LIBERTA’ PER I VENETI – prima parte

di Andrea Arman

[PRIMA PARTE]

arrestiDopo la grande fiammata della dichiarazione di indipendenza del 21 marzo, gli arresti dei Patrioti Veneti, la grande speranza di una via istituzionale con la votazione in Consiglio Regionale della legge che consentirebbe il referendum consultivo sul quesito indipendentista, l’Indipendentismo Veneto è andato in stallo. Mancano le idee e mancano le risorse. Lo dico  perché escludo qualsiasi valenza positiva per la nostra causa a quell’iniziativa di partecipazione alle elezioni regionali che anzi considero un  percorso di grave nocumento alla causa.

Con la riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, l’autonomia delle regioni a statuto ordinario è notevolmente diminuita e il centralismo romano si è ulteriormente rafforzato. Non che cambi molto per noi Veneti, servi eravamo e servi rimaniamo. Paradossalmente tale situazione ci è anche favorevole perchè elimina  l’alibi romano della vasta delega alla regione; d’ora in avanti noi Veneti saremo  solo una colonia dell’Italia e questo dovrebbe darci il coraggio di fare ciò che è necessario per uscire dal tunnel.

dittaturaDi fatto in Italia stiamo vivendo una lunga stagione di sospensione del sistema democratico parlamentare. Ormai da anni le decisioni importanti vengono prese dal governo e poi ratificate dal Parlamento,  il Parlamento è diventato il cancelliere dell’esecutivo e non vi è più dibattito nelle Camere; l’unica vitalità possibile è quella dell’ostruzionismo attraverso emendamenti, attività rimarchevole sul piano della tenacie difesa della pratica democratica parlamentare ma, ininfluente su quello dell’approfondimento delle questioni poste al voto.

In questa triste stagione di chiamate al governo di uomini  dei poteri forti e di amiche ed amici di questi, lo scenario che viene rappresentato agli Italiani e di sforzato ottimismo, di raggianti risultati, di riacquistato prestigio e credibilità internazionale. In verità le cose non sono assolutamente così. L’Europa ed il mondo intero, pur grandemente preoccupati per la deriva presa dall’Italia, se la ridono delle bravate del Presidente Renzi e del suo gran parlare, come hanno riso dei grandi risultati dei due grandi taumaturghi che l’hanno preceduto. Apprezzano soltanto che da Monti in poi i nostri governi facciano pagare agli Italiani i debiti delle banche e di un sistema che non vogliono cambiare.

dittatura-riformeAttualmente l’Italia può essere considerata a tutti gli effetti una dittatura in cui un gruppo di individui si sono impadroniti del governo e forti dell’appoggio non istituzionale ma coartato, di un manipolo di parlamentari, è riuscito a fare passare tutta una serie di leggi che hanno pesantemente inciso sulle libertà.

[CONTINUA…]

 

 

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4 risposte a LIBERTA’ PER I VENETI – prima parte

  1. CARLA MASOLA ha detto:

    QUANDO SI CHIEDE PECUNIA X L’INDPENDENZA NON E’ PIU’ IDEOLOGIA, MA BUSINESSSS.

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    • Mau ha detto:

      Secondo te le rivoluzioni nella storia le hanno fatte gratis ? Tutti hanno qualche finanziatore. Forse è meglio un bel sponsor a cui poi… Dimmi tu ?

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