ECONOMIA: LA RIVOLUZIONE

Il denaro è la merce più commerciabile”: storia economica in “soldoni” – Parte 3 di 4

di Alberto Veneziano

finanza creativaRispuntano i mercanti che invece di starsene tranquilli a coltivare la terra del re cominciano a costeggiare i continenti e ad attraversare gli oceani con le loro navi. Vale la pena di finanziare i viaggi e le scoperte? Vale la pena anche di finanziare i ricchi rampolli che vanno per mare a razziare i convogli dei mercanti, e perché no, finanziare i fabbricanti di cannoni che servono per attrezzare le navi di tutta questa gente? Forse si, ma c’è un gran rischio. Tutti questi balordi son capaci di farsi ammazzare, perdere le navi e tutto l’investimento. Tempi duri, finanza rischiosa. Si costituiscono grandi “Compagnie”, si spacciano azioni e obbligazioni, piramidi di carta, come sempre, ma tutta roba che può crollare su se stessa da un giorno all’altro. Non si può stare tranquilli e derubare la gente in pace e ci sono in arrivo altri guai, ci sono segnali preoccupanti.

Il popolo anche quello meno irrequieto, nonostante secoli di ammaestramento, non vuol saperne di restare al suo posto. C’è sempre qualche testa calda che vuole emergere e si inventa le macchine più strane pur di non fare la sacrosanta fatica che Dio gli ha destinato. Nonostante gli esattori del Re si siano da sempre impossessati dei mulini e degli altri “inutili” marchingegni da cui spremere tasse, adesso il fenomeno si estende ad altri settori e diventa incontrollabile.

TARTASSATIMentre il re gozzoviglia, il popolo si ingegna e si industria. Inventa e costruisce nuovi modi per ottenere energia e prodotti. Villici, paesani e cittadini creano ricchezza invece di accontentarsi delle briciole rimaste dall’estorsione dopo che il re e suoi bravi si sono abbondantemente serviti. E’ difficile tassare i “borghesi”, si fanno chiamare così, i bastardi evadono. Non hanno mai un soldo per il loro re e intanto commerciano e prosperano. Invece di soffrire per conquistare il paradiso, come suggerisce il prete, il popolo vuole godere. Maledetta modernità, maledetta rivoluzione industriale.

Dopo la rivoluzione industriale, l’unica a cambiare veramente la realtà, le “rivoluzioni” si moltiplicano. “Rivoluzioni” e restaurazioni, tutto un fermento, un guazzabuglio di idee. Il banchiere vede nero: “Va a finire che fanno fuori quel cretino imparruccato e mi tocca trovare un altro socio!” Capita anche quello, ogni tanto il popolo fa strage di potenti, ma assieme al guaio spunta anche soluzione.

Saranno questi “giovani”, la soluzione? I borghesi, si riproducono ma i loro figli non hanno la stessa necessità di elevarsi dei loro padri, nascono già elevati. I figli disprezzano i padri, il loro mestiere sporco e il loro vile denaro sterco del demonio. Per loro è tutto sporco, tutto andrebbe ripulito, tabula rasa e ricominciare su basi “etiche”. Tutti questi giovani intellettuali, tutti questi poeti, si sono messi in testa di rivoltare il mondo e a tratti sembra addirittura che ci riescano. Sono capaci di organizzare dei ’48, movimenti nazionalisti, irredentisti, populisti, socialisti e comunisti.  Combattono in tutte le guerre e in tutte le rivolte, sembra quasi, come direbbero i cultori delle nuove psico-discipline, che combattano contro i loro padri.

LeviatanoIntanto però funziona! Tutti hanno un grande ideale in comune, tutti perseguono qualcosa che sostituirà le religioni superate: una super entità capace di mettere tutto in ordine. Un super padre di cui sentono la mancanza dopo aver ammazzato il loro. Ci vorrebbe … un nuovo stato! Si deve costituire un nuovo stato, molti stati! Ognuno grande, invincibile ordinato ed etico! Ogni stato dovrà prendersi cura dei suoi non più sudditi, ma cittadini! Dovrà istruirli e difenderli dalla culla alla bara, sarà un gigante buono e magnanimo ( i soliti scettici ingrati lo chiamano già mostro, leviatano) sarà finalmente uno Stato Sovrano, sarà il grande padre di tutti!

Quale sospiro di sollievo per il nostro ex “banchiere del re” abbandonato dalla storia, è arrivata la soluzione: al posto del sovrano, lo “Stato sovrano” l’alleato ideale cercato nei millenni. Una organizzazione ferrea, un apparato fiscale a prova di evasore. Non più un re capriccioso ma figure rappresentative per far contento il popolino. Un Re “costituzionale” e una regina per le cerimonie. Chi non vuole il “re” si elegga un presidente, cambia niente. Cosa mai contano le belle figurine? Ci saranno altri a dirigere il traffico. Ci sarà la banca centrale e battaglioni di burocrati. Ci sarà la propaganda quasi gratuita degli intellettuali, sempre a rivoluzionare e sempre a rinfocolare la loro grandiosa idea di stato sovrano. Finalmente  la vecchia alleanza fra la mente e il braccio è ricostituita ma non più fra uomo re e uomo banchiere, bensì fra sistema-stato e sistema-banca, due mostri autosufficienti e invincibili.


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2 risposte a ECONOMIA: LA RIVOLUZIONE

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