NON È PER SFIDUCIA…

di Giosue Bacchin

elezioniCaro aspirante politico veneto, dietro lo slogan “Veneto indipendente!”, mi prometti che il Veneto sarà la terra dove mi piacerà vivere. Va bene. Tutto qui? Metto la crocetta accanto al tuo nome, d’accordo? A posto.

Che sollievo! Da adesso in poi sarò felice!

Non pensi che possa mancare qualcosa? Come dici? Intanto pensiamo al numero e poi decideremo il da farsi? Beh, hai ragione, se non entri nella stanza dei bottoni, non puoi comunque far niente. Prima ci arrivi, e poi ci pensi. Sarà comunque un cambiamento in meglio per me, o no? Per adesso mi devo fidare. Tu sei nuovo, sei diverso, non appartieni a quella cerchia, non sei uno dei soliti.

Beh allora ti dico una cosa, caro aspirante politico veneto, non te la prendere: io di te a priori non mi fido. Non è cattiveria, sai? Ma cosa vuoi, di questi tempi…

uomo-sorpresoSu, dai, non fare quella faccia di finta indignazione, non sai fingere bene, manchi di interpretazione, d’altronde sei un imprenditore momentaneamente in bassa fortuna, mica un attore.

Come? Devo proporre qualcosa io, che mi do tante arie?

Va bene, se non ti secca comincio subito. Tanto per cominciare voglio che attui un modello, unico nel mondo, per cui ci devono essere conseguenze penali per te qualora tu tradisca il tuo mandato non mantenendo le promesse elettorali. Prometti di abbassare le tasse e non lo fai? Perfetto, devo avere uno strumento per cui ti arrestiamo, ti processiamo, ti cacciamo dalla poltrona e indiciamo nuove elezioni. Alla svelta. Le promesse elettorali le scrivi in un programma depositato e pubblicato in campagna elettorale prima di venire eletto, così non ci sono disguidi, eh?

Hai paura? Non dovresti. Ti eleggo per fare quello che voglio io, non quello che interessa a te. O agli amici tuoi. Fai il tuo dovere e stai sereno.

contrattoVado avanti, non interrompermi, così finisco prima: ne ho piene le scatole delle scartoffie. Se vuoi il mio voto, esigo di poter restaurare il bagno di casa mia senza chiedere permesso a nessuno, né al Comune, né alle Nazioni Unite, né al Papa. Il tuo patetico “faremo di tutto per snellire la burocrazia” non basta più. E non me ne importa niente se dovresti licenziare tuo nipote che lavora al Consorzio di Bonifica. Licenzialo e basta. Problemi suoi.

Non devo permettermi? Altroché se mi permetto! E non ho ancora finito! Adesso stai zitto e ascolta me:

Sì all’euro ma no alle austerità? Lo dico sempre io: sì al sicariato ma no agli omicidi… Se non hai studiato rudimenti di macroeconomia, caro aspirante, non presentarti nemmeno. E, tanto per restare in tema, i trattati internazionali si sottopongono a referendum prima di venire siglati, così almeno qualcuno li leggerà. Sai, visti i precedenti…

giustiziaAsciugati il sudore, non sei mica in un tribunale… Anzi, ringraziami, ti sto mettendo in guardia!

Che altro? Ah, sì: la pressione fiscale deve avere un massimo in percentuale al reddito. Muori di fame tu e tutti i consiglieri ma non puoi spillarmi un centesimo di più. Se non hai capacità gestionali dillo da subito che voto qualcun altro.

E poi, caro aspirante, la vergogna delle multe e sanzioni: dietro il paravento della sicurezza o dell’incompimento della ragnatela di norme assurde si perpetuano delle vere e proprie estorsioni legalizzate… Ma questi agenti accertatori si guardano mai allo specchio? Diglielo, caro politico, quando li licenzierai e stabilirai che ci sono cose, sotto questo cielo, che Dio ha creato per non essere tassate!

