EMIGRAZIONE 2.0

Il Nordest ha ripreso la valigia

di Anna Iseppon

goodbye«Ci sentiamo su skype, mamma. Vedrai che andrà tutto bene!» – Luca abbraccia la madre che lo ha accompagnato all’aeroporto. La piccola Elena, le guance bagnate dal pianto, gli getta le braccia al collo e lo bacia «Ma poi torni, vero, fratellone?». Non capisce perché anche suo fratello le stia abbandonando. Loro padre – vittima della depressione e della crisi – non tornerà più; “è andato in un posto migliore” le hanno detto, ed ora la bimba teme che anche suo fratello non faccia più ritorno.

20 anni, il cuore carico di dolore ed una valigia piena di speranza… quella speranza in un futuro che il suo Paese gli ha tolto. Se ne va, Luca, come tanti giovani; se ne va lasciando qui i suoi cari, i suoi amici, la sua terra, la sua cultura. Emigrante oltreoceano, solitario, alla ricerca di una felicità che qui è diventata un lusso per pochi…

Pensaci: Luca potrebbe essere il tuo vicino di casa, tuo fratello, un amico di famiglia… La sua storia è quella di molti ragazzi che oggi, come oltre un secolo fa, hanno scelto dolorosamente di emigrare per poter avere una chance nella vita.

emigrazioneNon si tratta della famosa “fuga dei cervelli”, quella dei ricercatori che fuori confine tentano di realizzare il proprio curriculum. No, questo è un vero e proprio esodo di laureati e diplomati che all’estero vanno per necessità, per disperazione. Emigrano per fare i baristi, i lavapiatti, le cameriere, i muratori… perché dopo anni di disoccupazione o di contratti precari a 300-400 euro al mese, non hanno altra alternativa.

Lasciano senza parole i dati del IX Rapporto Italiani nel Mondo 2014 della “Fondazione Migrantes”¹ presentato a Roma all’inizio di ottobre: gli emigrati italiani sono stati nel 2013 più di 94mila (poco meno di 80mila nell’anno precedente), il doppio degli stranieri che arrivano qui per lavorare. I nuovi emigranti sono per la maggior parte uomini (56,3%), non sposati (60%) e la classe di età più rappresentata è quella dei 18-34 anni (36,2%), seguita da quella dei 35-49 anni (26,8%).

A partire sono soprattutto i giovani, quindi, alle prese in Italia con percentuali di disoccupazione da capogiro (il tasso di disoccupazione dei 15-24enni ad agosto in Italia è stato del 44,2%, ed è in aumento).

20131005_giovani-esteroIl 22% di chi parte è laureato, il 28% è diplomato e le prime regioni per numero di emigrati sono proprio le “locomotive d’Italia”: la Lombardia, quella che ha subito la maggiore “emorragia” con 16.418 partenze, seguita dal Veneto con 8.743.

Ma non tutto il Veneto è colpito dall’emigrazione in ugual modo: tra i capoluoghi la percentuale maggiore è registrata da Belluno, seguita da Treviso, Venezia, Padova, Verona e Vicenza. Arsiè, piccolo paese del Bellunese detiene il record: il 79% della popolazione se ne è andata all’estero, a Lamon (BL) il 68,1%, a Fonzaso (BL) il 60,1%. Percentuale elevata anche per Cordignano (TV) dove ha fatto il biglietto il 32% della popolazione.

Lasciano l’amaro in bocca le parole di Mario Giro (sottosegretario agli Affari Esteri), che ha così commentato il Rapporto di Migrantes. «Quella degli italiani che si trasferiscono all’estero non è una fuga come chi scappa da guerre e persecuzioni religiose (…) ma è una scelta» aggiungendo poi che «gli italiani che migrano all’estero non rischiano la vita, come non l’hanno rischiata i nostri nonni».

mariogiroForse non è una necessità per chi, come lui, percepisce un’indennità annua di oltre 114mila euro lordi a cui si somma una diaria annua pari a 42mila euro netti (clicca qui) ma per chi passa da un lavoro precario all’altro, ha perso il lavoro, ha visto fallire l’azienda di famiglia, o non riesce a garantire il minimo indispensabile ai propri figli… lo diventa eccome!

Certo, emigrare oggi, con le nuove tecnologie a disposizione, non è come emigrare nel secolo scorso. Ricordiamo però che internet aiuta a tenere i contatti, a non perdersi, ma dentro lo strappo è altrettanto forte: espatriare per necessità significa come allora archiviare le proprie ambizioni, i propri luoghi, gli affetti. Una ferita difficile da rimarginare.

Come ho già avuto modo di scrivere in un precedente articolo², “Tra la fuga e la lotta io ho scelto di restare qui e lottare per quello in cui credo, per il mio futuro e quello di chi mi sta accanto, per la mia terra.”

Tu cosa scegli di fare?


 

¹ Rapporto Italiani nel mondo 2014 della Fondazione Migrantes: clicca qui

² “Sei giovane…emigra!” – Articolo correlato: clicca qui

Questa voce è stata pubblicata in Attualità, Blog Pubblico e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a EMIGRAZIONE 2.0

  1. Ben ha detto:

    e noi fermiiiiiii…a subire, ad aspettare tempi migliori che MAI arriveranno…non vediamo che ci vogliono ammazzare? prima economicamente, adesso pure psicologicamente, e tra poco FISICAMENTE PER MANO DEGLI ASSASSINI CHE STANNO ENTRANDO A MILIONI? o per mano dell’ EUROGENFOR già piazzata a VICENZA?

    Mi piace

  2. Giacomo Framarin ha detto:

    E’ triste assistere al cinismo dei politici, lo stesso cinismo dei politici che a suo tempo, hanno mandato al macello milioni di persone nelle due guerre mondiali.
    Auguro loro che Dio abbia misericordia delle loro anime.

    Mi piace

  3. Pingback: Mario..non confondermi l’emigrazione con l’Erasmus! | ilariabrunelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...