IL MERCATO

“Il denaro è la merce più commerciabile” : storia economica in “soldoni” – Parte 1 di 4

di Alberto Veneziano

mercantiProviamo ad immaginarci una delle nostre belle piazze qualche secolo fa, diciamo otto secoli: gente che va e viene, saltimbanchi, bambini, banditori, mendicanti, ricchi e poveri. Non c’è “venditore e compratore” tutti mercanti. Tutti comprano e tutti vendono qualsiasi cosa, senza licenza, semplicemente scambiandosela, c’è però un venditore speciale: il venditore di denaro.

Dopo millenni di esperimenti con conchiglie, pecore, sale, pepe ecc., si è capito che i dischetti di metallo non deteriorabile e dello stesso peso sono la merce più commerciabile, il denaro. Non una gallina che diventa vecchia, non verdura che si deteriora, non legname, troppo ingombrante, no, un sacchetto di dischetti metallici permette di prendere tempo prima di fare il prossimo scambio, si può accantonare (non temono nemmeno i frequenti incendi) insomma, un mucchietto di dischetti metallici, in tempi difficili, ti fa tenere in mano un po’ di futuro.

coniglioCuriosamente l’idea che l’oro e l’argento siano le merci più scambiabili si è imposta in tutti i continenti. Dovunque si è capito che un merce capace di concentrare in se un notevole valore attribuito e di conservarlo nel tempo, mette in moto un sistema efficiente per scambiare merci e servizi. Un calzolaio, ad esempio, non ha più bisogno di sistemare nel retro conigli, capre, tavolame e merci varie con cui i clienti pagano il suo lavoro, gli basta un sacchetto dove mettere le monete. Quando ne avrà voglia, andrà al mercato con una moneta e la scambierà con un coniglio bello fresco.

Il “venditore di danaro” è ambito, ce n’è ancora poco in giro e tutti vogliono scambiare la loro merce con la sua, più versatile, e chi non ha merce offre se stesso come forza lavoro. Tutti lo blandiscono e richiamano la sua attenzione, il venditore di danaro diventa “il compratore” per antonomasia, il cliente che ha sempre ragione.

moneteUn po’ di danaro in pugno dà l’illusione di avere un po’ di futuro assicurato, un gruzzolo per gli imprevisti e per la vecchiaia. Non ci sarebbe niente di male se non ci fosse in agguato la psicosi, ma c’è. Qualcuno è talmente terrorizzato dalla vita che non si accontenta di assicurarsi un po’ di futuro, lo vuole tutto. Se potesse darebbe via casa e vestiti in cambio di oro e rimarrebbe nudo in mezzo alla strada seduto sul suo mucchietto. Non lo fa perché la più paura che glielo rubino prevale. Diventare mercante banchiere, ecco la soluzione, liberarsi del superfluo recuperando tutto il danaro possibile, trasformare la casa in un deposito frugale e sicuro e, nella stanza principale, disporre un “banco” per traverso.

Inizia così la leggenda dell’avaro schiavo del denaro luccicante e sonante che come una sirena lo chiama a se giorno e notte. L’avaro banchiere, pur di averne tanto da contare e coccolare, è disposto a pagare un interesse a chi glie lo dà da custodire … un momento, va bene maniaco ma … pagare per custodire il denaro altrui!? E il cliente della banca cosa ne pensa? Ha trovato qualcuno che custodisce il suo gruzzolo mentre lui è in viaggio, e, non solo non si fa pagare il servizio come sarebbe logico, ma al ritorno gli fa trovare il gruzzolo aumentato, ma, cosa sta succedendo?!


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