ECONOMIA: LA CARTA

Il denaro è la merce più commerciabile”: storia economica in “soldoni” – Parte 2 di 4

di Alberto Veneziano

monetaSono passati i secoli ed è successo qualcosa che ha stravolto la logica, facciamo mente locale. Io do da custodire al banchiere 10 monete d’oro e parto per un viaggio, lui le mette nel suo forziere, un anno dopo ritorno e lui me ne restituisce 11 … Qualcosa non quadra, cosa è accaduto? In questi secoli è spuntata la carta scritta e firmata, e poi la carta stampata, ecco cosa sta succedendo, è spuntato il “documento”, la rappresentazione che si sostituisce alla realtà, la merce commerciabile diventa “denaro scritturale”, “moneta fiduciaria”, pezzi di carta valorizzati arbitrariamente.

Giustamente il mercante che lascia il suo gruzzolo all’amico banchiere si fida fino ad un certo punto, in cambio vuole un pezzo di carta dove ci sia scritto qualcosa: “ricevo da … restituirò a …” Lo fa a futura memoria, ma anche per rivalersi presso il giudice se al banchiere capitasse di dare di volta al cervello o di morire.

I documenti funzionano, eccome, sono credibili, cominciano a girare e a venire scambiati in sostituzione del denaro sempre al sicuro nelle amorose grinfie del banchiere. Lui, sempre più benemerito, presta la sua carta, le sue “note di banco” a chi voglia investire in attività redditizie dietro pagamento di un interesse. L’interesse sarebbe più che lecito se corrispondesse a prestiti complessivi pari alla riserva di danaro, ma non va così. Il banchiere ha capito che prestando molta carta, creando di fatto un denaro cartaceo in quantità molto superiore al valore dei depositi metallici, gli ritornano anche molti interessi, “pagherò” su carta che lui ricicla ai suoi fiduciosi “clienti”, l’importante è che tutta la massa cartacea resti costantemente in circolazione.  Qualcuno, in ristrettezze, pur di avere le tanto utili banconote, gli porta qualche gioiello d’oro, o qualche calice d’argento in pegno. Il generoso banchiere accetta lo scambio e si affretta a trasformare collane e calici in monete sonanti per il tesoro, mettendo in circolo ulteriori assegnati e banconote.

soldiE’ l’euforia, finalmente è nata la “finanza creativa”, ora il banchiere è in grado di creare qualsiasi tipo di documento per sostituire il denaro che lui, che non ha dimenticato cosa sia veramente il danaro, continua ad accumulare sotto forma di oro in monete e lingotti.

Ma.

Cosa succede se, improvvisamente, i possessori di banconote e documenti cartacei su cui c’è scritto ”riceverò in cambio di questo pezzo di carta una moneta d’oro” si presentano tutti assieme al banco? Il rischio è grosso, il valore “nominale” complessivo dei pezzi di carta è molto superiore della quantità di metallo in riserva, non ci sarebbero monete per tutti. Un bel giorno sentendo parlare di guerra o di pestilenza si potrebbe diffondere il panico. I risparmiatori potrebbero guardare interrogativamente il loro pezzo di carta e decidere “voglio indietro il mio denaro”. E’ capitato, spesso, è la “corsa agli sportelli”, i primi ad arrivare al banco recuperano i loro risparmi interamente o in parte ma quelli che arrivano tardi non trovano niente e sfasciano tutto. La “banca” viene rotta, si da fuoco alla casa e si trascina il banchiere nudo in mezzo alla piazza.

Vita dura per i banchieri in certe epoche, ma la vita dura insegna la lezione. Lungi dal pensare di ridurre i “pezzi di carta” ad un numero corrispondente alla quantità di oro, il banchiere ha due soluzioni. Soluzione uno: scappare per tempo e velocemente al primo segnale, ma necessariamente “leggeri”, lasciando il grosso del tesoro assieme al cuore. Soluzione due: bisogna farsi difendere dagli assalti di torme di creditori inferociti. Bisogna allearsi.

soldi e potereIl socio ideale della “mente” è inevitabilmente il “braccio”, meglio se nerboruto, armato, prepotente e smargiasso, con il suo di seguito di lazzaroni armati e violenti come lui. Per il “braccio”, lavorare e produrre, è tempo perso. Quando serve qualsiasi cosa, lui se la prende con le buone o con le cattive. Questa attività funziona da millenni ma ha controindicazioni. C’è concorrenza e si rischiano le ossa, serve un alleato per fare il salto di qualità e il socio ideale del “braccio” è inevitabilmente “la mente”.

E’ un matrimonio d’amore, la coppia perfetta. Il “braccio” e la “mente” costituiscono il nucleo fondante di una nuova configurazione sociale in grado di soppiantare la società dei liberi mercanti con qualcosa di efficiente ed espandibile. Nasce il prototipo dello “stato moderno” fondato sulla finanza creativa e sulla forza bruta. C’è tutto il tempo per migliorare, per affinare gli strumenti, c’è tutta la storia davanti. Il prepotente razziatore fa carriera: diventa nobile e poi re. Il suo socio banchiere diventa il banchiere del nobile e poi  “banchiere del re”, la società (la loro) prospera.

Ci sono alti e bassi, i re e i regni si distruggono fra loro a turno, ma che importa, è l’idea che trionfa. La grande idea alla base dello stato: estorcere sotto forma di imposte una fetta sempre più ampia del prodotto del popolo, promettendo in cambio protezione e giustizia. Chi ha il coraggio di minacciare il banchiere del re? Chi ha il coraggio di non pagare i debiti al banchiere o di non pagare le tasse? Se il re vuole un regno sempre più esteso lo conquista. Con i soldi forniti dal banchiere (monete svilite, metallaccio, carta in seguito) i Re assoldano grandi eserciti, comprano armi e partono con grande strepito di fanfare alla conquista di terre e ricchezze. La grande storia europea: le imprese e gli eroismi, le conquiste di qua e di là dal mare, stragi, guerre, massacri.


 

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2 risposte a ECONOMIA: LA CARTA

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