“SVENEZIANIZZAZIONE”

Rimossi 14 secoli di Storia dal Museo Correr

da Redazione di Vivere Veneto
“Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”
– Indro Montanelli –
(…e qui, si fa di tutto affinchè la nostra gente ignori il proprio passato!)
 

CorrerIn accordo con chi ci dice che trova quanto successo una cosa sconvolgente, e che tutto ciò  debba essere diffuso e portato a conoscenza di tutti i Veneti,  riprendiamo e rilanciamo uno scambio epistolare tra Edoardo Rubini dell’associazione Europa Veneta e l’Avv. Renzo Fogliata  relativo allo scempio occorso al Museo Correr a Venezia… ed alla nostra identità.

Ci siamo permessi di riassumere il testo originale al fine di renderlo più fruibile, ma trovate l’articolo originale pubblicato nella primavera 2013 al seguente link → Clicca qui


Edoardo Rubini rivolge il suo appello “ in primis all’Avvocato Lorenzo Fogliata, penalista veneziano e profondo conoscitore del Museo Correr, e nel contempo a tutte le persone di cultura, a tutti i cittadini veneziani e veneti, infine a tutti gli amanti della Veneta Civiltà, per riparare all’abuso che va consumandosi con la “nuova sistemazione” del Museo Correr” :

IMG_26962771177728Negli ultimi mesi è stato completato il restauro delle sale ottocentesche che sorgono nell’Ala Napoleonica di quello che oggi è ribattezzato “Palazzo Reale di Venezia”.  Un restauro realizzato su iniziativa del Comitato francese per la Salvaguardia di Venezia , alla fine del quale il museo ha messo in primo piano l’ala già abitata da Napoleone, da Sissi a Francesco Giuseppe e dai Savoia.

Detta così sembrerebbe solo che nell’offerta espositiva si siano aggiunte alla storia della Veneta Serenissima Repubblica le epoche successive. Ma non è così: con i nuovi allestimenti, 14 secoli di storia veneta sono divenuti una trascurabile parentesi davanti ai fasti di effimere occupazioni straniere, che vengono esaltate come prodromo dell’italico trionfo con un po’ di ciarpame neoclassico, su cui vengono impiantati tricolori e la solita retorica illuminista e patriottarda.

silenzio-stampaMaldestramente sconvolta l’esposizione dei pregiatissimi pezzi – frutto di preziosi lasciti e importantissime acquisizioni collezionate nel tempo, nel segno del recupero e della valorizzazione della storia veneta – rimosse e accantonate importanti testimonianze, dispersi  pezzi “storici” di ingente valore, snaturate le ricchissime sale dedicate alla storia veneta…

Uno scempio consumatosi – come al solito in questo cosiddetto stato – nel silenzio assordante della stampa e delle istituzioni cittadine. Ceffoni continui sulla faccia della nostra amata Venezia, che ormai la casta mondialista considera una sua proprietà privata.


Queste le considerazioni personali dell’avvocato Renzo Fogliata, in risposta all’appello di Rubini:

correrIl senso museale del Correr, la sua stessa ragion d’essere, sono oggi stravolti con un colpo di mano. Teodoro Correr lasciò la sua immensa collezione venetorum rerum perché ai posteri rimanesse l’ampio spettro della civiltà che egli aveva visto spegnersi.

Nel tempo si aggiunsero altre preziose collezioni e la quadreria. Nel 1895, poi, gli eredi della famiglia Morosini-Gattemburg misero all’asta l’immensa collezione di Francesco, e per ferrea volontà degli allora veneziani, il Comune di Venezia, con i soldi dei nostri bisnonni  decise di acquistare in asta tutto ciò che poteva per lasciare imperitura memoria ai posteri della grandezza di Venezia.

Orbene, chi e perché ha deciso, nel silenzio e senza alcuna condivisione, di privarci di tutto ciò? Non basta. L’operazione si coniuga con l’apologia delle dominazioni straniere, con la glorificazione del restauro delle sale che – non per caso – i veneziani di ieri avevano adibito ad uffici (sapevate che l’occupazione francese provvide a demolire la chiesa di san Geminiano e i due bracci della Procuratie Nove e Vecchie che si congiungevano ad essa per realizzare al loro posto una sala da ballo?)

