LA FEDE NELLA VITTORIA, E NEL DIRITTO ALLA LIBERTÀ

(Venetorum fides inviolabilis)

di Millo Bozzolan

blindato serenissimiIl perenne fastidio alla schiena mi costringe a qualche istante di riposo, e lo voglio dedicare a una qualche piccola riflessione.

Ieri mi ha fatto un saluto un grande Veneto, Luigi Faccia; al telefono, quando ho sentito al sua voce, dopo tantissimi anni che non ci sentivamo, mi si è bloccata la voce … e mi son messo a piangere, non me ne vergogno. Di colpo mi son ricordato dei quando ci si trovava una volta al mese, dopo la vicenda del ‘97 e la “liberazione” del campanile, del suo arresto per scontare la pena, del momento in cui appresi della sua detenzione nel carcere di Lodi. Anche allora mi si bagnarono gli occhi. Poi le nostre strade si separarono, ma mi è rimasto nel cuore.

Quello che mi colpì, fu la sua determinazione, la sua Fede, del tutto identica ai nostri Padri Veneti, di cui forse pochi veneti moderni sono in grado di capirne ormai lo spirito. Ebbene, l’azione Sua, e di pochi altri a bordo del pacifico “tanko” non fu, come poi cercarono di spiegarci i giornalisti al soldo degli occupanti italiani, una “boutade”, una gogliardata. Fu un semenza sparsa in un campo fertile, e oggi, a distanza di tempo, i ragazzi dal campanile hanno reso credibile, con i loro anni di galera e 12 altri di persecuzioni giudiziarie, l’istanza indipendentista veneta.

Indipendentisti Piazza San MarcoNon parlo di questo o quel gruppo, parlo dell’idea. Oggi se ne parla, ma soprattutto, ci incominciano a temere. La prova certa è la nuova ondata recente di arresti, che ha coinvolto, oltre a Luigi, anche altri gradi uomini veneti, come, tanto per citarne tre, Chiavegato, Contin e l’immarcescibile Rocchetta. Nel momento della nuova prova durissima, sbattuti in cella di isolamento per mesi, non hanno MAI vacillato un istante, e Luigi, si è dichiarato senza ripondere alcunché all’Inquisitore, per quello che era (come del resto si sono dichiarati gli altri) un prigioniero politico.

Ma accanto a loro (e questa è una grande novità, una dimostrazione lampante che ormai siamo ridiventati Nazione, sia pure ancora all’inizio del risveglio) donne STRAORDINARIE, altrettanto pronte ad affrontare la Via Crucis del carcere, colpevoli di essere venete soltanto, e di rivendicarlo di fronte all’occupante. Questo succede da noi, ora, e ciò è stato possibile anche grazie alla Storia di un popolo che ha la sue radici profonde nei più di 3000 anni precedenti.

Luigi, a Te, alle donne venete incarcerate di recente, a tutti gli altri, mando un abbraccio fortissimo. Sarete sempre nei nostri cuori.

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