LA REPUBBLICA VENETA E IL “BON PIOVEGO”

di Andrea Davanzo

Principi fondanti della Repubblica Veneta

1) Il Popolo Veneto è sovrano della Repubblica Veneta secondo i principi della democrazia diretta.

2) La R.V. si fonda sulla piena sovranità territoriale, politica, monetaria e militare. Qualsiasi cessione di sovranità verso istituzioni sovrannazionali che fosse attuata senza il consenso del voto popolare sarebbe illegittima. Coloro i quali ne fossero responsabili sarebbero colpevoli di reato di alto tradimento.

3) La R.V. è la federazione dei distretti territoriali e metropolitani e delle comunità locali. Tutti gli enti si distinguono per l’omogeneità delle caratteristiche storiche, culturali, geografiche e produttive.

4) La R.V. persegue una politica di finanza funzionale a sostegno della libera impresa e della piena occupazione. Tutela il risparmio e garantisce i conti correnti bancari. La strategia economica si fonda sul principio che “la moneta sovrana è l’unità di misura dell’operosità del Popolo”.

5) Nella R.V. la funzione bancaria è separata da quella dei servizi finanziari e di gestione patrimoniale. Pertanto sarà limitata all’esclusivo servizio dei sistemi di pagamento, dei conti correnti e all’erogazione di prestiti per Cittadini e imprese. treviso 21 marzo 2014

6) La tassazione è mantenuta ad un livello tale da garantire sempre la libera impresa, la piena occupazione e la dignità dei Cittadini. Il Governo attua programmi d’investimento nelle infrastrutture pubbliche (viabilità, trasporti, scuole ecc..) e nella messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico del territorio. Organizza i Programmi di Lavoro Garantito Temporanei per il reinserimento nel circuito lavorativo (della libera impresa) di tutti i Cittadini disoccupati oppure in esubero nel Pubblico Impiego. Sono compresi corsi di riqualificazione professionale. E’ esclusa la Cassa Integrazione poiché lo Stato investe sul lavoro e non sull’inattività. Le pensioni devono essere sempre adeguate al costo della vita per garantire un’esistenza dignitosa ai Cittadini.

7) La R.V. nell’esercizio della piena sovranità territoriale persegue una politica selettiva nel controllo dell’immigrazione. La R.V. non è complice dell’attuale traffico di esseri umani finanziato e incoraggiato dal Governo Italiano e dall’Unione Europea. La R.V. favorisce l’integrazione dei cittadini provenienti da realtà culturali differenti e allo stesso tempo provvede ad allontanare quei soggetti che costituiscono una minaccia alla sicurezza dei Cittadini e della Nazione. Il Governo s’impegna a stipulare trattati con gli altri Stati per far scontare la pena dei detenuti stranieri nelle loro rispettive patrie.

8) La Repubblica Veneta persegue una politica di neutralità militare con i Paesi Esteri.

9) Le Forze Armate sono impiegate nella difesa del territorio e della popolazione con compiti di protezione civile e nuclei speciali antiterrorismo. Non sono previsti esuberi di personale non operativo.

10) La Pubblica Sicurezza è garantita dalle Polizie Distrettuali, Metropolitane e Comunali. A livello nazionale opera la Polizia Federale impiegata contro i reati federali e a difesa della sicurezza dello Stato (controspionaggio, antimafia, antiterrorismo).Venezia

11) La R.V. sostiene e incentiva le attività di ricerca e promozione che riguardano la Lingua, la Cultura e la Storia del Popolo Veneto. Sarà compito del Governo introdurre una nuova toponomastica nazionale conforme alla Storia e alla Cultura Veneta. Con questa riforma si renderà operativo il bilinguismo tra la lingua italiana e quella veneta, ladina o cimbra.

12) La città di Venezia è la capitale della R.V. e non è un parco dei divertimenti ad uso e consumo dei turisti. Sono favoriti e incentivati i provvedimenti per la rinascita di Venezia come città residenziale, con l’obiettivo di ripristinare un’eccellente qualità della vita.

13) La R.V. garantisce l’Istruzione Pubblica e organizza il percorso formativo dei giovani Cittadini sulla base delle capacità e delle attitudini individuali. E’ incoraggiato l’accesso ai Licei e alle Università per tutti quegli studenti che dimostrano impegno e passione per lo studio e la cultura. La carriera di studenti e insegnanti è subordinata ad un rigoroso criterio meritocratico. Allo stesso tempo la R.V. promuove e incentiva gli Istituti di Formazione Professionale ai quali possono accedere tutti quei giovani che dimostrano interesse e attitudine per la tecnica e l’artigianato.

