Essere indipendentista tra le vallate dolomitiche

Coraggio e follia

di Axel De Pellegrini da Falciàde (Falcade)

WP_20150217_064 (1)Essere un indipendentista tra le montagne Venete comporta coraggio e molti rischi. Abitare in paesi di montagna e sostenere l’indipendenza del Veneto per molti miei compaesani è da folli.

Devo dire che io sono sempre andato controcorrente e ho sempre lottato, sin da ragazzo, contro l’ignoranza della gente che mi definiva razzista al tempo della mia militanza leghista e ora mi dà del pazzo utopista perché sostengo da sempre la causa Veneta. Ammetto che da ragazzo ho creduto e sperato molto nel progetto leghista che ho poi abbandonato quando da Movimento stava diventando troppo Partito Italiota. L’esperienza di quegli anni mi ha dato e fatto maturare molto.

Ho sempre seguito e cercato di informarmi il più possibile riguardo l’indipendentismo Veneto e di altre Nazioni oppresse. Purtroppo i miei conterranei di montagna non vedono di buon occhio l’Indipendentismo Veneto essendo ancora succubi di credenze garibaldine e italiote riguardo la Serenissima Repubblica Veneta che dominava questi territori. Sicuramente non saranno stati secoli facili in questi territori, ci saranno stati sfruttamenti del territorio da parte dei Veneziani, ma con la Repubblica non c’era la miseria che è arrivata dopo con il FALSO  referendum per l’unione dei Territori Veneti al Regno Savoiardo.

misurinaQuesti sono un po’ dei motivi per cui essere indipendentista nelle Dolomiti Agordine e in Provincia di Belluno è per coraggiosi e pazzi. Coraggiosi perché bisogna lottare per far capire la realtà ai miei conterranei e pazzi perché si va controcorrente per difendere la propria terra natia, le proprie tradizioni, la propria  lingua e la propria storia mettendoci il cuore e l’anima. Questo significa essere indipendentisti veneti in montagna.

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11 risposte a Essere indipendentista tra le vallate dolomitiche

  1. Lorenz ha detto:

    Anche io vivo in un comune di montagna e trovo del tutto veritiero quanto afferma Axel.
    Nel piazza principale del mio comune sventolano addirittura tutto l’anno 2 bandiere tricolorate.

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    • Axel ha detto:

      Caro Lorenz, abbiamo un patrimonio che possiamo valorizzare e sfruttare al massimo soprattutto a livello turistico, ma purtroppo il disinteresse e le idee standardizzate rendono difficile la vita a noi indipendentisti. Noi ci proviamo comunque, magari riusciamo a far aprire un po’ certe menti chiuse.

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      • Lorenz ha detto:

        E’ vero che ci sono delle menti chiuse sopratutto all’interno delle istituzioni locali ma è anche vero che ci sono molti convinti della necessità di cambiamento. Il bellunese è stato in passato generoso con la “lega” che prometteva il cambiamento ma sappiamo tutti come è andata a finire. Non c’è quindi da sorprendersi se ora c’è disinteresse e diffidenza per i movimenti indipendentisti che fanno le stesse promesse. Credo comunque che se dimostreranno coerenza e serietà avranno anche il sostegno anche della popolazione montana.

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      • Axel ha detto:

        È per questo che dobbiamo lottare per far capire il buono dell’indipendenza ai nostri conterranei. Sarà faticoso, ma sono convinto che possiamo farcela e avremo grandissimi risultati.

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  2. PierV ha detto:

    Caro Alex de Falciade,
    non mi capacito di tale ostinazione della gente di montagna nell’ossequiare l’italia.
    E’ proprio quest’anno, giusto per dirne una delle tante sciagure sopportate dai veneti, l’anniversario della prima guerra mondiale, non dimentichiamo che il fronte della guerra era proprio a nord-est, con tutte le conseguenze che cio’ ha provocato sulla popolazione.
    Vado diretto al punto. L’unica risposta a tale autolesionismo e di stupida venerazione, la posso trovare in motivi antropologici dei popoli ‘tontoloni/polentoni’ con l’aggiunta di una buona dose di alienazione (provocata come forte pressione culturale del dominatore in un contesto di ignoranza) che va così creare la combinazione perfetta per generare dei buoni sudditi instupiditi. Tanto che mi viene da affermare, con dispiacere, che i tonti è “giusto” comandarli.
    Ciò vale anche per i veneti di pianura, ma di più per quelli di montagna, perchè almeno in pianura vi sono persone libere nella mente e nell’animo che non si sono fatte atrofizzare i neuroni dalla propaganda massiccia del sistema italiota.
    Ad ogni modo, non voglio essere pessimista, al giorno d’oggi ci mancherebbe che la gente viva nell’ignoranza e diventi rincretinita dalle fandonie che legge e sente a senso unico propinate dai media di regime, perche’, oggi le idee circolano più velocemente, e la soluzione al risveglio è quella di divulgarle, informare, far riscoprire la vera identità delle persone e dei territori. Il disincanto è a portata di tutti, non vi sono più scuse.

