QUALE DEMOCRAZIA… ?

di Guidotin

democrazia-uccisaDemocrazia: un termine con cui ci si riempie la bocca e che forse non ha ancora trovato un modo efficace e rappresentativo di esprimersi. Il significato etimologico che tutti conoscono è “Governo del popolo” ma il popolo ha veramente il potere di governare? E quante versioni e/o interpretazioni esistono di democrazia e quali di esse garantiscono un rapporto di corretto rispetto reciproco fra maggioranza e minoranza?

L’ultimo voto per le elezioni europee (ad esempio), come d’altronde i precedenti, si è basato, appunto, sulla idea che la maggioranza “vince”, comanda e decide. È proprio su questa idea che vorrei ragionare. Lo faccio a ruota libera sapendo che in questo blog posso farlo e con tutta la disponibilità ad imparare, non essendo io né un tecnico né un politico, dai commenti che vorrete fare.

Quello che mi chiedo è se veramente la cosiddetta maggioranza ha il diritto di decidere del futuro del resto del paese. Mi spiego: se, come spesso accade, una percentuale di potenziali votanti decide di non andare a votare (rimaniamo sull’esempio delle europee: 20 milioni di astenuti, quasi 22 considerando anche schede bianche e nulle – quattro milioni in meno rispetto alle europee del 2009 – a fronte di 27 milioni di voti validi!) perché non si sente rappresentata e la rimanente percentuale finisce per essere suddivisa in vari gruppi di cui uno ha avuto la maggioranza dei voti, può quest’ultimo rappresentare la sovranità del popolo tutto intero?

sovranità popolareSe l’art. 1 della costituzione italiana afferma che “… la sovranità appartiene al popolo …”, siamo sicuri che la “maggioranza” scaturita dai seggi rappresenti il popolo? O piuttosto una minima parte di esso? Accade, quindi, che una minima parte del popolo, democraticamente eletta, è “sovrana” e che la rimanente parte è al suo … servizio. Questa è la democrazia? Questo è l’unico modo di realizzarla contraddicendo sé stessa? Oppure questa non è … democrazia?

Qualcuno mi ha detto che se uno non va a votare e si mette in disparte, non ha poi il diritto di lamentarsi! Dal suo punto di vista, piuttosto che astenersi, si dovrebbe accettare di far parte del “gioco” e mantenere vivo un meccanismo contradditorio? O il non votare è, in realtà, già di per sé una scelta, un voto a sua volta di cui la “maggioranza” dovrebbe prendere atto per rendersi onestamente conto di non essere la “sovrana” di un popolo ma piuttosto la “dittatrice”?

Qualcun altro ha obiettato che non v’è altro sistema per realizzare uno stato democratico se non con il metodo della maggioranza. Non ne sono convinto! Credo si possano seguire altre strade se una collettività di persone, pur nella diversità, è unita in uno scopo comune. Partendo dal presupposto che abbiamo raggiunto la convinzione che l’unica soluzione, per noi Veneti, di vivere una vita dignitosa sia con l’Indipendenza, non c’è, ovviamente, un partito italiano che possa soddisfare, votandolo, le nostre aspettative.

venetoisnotitalyNoi veneti, non andando a votare, un messaggio forte e chiaro, in realtà lo abbiamo mandato: non vogliamo avere più a che fare con chi ci ha sfruttato fino ad ora, con chi vuol far finta di non sapere come sono andate le cose e che non vuole che si sappiano, con chi ci considera delle bestie da soma trattandoci da buzzurri ignoranti. Quindi, chi interpreta il nostro astensionismo come quello di colui che “preferisce guardarsi la partita in tv” piuttosto che impegnarsi attivamente, si sbaglia di grosso.

Chiunque abbia vinto la “competizione” elettorale ed ha il mandato dallo stato italiano a “comandare” rappresenterà, in ogni caso, uno stato totalitario e la piccola o grande maggioranza non solo non sarà rappresentativa del popolo italiano ma men che meno di quello veneto che dovrà continuare nel suo percorso per recuperare la SUA di “sovranità”.

E quando questo avverrà, auspico che si troverà un modo per cambiare i vecchi sistemi basati sulla competizione per dare avvio ad una nuova fase della nostra storia in cui trovino spazio la condivisione, la comprensione reciproca, una maggiore cooperazione e sentimenti di fratellanza ritornando ad essere, come un tempo, un esempio per il mondo intero.

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5 risposte a QUALE DEMOCRAZIA… ?