14) La R.V. promuove e incentiva la ricerca scientifica e tecnologica, sia pubblica che privata.

15) La R.V. riconosce il territorio e il paesaggio come valori imprescindibili per il benessere materiale, morale e spirituale della nazione. Gli interventi di pianificazione urbanistica e paesaggistica devono armonizzare l’esigenza della crescita e dello sviluppo con la tutela e la miglioria del patrimonio ambientale Veneto.veneti

16) La R.V. sostiene e incentiva la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente attraverso interventi mirati all’ottimizzazione dell’efficienza energetica degli edifici (pubblici e privati), all’eliminazione delle barriere architettoniche e a tutte quelle migliorie che riguardano l’estetica e il decoro degli edifici.

17) La R.V. sostiene e incentiva tutte le forme di trasporto pubblico. Tutti gli interventi che prevedono la pedonalizzazione dei centri storici e la lotta contro l’inquinamento saranno integrati da piani per i parcheggi e per il trasporto pubblico.

18) La R.V. riconosce l’importanza culturale, economica e ambientale del settore agroalimentare. Il Governo promuove ed incentiva il consumo interno dei prodotti alimentari nazionali per garantire il giusto guadagno ai soggetti primi della filiera produttiva. Nelle zone montane sono promosse e favorite le attività del pascolo, della pastorizia, dell’apicoltura e la conduzione di malghe e caseifici. Il riequilibrio delle attività tradizionali con quelle ricettive e turistiche comporta una maggiore cura e manutenzione delle aree boschive.


Significato di “bon piovego” – Franco Rocchetta ha usato questo termine in Lingua Veneta per intendere: “benessere diffuso e serenità, armonia con l’ambiente e col mondo”

Link alla pubblicazione originale: cliccando qui

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17 risposte a LA REPUBBLICA VENETA E IL “BON PIOVEGO”

  1. Paolo Miante ha detto:

    La R.V. garantisce il rispetto dei diritti umani.

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    • Ben ha detto:

      La R.V. garantisce il diritto di libertà e sicurezza dei cittadini VENETI preservandoli da attacchi esterni cammuffati da DIRITTI UMANI, come sta succedendo oggi nella malefica itaGlia.

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      • Paolo Miante ha detto:

        Sia ben chiaro che lo stato italiano non rispetta i diritti umani tra i quali il diritto al voto, come tu ben sai . Altrimenti non saremmo in questa situazione.

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  2. Ben ha detto:

    Troppo bello, è un sogno; Roma farà la guerra pur di non lasciarci vivere in pace! Ma la guerra la dovremo fare noi perchè SICURAMENTE “democraticamente” non otterremo nulla. Sia i massoni itaGlioti che ci opprimono, sia i comunisti, sia il vaticano, sia i sindacalisti MAI permetteranno la libertà della NOVELLA REPUBBLICA SERENISSIMA, di questo ne sono sicuro perchè la POSTA in GIOCO è la loro MORTE FISICA senza il nostro denaro, ergo la libertà o la conquistiamo con la forza o moriremo…questo è l’ ordine che i POTERI FORTI della GLOBALIZZAZIONE hanno dato ai paraculi dei governi illegittimi che ci opprimono da anni con un odio inimmaginabile.

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  3. Antonio Miatto ha detto:

    1) e chi inquina l’acqua e la terra pecca contro la Repubblica
    2) viene ripristinato il Libro d’oro dove saranno nominati i benefattori della Repubblica per opere e donazioni ritenute degne dal Maggior Consiglio con responso minimo di 8 su 10 e verrà istituito un Libro nero dove per sempre saranno nominati coloro che avranno attentato alla Repubblica con opere riconosciute lesive dal Maggior Consiglio con responso minimo di 7 su 10.

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  4. Giosue Bacchin ha detto:

    Ciao. Mi permetto di fare un appunto sull’art. 2 alla voce sovranità monetaria. Oltre a questa (sacrosanta), sarebbe il caso di puntualizzare anche un divieto ASSOLUTO di aggancio monetario della moneta (sovrana, d’accordo) ad un’altra valuta. Guarda, se approfondisci il tema, vedrai che su questo dettaglio si possono giocare le economie di Paesi interi, in effetti l’Italia comincia la sua agonia non con l’Euro, bensì da prima, con l’ECU e poi lo SME, tutti agganci valutari che vincolavano la Lira con effetti devastanti. L’Euro non è che il punto di arrivo del processo di distruzione. In pratica, la valuta della R.V. dev’essere sovrana e non agganciata. Se vuoi ti do qualche link sull’argomento.

