LA SOVRANITÀ DEL POPOLO VENETO OGGI – FONDAMENTI GIURIDICI E STORICI (PARTE 2)

di Redazione di Vivere Veneto

don florianoProseguiamo con la pubblicazione di questo testo di don Floriano Pellegrini, diffuso come pro-manuscripto nel febbraio 2010 e come Comunicato n. 147, il 27 luglio 2011.

Data la lunghezza del testo, abbiamo scelto di suddividerlo in tre parti di modo che la lettura richieda meno tempo, e consenta maggior spazio a ricerca e riflessione personale su quanto letto.

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Lo accompagna questa nota dell’autore: «Prego di leggere il testo con la giusta e doverosa calma, per rendersi conto che, piaccia o no, le cose stanno in questi termini. E, infatti, diffuso il testo in quest’anno e mezzo a molti amici giuristi o, comunque, studiosi, non uno ha detto di trovarlo inesatto. Ergo …».


Punto III

ViennaNel 1866, a seguito della sconfitta nella guerra con la Prussia, per mezzo della Convenzione del 24 agosto, «Sua Maestà l’Imperatore d’Austria cede[tte] il Regno Lombardo – Veneto a Sua Maestà l’Imperatore dei Francesi, che lo accetta» (art. 1). Nei sei articoli della Convenzione l’espressione «Regno Lombardo – Veneto» è ripetuta ben quattro volte, sostituita (in una quinta) da «la Venezia» e, nell’articolo aggiuntivo, da un richiamo esplicito alla «Repubblica Veneta».

L’art. 4 afferma: «La rimessa effettiva del possesso del Regno Lombardo – Veneto dai Commissari austriaci ai Commissari francesi avrà luogo dopo la conclusione della sistemazione riguardante l’evacuazione delle truppe e dopo che la pace sarà stata firmata tra le Loro Maestà l’Imperatore Francesco Giuseppe e il Re Vittorio Emanuele».

L’annunciata firma della pace tra Austria e Italia si concretizzò con il Trattato di Vienna del 3 ottobre 1866. Nella sua premessa è specificato che la pace si era resa possibile per l’accordo di Napoleone III. Accordo che era vincolato al raggiungimento di una specifica condizione finale ed all’ottenimento del consenso da parte della popolazione veneta: «S. M. l’Imperatore dei Francesi dal canto suo, essendosi dichiarato pronto a riconoscere la riunione [?] del detto Regno Lombardo – Veneto agli Stati di S. M. il Re d’Italia, sotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate […]».

Il Trattato parla ancora di Regno Lombardo – Veneto, cioè di Stato, e dichiara che esso avrebbe potuto unirsi o meno agli altri Stati del Regno d’Italia: la prospettiva, sottoscritta dal re sabaudo autodefinitosi «d’Italia», era quella di una confederazione di Stati sovrani.

Punto IV

Plebiscito TruffaIl 13 ottobre con suo decreto, il primo ai Popoli del Lombardo – Veneto, il re d’Italia [d’Italia?] indisse la consultazione richiestagli, ma lo fece compiendo un totale raggiro degli accordi di Vienna:

a) Contro la verità de facto, il re d’Italia si riconosceva il merito di una «liberazione dall’occupazione austriaca» (art. 1): essa non c’era mai stata, ma era, al contrario, una libera cessione dell’Austria, tramite la Francia, e sub conditione, non una conquista;

b) Contro la verità de iure, parlava, senza fondamento giuridico, di «provincie italiane liberate»: province anziché Regno, e dava loro l’attributo di «italiane», anziché (quand’anche) di lombardo/venete; «italiane» non si erano mai chiamate! Eppure ciò induceva facilmente in errore …, ma è un lapsus freudiano che rivela come, in ogni caso, già prima dello svolgimento del referendum, pretendevano d’averlo a favore e, poi, in base a che diritto quel declassare da Stato a province di uno Stato di cui non facevano ancora (e non avevano mai fatto) parte?

c) Contro la riserva sottoscritta dall’Italia a Vienna, de il «consenso delle popolazioni debitamente consultate», si decretava un plebiscito non tra le popolazioni del Veneto, cioè le comunità storiche (o le province di istituzione napoleonica), ma tra i «cittadini delle provincie» (art. 1); e, a questi, non era chiesto se volevano che il loro Stato si confederasse agli altri del Regno d’Italia, come chiesto da Napoleone III, ma, quasi fosse una resa senza condizioni: “Dichiariamo la nostra unione al Regno d’Italia sotto il governo monarchico-costituzionale del Re Vittorio Emanuele II e de’ suoi successori”» (art. 1).

[CONTINUA…]

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