SanGeminianoCosa c’entra Sissi con quattordici secoli di storia di una delle più grandi, originali e significative capitali europee? Il visitatore del Correr oggi impatta subito con l’immagine di una Venezia dominata, in cui troneggia la sagoma trionfante dell’Empereur (o l’altra frivola di Sissi), una Venezia che non attendeva se non il c.d. Risorgimento per rigenerarsi.

Poi, solo in un secondo momento, la civiltà veneziana. Qualche cimelio della sua politica che appare quasi pittoresco. Subito la topografia del lombardo- veneto perché non ci si attardi troppo a pensare alla Repubblica Veneta e, se vi fossero ancora dubbi sul programma ideologico, le coccardine tricolori del 2011 sparse tra le mappe.

Infine: via il Morosini! Via il ricordo della potenza militare e della grandezza che il grande condottiero rappresenta! (Morosini rappresenta la lotta titanica di Venezia di tutto il XVII secolo per mantenere il proprio impero marittimo).

coccardaIn nessuna città al mondo una simile operazione di banalizzazione di una civiltà – che qui qualcuno ha sapientemente definito di “svenezianizzazione” – sarebbe consentita.

Soprattutto, è giunto il tempo di finirla con questa gestione personalistica e quasi privatistica del bene pubblico; in particolare se si tratta di un bene immenso quale è la nostra storia. Con quale autorità si decide in un batter di ciglia, di soppiatto, di travolgere tutto ciò? E con quale autorità ci si mette nelle mani (ancora e ancora) dei francesi per stravolgere il messaggio culturale del nostro Museo Correr? Con quali credenziali si presenta chi ha operato in modo tanto greve?

Sarebbe tempo che i comitati francesi spendessero tempo e risorse per il restauro, il recupero e la restituzione di quanto la loro nazione distrusse e trafugò. Sarebbe un segnale di maturità ed anche un doveroso tributo alla civiltà che la Francia ha distrutto per sempre, nell’anima e nel corpo, mettendo a sacco tutto il Veneto Stato come mai nessuno prima e dopo.

Ed invece dobbiamo assistere, dalla statua di Napoleone in poi, ad iniziative scioviniste, che glorificano la grandeur anche qui, dove lor signori dovrebbero calpestare i masegni con un pesante senso di disagio e dove dovrebbero solo prodigarsi per risarcire in parte questo luogo unico al mondo dell’immenso ed irreparabile danno che la loro nazione gli ha inferto con insolente e barbarica ferocia.

Vi prego, dunque, di alzare la Vostra voce per dare dignità alla nostra cultura, per un sussulto di orgoglio che ancora esitiamo a manifestare e per spiegare a questa sorta di Municipalità Provvisoria di Venezia che il tempo delle scelte solipsistiche ed unilaterali è concluso e che deve fare i conti persino con i suoi “sudditi”.


Nell’articolo originale trovate anche il resoconto di una visita – effettuata dallo stesso Fogliata – al Museo Correr, in cui sono riportati i principali (vergognosi) cambiamenti apportati nel corso del restauro.


In difesa della Nostra Storia, di Venezia, dei suoi cittadini… Per gridare al mondo il nostro NO! a questo processo di Svenezianizzazione è stata organizzata una manifestazione questa domenica, 15 febbraio 2015, a Venezia.  Ritrovo ore 11 presso la Chiesa di San Moisè.

Maggiori informazioni sulla pagina dell’evento – (link) SOS MUSEO CORRER

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4 risposte a “SVENEZIANIZZAZIONE”

  1. Giacomo Framarin ha detto:

    E’ veramente una barbarie perpetrata in silenzio. Chi sa farlo, apra un blog a questo scopo intitolato, per esemprio : ” RIPRISTINIAMO IL CORRER ORIGINALE ! ” e chiedendo adesioni.
    Fare anche una raccolta di firme per ottenere dal Ministero delle Belle arti ( o della Cultura ) allo scopo di sollecitare la Regione ed il Governo a ciò.

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  2. ben ha detto:

    é una vergogna, una sorta di pulizia etnica moderna. Bisogna agire con una bella protesta in gran massa

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  3. si ho visitato il Correr e la sensazione che ho avuto è quella che è stato dato troppo spazio a 2 turisti invadenti come Napoleone e gli austriaci, la potenza di Venezia e la sua grande storia traspare chiaramente dalla visita al palazzo Ducale.
    troppo spazio a quei 2 turisti, che offuscano i fasti della potenza di Venezia.

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  4. Pingback: I ”cattivi” venetisti del Museo Correr di Venezia | Vivere Veneto

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