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    • AndreaD ha detto:

      Ciao Giosuè, la tua precisazione è corretta e pertinente e hai fatto bene a scriverla.
      Ho preferito non sovraccaricare troppo il mio documento con tecnicismi che magari risulterebbero di difficile comprensione per coloro i quali non sono molto esperti in materia, d’altronde neanche io sono un economista! Tuttavia, all’art. 2, è scritto chiaramente che qualsiasi cessione parziale di sovranità richiede l’approvazione tramite voto popolare e l’aggancio della moneta sovrana veneta con altre valute rientra proprio in questo caso perchè vincolerebbe il potere di emissione monetaria della nazione. Una decisione del genere quindi comporterebbe un referendum che sarebbe preceduto da una fase di pubblici dibattiti in cui gli esperti in materia avrebbero modo di dare tutte le informazioni fondamentali alla popolazione. Purtroppo le vicende dello SME, del cosidetto “divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia”, passando poi per Maastricht e art. 123 del Trattato di Lisbona, sono conosciute da pochissime persone. In una nazione governata tramite la democrazia diretta l’ignoranza è un lusso che non ci si può più permettere. Grassie e ciao!

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  5. Ugo Comparin ha detto:

    Ottimo !!! Sarebbe cosa buona e giusta, a mio parere, organizzare delle serate in tutto il territorio della futura Repubblica dove APPROFONDIRE tutta questione e così spiegare a chi sarà interessato, come potrà essere approntato il futuro della nuova Republica (con una B ) Veneta. La gente deve sapere che c’è gente che sa fare proposte e non solo proteste. Se come relatori ci fossero Andrea Davanzo e Franco Rocchetta, sarebbe uno spettacolo.

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    • AndreaD ha detto:

      Grazie Ugo, troppo gentile! Non sai con che piacere mi sono sempre goduto le lezioni di Storia Veneta, sia antica che recente, del nostro Franco. Purtroppo per impegni di lavoro adesso vivo all’estero e non posso partecipare alle conferenze. Ad ogni modo spero che qualsiasi contributo alla nostra causa, sia mio che di chiunque altro, possa servire per sbloccare i cervellini fritti e impanati dei Veneti. L’ho sempre detto e pensato: il peggior nemico dell’Indipendenza sono proprio i Veneti stessi e la loro terribile pigrizia mentale… WSM!

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  6. Massimo ha detto:

    Ciao, bel lavoro
    Volevo dare la mia opinione riguardo al punto 10, il problema principale delle forze armate italiane in numero dei corpi esistenti, polizia, carabinieri, polizia locale, polizia provinciale ecc. e tutte si fanno la guerra a vicenda, a mio parere sarebbe meglio un unico organo di polizia che lavora in più ambiti

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    • AndreaD ha detto:

      Ciao Massimo, grazie! In merito all’art. 10, che riguarda le forze dell’ordine, posso dirti che io ho sempre pensato ad un modello ispirato agli USA. Non è previsto il dualismo all’italiana tra P.S. e Carabinieri, perchè i vari corpi operativi sono strutturati per lavorare in ambiti giurisdizionali diversi: la polizia metropolitana sostituisce quella che adesso, nelle grandi città, è la questura inglobando anche il personale e le funzioni della municipale. Come vedi è un unica forza di polizia, più efficente, razionalizzata e radicata nel tessuto urbano. Nei Comuni e in quelli che chiamo “Distretti” e “Comunità” (che non sono altro che consorzi di Comuni inseriti in una realtà territoriale omogenea) c’è la Polizia Locale o Distrettuale (o come si preferirà chiamarla…) che fonde la classica stazione dei carabinieri con la polizia municipale (i cosidetti vigili del paese). Come vedi non si pestano i piedi tra di loro e, cosa secondo me molto importante, sono forze dell’ordine pensate per essere radicate nel territorio e a stretto contatto con i cittadini, perchè fanno riferimento ad una giurisdizione geografica e non rappresentano un potere “calato dall’alto” al servizio di un governo centrale dispotico. L’unica forza dell’ordine veramente governativa è la cosidetta Polizia Federale che in pratica è l’FBI degli Stati Uniti. I suoi compiti sono diversi rispetto alle polizie territoriali e urbane, come è specificato nell’art. 10, e il suo personale avrà necessariamente competenze, mezzi e addestramento diversificati. Spero che la mia risposta abbia soddisfatto la tua domanda. Grassie e ciao!