Stai tranquillo, non puoi avere la coscienza sporca se ancora non sei stato eletto! O sì?

italia_in_miniatura_veneziaNo, caro aspirante, sta’ tranquillo, non voglio candidarmi al posto tuo. Voglio solo una cosa da te: patti chiari, da subito. Così evito di trovarmi nei guai dopo. Ti sei offeso? Non mi importa, offenditi pure. Ma io di te non mi fido in ogni caso. Voglio sapere da prima quello che farai e voglio uno strumento efficace per costringerti a farlo.

Voglio un grande Veneto, non una piccola Italia!

Non è per sfiducia, sai, ma di questi tempi…

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13 risposte a NON È PER SFIDUCIA…

  1. idrapan ha detto:

    Sarebbe (sarà) bellissimo avere a che fare con amministratori che non si spaventano e non sudano davanti a questi presupposti! Si chiama RESPONSABILITÀ!!!

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  2. Enzo Trentin ha detto:

    Per queste cose bisogna avere a disposizione gli strumenti per l’esercizio della SOVRANITÀ POPOLARE, di FACILE e TEMPESTIVA ATTUAZIONE, perché la loro funzione primaria è DETERRENTE.
    Inoltre non ci devono essere assurdi intralci burocratici per la loro attivazione.

    I PRINCIPALI STRUMENTI SONO:

    1 – Referendum di iniziativa e di revisione, senza quorum.
    Per «iniziativa», s’intendono azioni tese ad imporre a Sindaco, Giunta e Consiglio comunale, (e loro omologhi in tutte le altre istituzioni) deliberazioni su argomenti che interessano l’intera comunità.
    Per «revisione», s’intendono quelle deliberazioni che, già assunte dall’Amministrazione comunale (provinciale, regionale, nazionale), si vogliono, eventualmente, prese con differenti norme.
    In ambedue i casi: «d’iniziativa» e «di revisione» i referendum siano validi con qualsiasi numero di partecipanti al voto.

    2 – Sia resa effettivamente operante la REVOCA (definita altrove anche: “recall” http://en.wikipedia.org/wiki/Recall_election ) sia per i pubblici amministratori, sia per qualsiasi dirigente dell’apparato burocratico.

    3 – Elezione diretta del Difensore civico comunale, provinciale e regionale, in forma contemporanea all’elezione dei “rappresentanti”. NON come oggi avviene, dove il CONTROLLORE è eletto dal CONTROLLATO. Questa figura, infatti, è a garanzia del buon funzionamento dell’apparato amministrativo.
    Il Difensore civico, infatti, svolge il ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale, provinciale, regionale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

    Basterebbero questi semplici tre elementi per ottenere tutto quanto auspica l’estensore del presente intervento; ma ovviamente non ce li darà l’attuale tipo di organizzazione statale.

    È quindi necessaria l’indipendenza per RIVOLUZIONARE l’organizzazione dello Stato. Ma poiché alla parola Stato qualcuno giustamente storce il naso, ripieghiamo pure: sull’organizzazione di nuove norme per un rinnovato “foedus” (patto o contratto) politico-sociale.

    Degli attuali politicanti, sedicenti indipendentisti, non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee. Quest’ultima, s’intende, è un’opinione personale!

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  3. Sergio ha detto:

    bisognerà vigilare sul dopo, perché il massone di turno sarà già in lista, quindi nessuna lista predisposta. intanto meglio concentrarsi sul presente, sarà un problema poi.

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  4. Eugenio ha detto:

    Leggendo questo articolo ,la frase che mi a colpito di piu’ è Voglio un Grande Veneto ,e non una Piccola Italia! Ammesso che i cittadini della Regione Veneto ,facciano un loro Stato ,sara’ certamente una Piccola Italia ,per il fatto che i Veri Veneti sono una minoranza nella loro terra ,su 4,milioni ed 800.000 .abitanti ,solo 1 milione sono veri veneti gli altri sono italiani ho stranieri ,piu’ che una Indipendenza veneta la vedo di piu’ come una Indipendenza NORD-EST che sarebbe solo una Indipendenza Economica di Veneto cè rimasto ben poco ..

