Governo delle autonomie…e governo Renzi

L’esempio della Serenissima

di Massimo Tomasutti

massimoCon la storia della Serenissima Repubblica la mente si apre sino all’azzardo.

Dico questo perchè a leggere il progetto governativo di riforma del Titolo V della Costituzione, appena varato dalla camera dei deputati, par proprio che la storia millenaria di uno Stato che più ha significato nelle vicende umane e storiche del Bel paese non solo sia del tutto ignorata ma che, soprattutto, continui a non insegnare nulla.

Un piccolo e lampante esempio in materia ad uso del presente? Quando Venezia giunse in Friuli (1420) tutti gli assetti istituzionali e feudali della “Patria” rimasero come prima (assetti istituzionali e feudali).

Conserverà infatti il Parlamento della Patria del Friuli, ove sedevano i rappresentanti degli ordini sociali allora riconosciuti: nobiltà, il clero e le comunità. Ma non bastava. Per ovviare alle sofferenze economiche delle classi rurali friulane creò nel 1518 un’ulteriore istituzione rappresentativa: la Contadinanza.

La Contadinanza aumentò sempre più le sue prerogative tanto da porsi nei confronti del governo di Palazzo Ducale, come un vero e proprio interlocutore autonomo, al pari del Parlamento del Friuli, che rappresentava al massimo livello le istanze dei contadini friulani. Quello dell’istituzione della Contadinanza fu un atto politico tale da porre la Serenissima del tempo (1518) all’avanguardia nel governo delle autonomie politiche in Europa. Fatti che buona parte della cultura storica italiana oblia ancora ingiustificatamente.

potere romanocentricoGiusto per ricordare e ricordarvi alcune ”cosucce” relative alla Riforma renziana del titolo V della vigente Costituzione italiana e per carità solo su queste: la Sanità, il Turismo, le Politiche sociali, i Trasporti ed altre importanti materie ora di competenza regionale (quasi una ventina) vengono letteralmente ”strappate” alle Regioni e riportate al potere centrale romano.

Un piccolo esempio in materia: il Veneto – da tutti gli ‘onesti’ riconosciuta come una Regione assai virtuosa ed efficiente in campo sanitario, non potrà certamente più mantenere gli stessi standard qualitativi, aprendo gli ospedali di sera per le visite e gli esami clinici, poichè ”questo” tipo di decisionalità politica verrà (se mai verrà) presa a Palazzo Chigi. Avete capito la presa per i fondelli? Una deriva politica anti-democratica e pienamente centralista!

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