  1. Eugenio ha detto:

    la DEMOCRAZIA come gli altri Sistemi Sociali ,non è Perfetta ,sembra che sia la meno Peggio ..ma se guardiamo bene ..i vari Partiti vengono Finanziati dai vari GRUPPI ECONOMICI per portare avanti i propri Interessi ,questi Gruppi economici poi hanno nelle mani le varie reti televisive ,i giornali ecc quindi influenzano l’Opininione Publica (e spesso non dicono le cose come stanno) per quanto riguarda le percentuali dei Votanti nei vari Paesi (bisognerebbe avere dei dati ,ma sembra che negli U.S.A ..Inghilterra e altri Paesi non sia molto alta ) Per quanto riguarda l’Italia nelle ultime votazioni x il Parlamento Europeo ,anche chi non segue la Politica a capito ,che è inutile andare a Votare ..la Maggioranza DECIDE ,(e questo è il principio della DEMOCRAZIA ) e poi cosa votare x fare se non cè Veramente un Partito Italiano contro L’Euro e questa Europa..ma anche se cera e non avesse una Maggioranza nel Parlamento Europeo ,cosa potrebbe fare? Poi se qualcuno dice che chi non vota ,e si mette in disparte non ha diritto di lamentarsi (probabilmente cè qualcuno che se ne frega della politica ) ma cè anche Tanta gente che è Stufa di farsi prendere x i fondelli ,spesso oggi in Italia andare a votare è come scegliersi l’albero ,per essere impiccato,E poi negli ultimi 25 anni ,anche quando le cose non andavano molto bene la maggior parte della Gente Votava sempre una vola x il Centro-destra la volta dopo x il Centro-sinistra ,non hanno mai voluto cambiare x vedere ,,questo grazie al sistema elettorale che si sono dati (i 2 poli ) dicendo che era il migliore x eliminare un po’ di Partiti che guarda caso invece sono Aumentati ..

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  2. Giacomo Framarin ha detto:

    le argomentazioni di Guidotin e di Eugenio sono valide, ma come fare per farle valere ?

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  3. nanicolspadon ha detto:

    La democrazia personalmente la trovo una gran baggianata. Dà l’illusione a tutti di poter dire la propria, anche e soprattutto quando si dovrebbe star zitti perché incompetenti. Qualsiasi grande azienda di successo del mondo investe grandi quantità di capitali in ricerca e sviluppo, uno stato non dovrebbe esser diverso. Per questo mi meraviglio che nessun paese investa in ricerca e sviluppo in nuove forme di governo e di gestione dello stato e dei cittadini.

    La democrazia, oggi, è la forma di governo apparentemente più congeniale. E’ l’ultima che vedremo nei secoli? Sicuramente no. E’ la più efficiente di tutte? Sicuramente no.

    “La democrazia è una forma piacevolissima di governo, piena di varietà e di disordine, e dispensa una sorta d’eguaglianza agli eguali come agli ineguali.”
    (Platone)

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  4. pippovic ha detto:

    La democrazia perfetta non esiste. E’ assodato. Anche perché tutti noi concorriamo, in parte, al fatto che questa non si compia. Si è fatto un referendum, a suo tempo, sul voto politico, e certamente anche per il fatto di non essere stati dovutamente informati sui pro ed i contro, il governo ha accolto quel risultato (molti altri invece sono stati disattesi, volutamente) e ci ha propinato il sistema maggioritario al posto del proporzionale. Benedetto da tutte le forze politiche come un avvento di maggior democrazia e governabilità, nel tempo si è rivelato portatore di ulteriore confusione, diminuzione della democrazia in senso “stretto” ed aumento del numero dei partiti. Come giustamente ricordato da Eugenio.
    Io penso che, dominati o meno che ci sentiamo, il voto tuttora rimane l’unica arma democratica in mano al cittadino. Tutte le altre opzioni, o sono sterili o implicano l’uso di violenza. L’astensione può avere valore solo in ambito nazionale itagliano, in quanto che vinca Y anziché X, poco o nulla cambia: Il Paese che ci sottomette rimane nella merda in quanto irreparabile ed insanabile. Gli illusi che ancora sperano, hanno seri problemi mentali. A volte, contravvenendo ai miei ideali etici di democrazia, auspicherei una patente anche per chi vuole esercitare il diritto di voto, tanto è grande la mia sfiducia nel prossimo, in quanto “boccaloni” dei media di regime. A mio parere, due sono i voti importanti a cui sono chiamato votare: le regionali ed referendum di ogni genere. ll primo decide la politica che, io ed i miei fratelli concittadini, potremo effettivamente condizionare e sarà visibile in loco. Il secondo permette di fare sentire direttamente il mio parere su di un argomento (morale, politico, sociale, etc.) che non sia condizionato da meri motivi politici e di schieramento. Per ambedue i tipi di voto, considero altamente democratico che non vengano condizionati da nessun tipo di quorum: per me, gli assenti hanno SEMPRE torto. Se per il voto politico (per me solo il regionale, le nazionali le snobbo) vale qualsiasi percentuale di affluenza, lo stesso DEVE essere per il voto referendario in quanto massima espressione della democrazia in senso classico. La famosa democrazia diretta. Quindi, niente quorum. Chi non ci va, si sorbisce ciò che hanno deciso quelli che a votare ci sono andati. Si dovrebbe poter votare anche dall’estero, se in viaggio, e da casa. Queste sono le UNICHE armi democratiche in nostre mani e, visto quanto sopra, avrete già capito il mio pensiero sulle problematiche indipendentiste. Serenissimi saluti. WSM!

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