AI CONFINI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

di Claudio Lorenzetto

voltagoAll’inizio di questa settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale che dispone che il Comune di Voltago Agordino (provincia di Belluno), dove si è votato il 31 agosto 2014 un referendum, sia distaccato dalla regione Veneto per essere aggregato al Trentino-Alto Adige.

Questa scelta evidentemente politica del governo non è altro che una provocazione nei confronti del popolo Veneto e suona decisamente come una beffa.

Il Veneto ha visto sabotare il progetto del referendum per la propria indipendenza alla faccia dei sedicenti partiti democratici e liberali, e adesso dovrebbe subire gli umori di un novello Napoleone che cambia le carte geografiche in puro stile campagna d’Italia.

autonomiaLa decisione del governo dimostra l’arroganza della classe politica italiana e il suo sprezzo per il nostro popolo, costretto a barcamenarsi in questi momenti difficili tra una difficile congiuntura e uno stato-zavorra che lo sta trascinando nel baratro.

D’altro canto dimostra la chiara consapevolezza della classe politica italiana che esistono regioni e province privilegiate e  predilette,  che ricevono fiumi dei nostri quattrini e nelle quali le tasse sono meno tasse e i servizi sono più servizi.

Provocazione per provocazione, ci verrebbe in mente di organizzare un referendum per il passaggio dell’intero Veneto al Trentino visto che ciò è gradito agli statisti di Roma.

Il commento del governatore Zaia è enigmatico e lo riportiamo come dal sito de Il Gazzettino: «Questa operazione è l’ennesima scelta raffazzonata di un Governo alla disperazione che pensa più agli annunci di sapore elettorale che a dare risposte ai cittadini. Si prendono nuove iniziative ma non si sa che fine abbiano fatto le precedenti, penso a Taibon Agordino e a molte altre realtà, dove si è votato nel 2013, di cui non si sa più nulla, per non parlare del disegno di legge su Lamon, dove si è votato nel lontano 2005, fermo alla Camera dei Deputati e del quale non si hanno più notizie dal rinvio in Commissione del settembre 2012. Non mi sono mai opposto ai referendum banditi nel Veneto sicché questa iniziativa del Governo mi impone di andare al ‘vedo’. In considerazione della non complessità del testo del disegno di legge costituzionale, e dei tempi tecnici che possono richiedere i lavori parlamentari per la doppia approvazione, l’iter legislativo può essere immediatamente attivato con la prima approvazione e l’iter complessivo chiuso entro aprile 2015. zaiaSul rispetto di tali termini misurerò se c’è la reale volontà del Governo o se si tratta dell’ennesimo bluff».

Un commento fumoso, in puro politichese italiano, a cui rispondiamo che se i milioni di euro spesi per il Mose e altre opere faraoniche fossero stati distribuiti sul territorio avremo accorciato la distanza tra Venezia e le sue terre di confine.

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3 risposte a AI CONFINI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

  1. Ben ha detto:

    Zaia!! Figliastro di bossi, stessa pasta , stesso modo di fare e di pensare, cioè NULLA!!!

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  2. Associazione Europa Veneta ha detto:

    Venezia con il mose non c’entra nulla: l’ha subito come una violenza sul suo territorio, che ha devastato la laguna. Per quanto il Comune di Venezia sia l’erede diretto della Municipalità Democratica giacobina di napoleonica memoria, il Consiglio Comunale di Venezia ha votato documenti a ripetizione negli anni contro il mose. La Città è distrutta, le acque alte tuttora continuano, tutti sapevano che il mose era il business voluto da Roma per ingrassare i soliti noti. E’ stata un’operazione decisa dalla massoneria internazionale, tramite personaggi come il sardo Luigi Zanda, per dieci anni presidente del Consorzio Venezia Nuova (1986-1995), oggi capogruppo del PD al Senato, figlio di un noto Prefetto (“il gelido Zanda Loy”), che con Venezia non c’entra nulla. Ancora, Zaia è trevigiano, non veneziano, il suo ruolo sul mose è stato ininfluente. Venezia è una delle città più maltrattate dalla Regione del Veneto, storicamente governata da non Veneziani, che di Venezia nulla sanno (tranne la strada per arrivare ai palazzi regionali), dove i Veneziani sono quasi assenti, anche perché la Città è spopolata da anni, quindi non ha peso elettorale (siamo sui 50.000 abitanti, forse ne hanno di più San Donà di Piave, Adria o Pieve di Soligo). Il mose è stato imposto dalla massoneria, tramite i poteri forti, da sempre padroni assoluti della banana republic. Il sistema coloniale nel Veneto è fatto di confindustria, di banche, di mafia importata dal Sud, dall’alta burocrazia ministeriale che piazza i suoi uomini ai posti di comando. Addirittura, è capitato una della figure chiave dello scandalo mose, dopo lo scandalo, abbia dovuto chiedere scusa alla Loggia Massonica “Grande Oriente di Italia”, “il Goi” (ma non ha chiesto scusa ai cittadini). Si tratta del padovano Giancarlo Galan, non veneziano, che si è addirittura “dimesso” dalla massoneria (che nel loro linguaggio si dice “mettersi in sonno”, una sorta di autosospensione, perché trattandosi di un patto con il demonio uscirne è pressoché impossibile). La montagna veneta ormai è alla disperazione, il Bellunese è umiliato al confronto dei paesini confinanti rientranti nel Trentino Sud Tirolo e al Friuli V.G. Il resto della Terra di San Marco non sta meglio. O qua si combatte tutti insieme per la nostra indipendenza, senza guerre tra poveri, o non si salva nessuno. Leggetevi il seguente articolo: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/25-luglio-2014/-governatore-massone-nessun-favore-fratelli-ora-giudichino-veneti-223631011056.shtml

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  3. Max Vidori ha detto:

    Spetta.le Lorenzetto,
    risulta quantomeno superficiale e disinformatrice la sua analisi.
    Lungi da me difendere Zaia, ma ha detto quanto doveva rispetto alla “discussione di un disegno di legge” approvata dal CdM. Altro non è che l’ennesima misura temporeggiante circa la ormai storica questione del passaggio in TAA dei territori bellunesi contermini iniziata da Lamon nel 2005 e MAI approdata ad alcunché! Magari vi fosse la provocazione da lei descritta… magari la nazione italica andasse oltre i proclami! La vera provocazione giace nelle risorse sottratte al Veneto e non in quelle lasciate in TAA!!!
    Si faccia informazione cercando la verita’ ed evitando la demagogia che è tratto distintivo dell’occupante italico da 148 anni.
    WSM

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