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    • Axel ha detto:

      Caro PierV, diciamo che per fortuna non tutti sono filoitalioti. C’è chi vorrebbe avere una provincia di Belluno Autonoma (bella idea, ma assai ardua da attuare), chi una Regione Dolimitica con Trento e Bolzano e gente che si rassegna e dice “Tanto l’indipendenza non ce la daranno mai!”. Io dico che prima dobbiamo informarci e mentre ne parliamo facciamo del nostro meglio per raggiungere questo obbiettivo. L’ignoranza più grande è quella di rassegnarsi, proprio come vuole il dominatore italiota. Tutto standard come vuole lui così appunto è più semplice domare le pecore. Uno dei principali problemi è che la gente crede poco nella capacità di un ideale indipendentista perché hanno paura di perdere dei diritti forse. Allora mi chiedo se sono capaci di pensare solo a loro stessi e al futuro di figli e nipoti non interessa nulla o cosa credono di fare ostacolando certe idee. Noi ci proviamo, lottiamo e ci battiamo informando la gente, se poi non gli entra in zucca… almeno possiamo dire d’averci provato.

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  3. roberto ha detto:

    sono contento di sentire qualche voce dalle parti di belluno che ama ancora la partia veneta.
    non capisco invece la voglia dei bellunesi (intesi come provincia) a voler passare al trentino o all’alto adige anche se è duro sopravvivere col turismo avendo due provincie confinanti che fanno di tutto per APPARIRE l’isola felice. questo è. apparire.
    lo so che è facile lasciarsi attrarre dalle apparenze soprattutto se sostenute dal danaro.
    ma si tratta veramente di danaro pulito? non è che per mantenere il ritorno fiscale nelle regioni autonome, l’italia è costretta a darne meno a quelle ordinarie?
    la virtù di alcune regioni ordinarie viene accantonata ad poera di un pezzo di carta che tutela l’autonomia.
    quale padre di famiglia darebbe più soldi al figlio ‘autonomo’ a discapito del figlio virtuoso?
    belluno non si è mai pensata di chiedere l’annessione al trentino o all’alto adige quando queste terre erano poverissime tanto da non avere le fognature? (non sto parlando del medio evo ma dei primi del 1900). bolzano usava scaricare le immondizie nell’adige perchè non aveva l’inceneritore…
    ci avrebbe pensato forse verona? certo che si.
    hanno riflettuto su questo i miei compatrioti del nord?
    belluno era strategica per la serenissima sia per il legname che per la fabbricazione di armi. la sinergia che c’era tra queste due città farebbe vergognare gli addetti alla burocrazia odierna e dirigenza varia.
    il cadore non ricorda che agli inizi del 1500 l’imperatore d’austria sfondò i confini della serenissima prendendosi il le regole e additando i potestà locali defindoli traditori? (pressione psicologica).
    quando mai traditori? il cadore era terra del patriarca di aquileia, il quale alla sua morte diede le terre alla serenissima la quale diede alle regole lo stesso trattamento che avevano tutte le terre di confine: tasse quasi nulle.

    peccato che oggi molti non guardino più alla storia prossima alle origini fino ad oggi conosciute.

    grazie per l’articolo.

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    • Axel De Pellegrini ha detto:

      Ciao Roberto, ti ringrazio per le chicche storiografiche. Sono d’accordo su tutto con te. Purtroppo la gente pensa solo al recente passato, ma mai al passato leggermente più remoto. Come si dice: “la storia la scrivono i vincitori” anche quando sono balle enormi.

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  4. Axel De Pellegrini ha detto:

    Ciao Roberto, ti ringrazio per le chicche storiografiche che mi hai dato. Purtroppo le persone hanno molti ricordi storici recenti e non poco più remoti. Si dice che la storia la scrivano i vincitori, gli italiani però raccontano grandissime balle. L’ignoranza purtroppo è una grave malattia intellettuale e crea molti disagi. Io faccio del mio meglio per diffondere la verità, anche se so di poter essere scomodo, ma chi ama la storia e la giustizia è obbligato a questo destino. Avanti comunque e Viva San Marco!

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  5. roberto ha detto:

    te capiso ben, e grasie par esarghe.
    sciao.

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