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    • Anguro ha detto:

      Queste proporzioni proprio non mi risultano! E comunque “Veneto è, chi Veneto fa”.

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    • Guido Tondato ha detto:

      possiamo dare il nome che vogliamo, il fatto che i veri veneti , forse ma no credo, siano in minoranza non ha alcuna importanza, veneto è chi veneto fa, perciò partendo da questo presupposto è veneto chi risiede e ama il veneto, da qualsiasi parte provenga, ho visto foresti che amano la nostra terra più di qualche veneto, W.S.M.

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  5. Eugenio ha detto:

    Certo che quel Furbetto di LUCA SCHIERATO che a inventato questo motto”Veneto è chi Veneto fa ” è scappato in SVIZZERA …0))

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  6. Carlo De Paoli ha detto:

    Caro Giosuè,
    questo si chiama parlare dicendo “pane al pane”.
    Certi punti vanno chiariti prima di “incassare”; vale a dire, quando acquisto un prodotto mi assicuro della qualità del medesimo e delle caratteristiche intrinseche, anche il “venditore” deve avere fama di persona onesta, “solvibile” e rispettosa dei patti, o “foedus”, come è stato detto.
    Concordo su tutto, ma non sul fatto di dare per scontata l’idea di non mettere in discussione la permanenza all’interno dell’€uro e dell’€uropa il nostro nuovo Stato.
    Si deve avere il coraggio, e l’onestà, come per tutte le altre materie: legali, fiscali, o di qualunque sia voglia di “argomento”, di sottoporre la questione alla valutazione ai cittadini convocati sotto il “Sacro Tiglio”.
    Personalmente sono convinto che il male, del nostro attuale paese, sia dovuto alla scarsa qualità umana di chi lo amministra.
    Anche politiche imposteci da estranei; hanno avuto facile gioco per condurci a questo estremo.
    Napolitano, e tanti come lui, ha vissuto in posizione preminente le dittature del secolo scorso.
    Persone come lui sono doppiamente ricattabili da chi si è preso il disturbo di raccogliere corposi “dossier” su lui come sulla classe politica che si è avvicendata, si fa per dire, negli ultimi 100 anni.
    Molti di questi personaggi ai quali faccio riferimento hanno ereditato dal “genitore”, quasi geneticamente, la capacità di “riciclarsi” da un “movimento” all’altro, o, meglio, da una dittatura all’altra.
    Hanno “peccato” contro molti!, e non sono più padroni delle loro azioni!
    Rispondono a coloro i quali li “conoscono bene!”
    €uro ed €uropa sono “costruzioni” di chi, senza dare a vedere, si sta appropriando delle nostre “sostanze” e delle nostre vite.
    Personalmente, se voterò, voterò quei politici o, meglio, quel partito che avrà il coraggio di proclamare di voler uscir dall’€uro, dalla NATO, dal FMI, e altri Enti parassitari che usano i cittadini come bancomat a vantaggio di chi specula sull’Umanità tutta.

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    • bestsilvio ha detto:

      Grazie mille del suo commento sig De Carlo, una sola piccola domanda: lei dice “nostro paese” ….
      noi con Nostro intendiamo il Veneto…. 😉

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    • Eugenio ha detto:

      Concordo in gran parte quello che scrive Carlo de Paoli ,oggi ci sono sono 3 Partiti che vogliono uscire dall’Euro dal FMI,,Dalla NATO ,non nè conosco ..e sono La LEGA -nord ,il M.5.S. e FORZA nuova,(che non è neanche in parlamento) Poi un conto è Proclamarlo Ogni tanto un conto è farlo ,,,come dice un proverbio ”tra dire ed il fare cè di mezzo il mare”Vedremo …..

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  7. marco ha detto:

    concordo al 100 % con Carlo De Paoli

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    • AndreaD ha detto:

      Anche io concordo. E ho già avuto modo di mettere nero su bianco tali concetti quasi un anno fa. Se condividete il mio pensiero diffondete pure questo documento:

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