente “Italiani” a nostre spese, per fare di Voi i propri nuovi kapò e burocrati, nostri gabellieri e carcerieri e gendarmi.

Franco Rocchetta.

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3 risposte a FRANCO ROCCHETTA AI PROFUGHI PORTATI A GIAZZA

  1. Comitato Ultimi Veri Venexiani ha detto:

    Sono gli Stati Ottocenteschi immutabili, dai confini intoccabili e la loro arroganza che opprimono i Popoli. È con la forza dell’idea rivoluzionaria giacobina che lo Stato, con al suo interno varie nazioni, cerca di sopprimerle cancellando la loro lingua, la loro Storia e per dettare una sola Verità, quella del desposta oligarca. Più presto ci libereremo degli Stati, più presto il suddito potrà diventare Sovranità Popolare. WSM

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  2. Giacomo Framarin ha detto:

    BRAVISSIMO FRANCO ! Stamperò questa tua letttera ed un pomeriggio/sera della settimana prossima andrò a Giazza/Ljetzan dove conosco bene il titolare dell’Hotel e vedrò di far capire a questi ragazzi il contenuto della lettera perchè non so se qualcuno gliela farà mai leggere o capire.
    Ci andiamo assieme ?
    Fammi sapere.

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  3. Ugo Comparin ha detto:

    Quello che dobbiamo insegnare e spiegare a questa gente (e a tutti gli altri….) è che non cambierà niente e non migliorerà niente nei loro paesi se loro continueranno a scappare per farsi mantenere da altri popoli. E loro rimarranno sempre degli “stranieri” , dei “foresti” e che ci pensino bene a cosa vanno in contro rimanendo da noi .Perchè i soldi prima o poi finiranno,per tutti, e allora cominceranno le tensioni tra varie comunità e saranno tempi poco piacevoli.

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