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      • Massimo ha detto:

        Grazie per il chiarimento, io non voglio assolutamente mettere in dubbio il tuo lavoro, anzi le faccio i complimenti perché vedo che si impegna e sarei felice di aiutarti in qualsiasi modo possibile, detto questo le metto i bastoni tra le ruote ancora una volta, come più immaginate o puoi aver visto chi svolge un lavoro monotono e senza sbocchi come può essere quello del poliziotto di paese porterà a un sempre più innefficenza del personale ( si fidi io l’ho visto) fino ad arrivare a un totale problema per il paese, questa divisione a mio parere comporterà comunque delle rivalità tra le forze dell’ordine.
        Volevo anche mettere i bastoni tra le ruote per il punto 8, a mio parere una stato che possa contribuire alla stabilità globale può avere più forza diplomatica con altri paesi, senza contare il fatto che dato il presupposto che uno stato deve avere una forza armata questa si stagnerà e avremo maresciallo di 120kg è ufficiale assolutamente incapaci ( quella che io chiamo una forza da ridere), un altra questione, come pensa di arruolare questo personale? Se pensa di fare un bando come quello in Italia le dico già che è il metodo più utile per introdurre i corrotti e i raccomandati.
        La ringrazio ancora per l’ottimo lavoro che ha fatto, sta facendo e che farà, mi scuso ancora per tutti i problemi che le sto creando

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    • Ugo Comparin ha detto:

      Massimo, condivido. Un reparto per i problemi interni ed uno per la sicurezza nazionale. WSM !!!

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  7. AndreaD ha detto:

    Caro Massimo, dal mio punto di vista sarebbe quasi auspicabile se ci fossero poliziotti che si annoiano perchè ciò vorrebbe dire che i fenomeni di criminalità sarebbero quasi ridotti a zero! E non parlo solo delle aree metropolitane ma anche dei paesi extraurbani che, attualmente, sono sempre più spesso sono bersaglio di furti e rapine.
    In questo momento faccio fatica ad immaginare il classico maresciallo “imbolsito” (anche io me li ricordo bene ai tempi dela naja…) tra i ranghi dei futuri militari veneti perchè, come si evince dall’art. 8, le Forze Armate Venete sono concepite sulla base di un principio molto semplice: pochi ma ben addestrati. Il personale di supporto (amministrazione, comando e servizi, ecc…) sarebbe commisurato alle esigenze effettive. Magari poi potrebbe essere utile inserire una clausola, sui contratti di arruolamento, che prevede il congedo forzato qualora non si superino degli standard minimi di efficienza fisica, un po’ come accade, per esempio, negli US Marine Corps.
    Sul fatto poi che la R.V. si impegni in missioni militari internazionali io non penso che sia così determinante per la tutela dei nostri interessi. Perchè? Beh, se andiamo a guardare i numeri, nazioni come USA, Cina, Russia, India, Iran ecc… hanno F.F.A.A. composte da centinaia di migliaia di soldati: da questo punto vista la nostra piccola Patria di 5 milioni di abitanti farebbe davvero ridere. Gli interessi strategici della R.V., secondo me, vanno tutelati con’attenta e scaltra azione diplomatica abbinata – cosa fondamentale – ad un “intelligence” efficiente e ben strutturata, degna di quella che fu della Serenissima. Sul piano dei risultati il cervello, se ben usato, è la migliore delle armi!

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    • Massimo ha detto:

      caposco, ci sono più vantaggi ad aver una forza armata operativa nel mondo più tosto di tenerla la ferma, per esempio, si possono usare per proteggere le navi nel golfo di Aden, comunque ora come ora i contingenti in territori ostili servono più come polizia locale (in fin dei conti le missioni di pace sono uomini e donne dell’esercito che svolgono compiti di sicurezza, poi possiamo andare avanti ore a parlare del giusto o sbagliato che sia una missione) le guerre si combattono con le forze speciali (ti consiglio di guardare dirty wars) comunque tutto gli uomin venetii che ho conosciuto nella mia breve carriera sono uomini di valore che si congedano perché capiscono che sono più dannosi che altro, non voglio che accada anche nella qui.
      Come sempre il massimo rispetto per lei e il suo lavoro, i miei sono solo dei consigli per rendere la nostra casa più sicura

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  8. Toni Miatto ha detto:

    Esato! Zervèl ghe vol vedi Bisanzio, vedi Venesia!

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