LA SOVRANITÀ DEL POPOLO VENETO OGGI – FONDAMENTI GIURIDICI E STORICI (PARTE 1)

da Redazione di Vivere Veneto

don florianoPubblichiamo questo testo di don Floriano Pellegrini, diffuso come pro-manuscripto nel febbraio 2010 e come Comunicato n. 147, il 27 luglio 2011.

Data la lunghezza del testo, abbiamo scelto di suddividerlo in tre parti di modo che la lettura richieda meno tempo, e consenta maggior spazio a ricerca e riflessione personale su quanto letto.

Lo accompagna questa nota dell’autore: «Prego di leggere il testo con la giusta e doverosa calma, per rendersi conto che, piaccia o no, le cose stanno in questi termini. E, infatti, diffuso il testo in quest’anno e mezzo a molti amici giuristi o, comunque, studiosi, non uno ha detto di trovarlo inesatto. Ergo …».

Punto I

ultimo Maggior ConsiglioCon il Trattato di Milano del 16 maggio 1797, il Maggior Consiglio della Repubblica di San Marco confermò la «rinunzia a’ suoi diritti di Sovrano» (fatta in precedenza) e riconobbe genericamente «la sovranità dello Stato». Non si trattò affatto di una caduta (ovvero fine ingloriosa) della Repubblica, come si continua a dire, ma solo di una sua, pur radicale, riforma istituzionale: il cambio del soggetto titolare della sovranità. Al Patriziato veneziano, rappresentato dal Maggior Consiglio, subentrò «lo Stato», con la qual parola, stando alle sedicenti idee democratiche di allora, è certamente da intendersi «la popolazione», genericamente intesa, della medesima Repubblica.

Che, con tale Trattato, la Repubblica continuasse, come ha continuato, ad esistere, ne è prova schiacciante il fatto che esso venne firmato, a nome del Direttorio Esecutivo della Repubblica Francese, dal generale in capo «cittadino Bonaparte» (così nel testo) e dal «cittadino Lallement», che si qualificava ed era, sia prima, come durante e dopo il Trattato, «Ministro Plenipotenziario della Repubblica Francese presso quella di Venezia», la qual ultima, dunque, continuava ad esistere.

Punto II

lombardo-venetoI successivi furono solo mutamenti della titolarità della sovranità dello Stato (non indolori per la popolazione veneta), sovranità facente capo alternativamente e ripetutamente all’Imperatore dei Francesi o a quello d’Austria.

Mai comunque vennero posti in essere, da parte dello «Stato veneto» sovrano, atti di abdicazione della sovranità. Per quanto forzatamente unita a quella della Lombardia, la popolazione veneta continuò ad avere, a tutti gli effetti (anche nel nome), un suo Stato: il Regno Lombardo – Veneto. E come Stato, non provincia dell’impero, rimase sotto la Corona d’Austria fino al 1866.

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