IL “COMMONWEALTH” VENETO

L’ORIGINALITÀ DELL’ORGANIZZAZIONE POLITICA E SOCIALE DELLA SERENISSIMA

di Massimo Tomasutti

nathion venetaVi devo qui una piccola precisazione storica e culturale in merito al bel video¹ sul Popolo Veneto che Vivere Veneto invita a condividere sulle nostre bacheche. Il bel video fa riferimento a concetti quali, per l’appunto, Popolo Veneto e Nazione Veneta che se effettivamente “parametrati” all’esperienza storica della Serenissima rischiano – secondo la mia modesta opinione -, di risultare un pò fuorvianti. E qui vi spiego la ragione.

La Serenissima fu una realtà con dei caratteri politici, sociali decisamente speciali. Fu una realtà assai composita e integrata, con un rapporto piuttosto speciale tra le Autorità Centrali dello Stato marciano e i sudditi. Occorre dunque, per così dire, rompere la stereotipata tradizione storica otto e novecentesca – di Stato federale o semifederale ante litteram -, per connotarla, invece, come un vero e proprio Commonwealth nelle sue due vere, originarie accezioni: di comunità politica (estesa) tendenzialmente volta (anche se con cicliche criticità) alla ”ricchezza comune”.

Privilegi-Serenissima-SetteComuniDa ciò restano fondamentali alcuni elementi propri dello Stato marciano che concorrono a formarne il suo secolare carattere: i ”patti” di dedizione, il consenso sociale ‘mediamente’ assai più esteso ed elevato di quello riscontrabile nelle altre realtà politiche ad esso coeve, la sovranità esercitata indipendentemente dalla conquista militare, le articolate mediazioni politiche e giuridiche tra Centro e Periferia dello Stato. E poi la fondamentale “cultura della trattativa”, propria di una società – di una cultura per l’appunto -, per la quale l’antica matrice mercantile spinge verso una specialissima capacità di composizione dei contrasti (un dna antropologico della società veneziana, con influssi diffusi in tutto lo Stato).

Eccone, quindi, la natura di Commonwealth; uno Stato articolato e tendenzialmente ”proiettato” verso l’interesse comune di tutte le sue componenti sociali. Una realtà storica assai più complessa, dinamica, pragmatica e interattiva di quanto non lo sia identificandola con il concetto di “Stato”; una realtà che ebbe pure le sue criticità (che non mancarono).

Repubblica_di_VeneziaEcco allora più appropriato parlare di Comunità Veneta – o meglio di Comunità Venete – per identificare l’eredità storica e materiale della Serenissima, il suo lascito storico, intendendo per “Veneta” un’estensione mentale, culturale e sociale assai più vasta, articolata di quella convenzionale attuale, ovviamente.

Una Repubblica multiconfessionale, multinazionale cha da Bergamo fino alle coste adriatiche e alle isole greche integrò, in tempi diversi, abbastanza efficacemente genti e culture assai diverse (dalmati, albanesi, armeni, greci ed i veneti di terraferma) sotto il comune simbolo del Leone Alato – “comunitas estesa” dunque! E in conseguenza di ciò andrebbe altrettanto rivisto anche il concetto di “Nazione Veneta” – non nazione, quindi, ma comunità estesa ed eterogenea. Era sostanzialmente una “Comunità Aperta” che sapeva ottimamente coniugare Il rispetto delle differenze con la libera accettazione dei suoi principi comunitari (rispetto delle leggi, tradizioni, ecc.); rispettava e sapeva tutelare la cultura delle ‘nationi’ foreste e così facendo tutelava contemporaneamente i “suoi” diritti e la sua cultura – una “tolleranza” vasta, vicendevole e tutelata dal Diritto e dalle secolari Tradizioni.

manzoniTra coloro che maggiormente capirono ”questa” particolare natura comunitaria, aperta dello Stato marciano, va qui doverosamente citato Alessandro Manzoni. Negli stessi anni in cui circolava in Europa la ‘rancorosa’ Storia di Venezia di Pierre Daru, Manzoni nei suoi “Promessi Sposi” raccontò di Renzo che fuggendo da Milano e, passando l’Adda, chiese al pescatore che lo portava in salvo se “l’altra sponda è bergamasca”. Alla risposta “Terra di San Marco”, Manzoni mette in bocca a Renzo sia la risposta “Viva San Marco” che le sperticate lodi alla Repubblica fatte dal cugino che lo accoglie e che gli spiega dove si trova – il governo, la giustizia e, soprattutto, di come provveda alle necessità dei suoi sudditi. Questo pubblicava nel 1827 (circa) Alessandro Manzoni, uno dei Padri letterari del nascente Stato italiano. Mica uno qualsiasi, no?


¹ Se vuoi vedere  il video a cui fa riferimento il dott. Tomasutti clicca qui

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Una risposta a IL “COMMONWEALTH” VENETO

  1. Comitato Ultimi Veri Venexiani ha detto:

    SVEGIARSE DA STO LETARGO ITTAGLIAN XE QUANDO SE CAPISSE COME CHE I NE GÀ INGANÀ & TENTÀ DE SCACELARNE – WSM

    Mi piace

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