Indipendenza e Unione

Essere complici nella ricerca della Libertà

di Manuel Carraro

europa dei popoliL’inarrestabile marcia in più, che lo spirito indipendentista dà a tutti, è quella dell’unione! Detta così sembra il più classico degli ossimori, ma approfondendo non è così. Infatti l’indipendentismo rende complici e crea simpatia e unione d’intenti con tutti coloro che condividono lo stesso sacro fuoco dentro, indipendentemente da razza origine condizione e provenienza.

La cosa si rende comprensibile nell’osservare come veneti, catalani, scozzesi e, perché no, russofoni si sostengano l’un l’altro anche solo virtualmente, e si cerchino complimentandosi dei piccoli passi avanti, che ogni uno di loro rosicchia ai danni del rispettivo Moloc. Questo è permesso dal fatto che non esiste competizione nella ricerca della Libertà ma semplicemente comunione d’intenti.

indipendenzaLa cosa sorprendente però è che tale condivisione non è presente solo tra Genti culturalmente o geograficamente distanti, ma anche tra quei popoli che la convivenza forzata, e la sapiente e collaudata politica del dividi et impera ha artificialmente spinto a “odiarsi”. Quale miglior esempio della penisola del bel paese ?

Ebbene troppo spesso, per non dire sempre, abbiamo assistito alla frammentazione sociale astutamente innescata dai partiti (penso la più diabolica tra le invenzioni) imbattibili nel creare fazioni, stereotipando difetti o carenze di questo o quell’altro per impedire una visione d’insieme. In questo gioco, il più antico schieramento politico appollaiato sugli scranni di Montecitorio ne è stato maestro, inasprendo la delicata convivenza condominiale dello stivale nel senso della latitudine.

collaborazioneEbbene è proprio questo che terrorizza i salotti romani e le stanze di potere milanesi, il fatto che l’indipendentismo unisce nello sforzo di liberarsi.

Seguo, e vengo seguito da indipendentisti di rango provenienti da Sicilia, Campania, Piemonte per non citare la Sardegna. Non ci sono offese nè discriminazioni tra mangiatori di polenta o lavoratori della terra, ma al contrario si guarda l’altro con la speranza che, come prigionieri dello stesso gulag, scavi il tunnel sicuro o trovi il pertugio nella recinzione in un’ottica di un comune “TANA LIBERA TUTTI!!”. Cosa improponibile per chi un tempo predicava di trincerarsi al di qua del Po!

Quindi malgrado tutte le diverse strade intraprese o da intraprendere, che lo si voglia o no l’indipendenza unisce e avvicina !

Buona lotta per l’indipendenza a tutti! 

WSM

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