Venezia – Amnesia storica

Note civili sulla “svenezianizzazione”

di Massimo Tomasutti

napoleone al correrSe un pensiero accompagna gli incerti ed inquieti passi dell’attuale vita di chi ama Venezia e la sua Civiltà storica ed umana (poche centinaia di persone, purtroppo) esso potrebbe esprimersi in un concetto che è, contemporaneamente, dolore e grido di protesta: perdita della memoria storica e/o ”svenezianizzazione”.

Dalla insistita rimozione visiva di molti cimeli marciani nei percorsi del Museo Correr (e Palazzo Ducale) alla tentata, rielaborata e poi abbandonata, ridenominazione toponomastica comunale tardosettecentesca, discutibilmente ‘catastica’ (filo-italianeggiante?) fino all’oscuramento istituzionale di feste, tradizioni e ricorrenze tipiche della città (Festa del 25 aprile di San Marco o quella della sua leggendaria fondazione del 25 marzo), chi negli anni si è succeduto nella gestione della Cosa Pubblica veneziana, o ha avuto ed ha importanti responsabilità direzionali nell’organizzazione culturale del suo immenso patrimonio storico-artistico, ha scientemente vagheggiato una diversa ed inconosciuta vocazione della città stessa, dimenticandosi che Venezia non può, nè potrà mai, diventare “altra da sè”.

venezia anticaAltra da quel “sè” iscritto nelle sue preziose pietre, nei suoi campi o nelle sue tanti calli, da quel suo ”codice” iscritto inesorabilmente nel suo Destino, poichè nelle sue antiche origini insulari di “civitas rivoalti” riposa ancora – piaccia o meno – il suo Futuro. Conservarne, dunque, la memoria storica è si un dovere morale ma anche, e soprattutto, profonda “lezione’ di conoscenza”: “Ogni esperienza di grande profondità vuole insaziabilmente, fino alla fine di tutte le cose, la ripetizione e il ritorno, il ripristino della situazione originaria da cui è sorta”. L’Angelo Novus di Walter Benjamin ha lo sguardo rivolto al ”già stato”, pur nella tragica impossibilità di ricomporre l’infranto.

Il Veneziano che conseguentemente lotta per la Memoria cittadina è colui che pensa dinamicamente al grande passato della sua città rigettando, tuttavia, ”quel” passato coniugato al passivo; non si lascia cioè andare al semplice rimpianto di ciò che fu. Egli – invece -, auspicabilmente guerreggia civilmente e culturalmente con l’usura del tempo andato, salvando ciò che di quel mondo ‘serenissimo’ non è ancora definitivamente morto da ciò che è inesorabilmente già trascorso. Il suo è quindi un ripensare attivo alla storia della città, in cerca di invarianze, oltre alle sue tantissime dissipazioni culturali e catastrofi politiche accadute nel corso del tempo. Riti, tradizioni, valori, legami: il mondo di ogni uomo è inesorabilmente scandito dalla Memoria e dall’ontologico Ritorno alle Origini e ciò vale – forse a maggior ragione – per i Veneziani. La ricchezza conoscitiva dei cimeli marciani del Museo Correr o dei ”nizioeti” (le tipiche indicazioni stradali veneziane) è nella loro capacità, forza vocativa ed evocativa di far tornare alla luce ciò che della storia di Venezia è nascosto e che al loro occasionale osservatore può apparire perduto, dimenticato.

VeneziaSenza una memoria a cui far ritorno e di cui dar conto, sorge l’uomo provvisorio, relativo, ”liquido”. Si va dunque – e lo si “difende”-, al Correr non per cogliere i frutti (politici) della ‘serenissima’ stagione andata, ma per ritrovare le sue radici, i suoi possibili ‘insegnamenti’. Si torna, cioè, alla sua ”essenza” che custodisce e anima il suo già stato. Un’essenza per taluni ancora controversa e che a taluni ancora sfugge, ma alla quale occorre necessariamente tornare poichè – come ci insegna il poeta greco Kavafis – è là che riposa e riposerà sempre il senso più profondo di ogni vera Comunitas umana: “Non troverai altro luogo, altro mare, la città ti verrà dietro … altrove non sperare, non c’è nave non c’è strada per te, perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto tu l’hai sciupata su tutta la terra“. Scritta da Kavafis molti secoli fa, pare, invece, straordinariamente scritta pensando alla Venezia d’oggi … Lentius, profundius, suavius


Domenica 15 febbraio – Appuntamento a Venezia

svenezianizzazionecontro la Svenezianizzazione subita dal Museo Correr, vestiti da dottori della peste, distibuiremo a cittadini e turisti dei volantini informativi su quanto sta accadendo alla Nostra capitale.

Se anche tu ci vuoi dare una mano, il ritrovo è alle ore 11.00 presso la Chiesa di San Moisè in Venezia

Se vuoi maschera e mantello contatta il gruppo W S M – clicca qui

SOS Museo  Correr – clicca qui per andare all’evento su facebook

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Una risposta a Venezia – Amnesia storica

  1. Pietro Alvise Gaggio ha detto:

    Bellissime parole dell’amico Massimo che condivido. Il mio, in aggiunta, è un grido di dolore e rabbia per l’incapacità, la stoltezza e l’insipienza di come la partitocrazia italiana corrotta e del malaffare, supportata da una cieca Istituzione italiana, ha ridotto fisicamente la millenaria Civiltà Anfibia.

    Mi piace

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