Di quale autonomia stai parlando?

Una parola, molti significati

di Anna Iseppon e Erica Bonello

alessandra moretti«Parlare di Regione a statuto speciale non è un tabù – dichiarava qualche tempo fa Alessandra MorettiMa dobbiamo essere chiari su quello che intendiamo; penso che in Italia non ci debbano più essere Regioni a statuto speciale per come le intendiamo oggi». Ed ancora:  «I veneti meritano maggiore autonomia (…) Ci impegneremo per aumentare gli spazi di autogoverno fin dal primo giorno dopo le elezioni».

Parlare di autonomia, per il Veneto, intesa come sinonimo di statuto speciale – lo abbiamo già visto – è illusorio [leggi qui l’articolo]. Ma lo statuto speciale, come ricorda la stessa Moretti, NON è l’unica forma di autonomia prevista dalla legge.

Facciamo un passo indietro: lo Stato Italiano si serve di enti pubblici per svolgere la sua funzione amministrativa. Gli enti territoriali  locali in cui è suddiviso lo Stato Italiano sono le Regioni (di cui 5 a Statuto speciale), le provincie (esistono ancora? In teoria no…però…) e i comuni.

puzzle italiaGli enti pubblici hanno i seguenti attributi: autarchia (hanno la potestà per perseguire i propri interessi tramite provvedimenti amministrativi), autotutela (cioè la capacità di risolvere i conflitti di interessi interni), autogoverno (la capacità di amministrarsi tramite organi i cui membri sono eletti da coloro che ne fanno parte) e autonomia (hanno potere legislativo o amministrativo nella formazione dei propri atti).

Quindi, tutte le Regioni – anche le ordinarie – sono dotate di una certa autonomia prevista dalla costituzione…

Ma di quale autonomia stiamo parlando?

Esistono infatti vari tipi di autonomia

  • quale stradaautonomia legislativa¹ (potere normativo primario = la Regione può emanare delle leggi regionali);
  • autonomia regolamentare (potere normativo secondario = la Regione può emanare dei regolamenti);
  • autonomia statutaria (potere normativo in tema di organizzazione e funzionamento dell’ente stesso = la Regione ha uno Statuto proprio );
  • autonomia finanziaria² (“libertà” di entrata e di spesa) e contabile;
  • autonomia di indirizzo amministrativo³;
  • autonomia tributaria (=le Regioni sono gli unici enti territoriali in condizione di imporre autonomamente dei tributi).

Quando leggete su  un giornale o sentite qualcuno parlarvi di “autonomia”, quindi, chiedetevi sempre – e chiedetegli sempre – di quale autonomia vi stia parlando. Ne vedrete delle belle!

La legge stabilisce, caso per caso, quali autonomie sono previste per ciascun ente. Con la riforma costituzionale del 2001 sono stati destinati alle Regioni maggiori spazi di autonomia (sfruttati solo parzialmente); spazi che con la riforma costituzionale attualmente in discussione verranno però  ridotti, lupo_travestito_da_pecoravisto che il disegno è quello di una ricentralizzazione verticistica del potere e delle competenze. La modifica dell’art. 117, ad esempio, porterebbe ad una competenza legislativa “gentilmente concessa” da parte dello Stato alle Regioni.

Già, perché l’autonomia è qualcosa che può essere concesso…ma può anche essere tolto, a discrezione dell’ente superiore che decide unilateralmente.

Meglio dunque investire le nostre energie sul progetto indipendentista! Una volta ottenuta – l’indipendenza – nessuno potrà più negarcela.


Se ancora non lo hai letto, scopri la differenza tra Autonomia ed Indipendenza [Clicca qui]


¹ In seguito alla riforma costituzionale del 2001, la potestà legislativa appartiene allo Stato e alle regioni; le Regioni pertanto possono emanare alcune leggi, in particolari materie, stabilite dalla Costituzione. La competenza a legiferare può essere esclusiva dello Stato, concorrente (statale e regionale) o residuale delle regioni (interpretata come esclusiva). La potestà legislativa delle Regioni, comunque, non è senza limiti, ma deve rispettare i principi generali dell’ordinamento dello Stato, e i principi generali stabiliti, per le singole materie, da leggi statali. Per l’art. 127 della Costituzione “Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione”.  [vedi quanto successo per la L.16/2014]

² L’art. 119 della Costituzione prevede – per il momento – il cosiddetto “Federalismo fiscale”:  le Regioni hanno autonomia finanziaria nelle forme e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica che la coordinano con la finanza dello Stato e col sistema tributario. Le cinque Regioni a regime differenziato hanno sempre goduto di particolari privilegi di finanza regionale (lo sanno bene gli amici del Bellunese, stretti tra Friuli Venezia Giulia e province autonome di Trento e Bolzano!) Le Regioni e Province ad autonomia speciale hanno sempre goduto della possibilità di istituire con legge tributi propri (possibilità prevista ma di fatto negata, prima della riforma del Titolo V, alle altre Regioni) inoltre la percentuale di compartecipazione ai tributi erariali era molto più alta di quella delle Regioni di diritto comune, in Sicilia addirittura l’intero gettito dei tributi erariali spetta alla Regione, ed è lo Stato a compartecipare!

³ “Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato”. L’autonomia amministrativa della regione, prevista dall’Art.118 della costituzione, come per tutte le pubbliche amministrazioni, deve aderire ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. 

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3 risposte a Di quale autonomia stai parlando?

  1. Marco D'Aviano ha detto:

    Per la verità, non servono raffinate analisi. Se parliamo di volontà di attuare una qualche autonomia nel Veneto, le cose sono semplicissime: in attuazione del “Piano di Rinascita Democratica” di Licio Gelli, l’attuale governo sta approvando una riforma costituzionale che cancellerà le regioni a statuto ordinario e comprimerà al massimo le autonomie locali. In sostanza sta ripristinando il regime fascista, pur sotto mentite spoglie, attraverso lo strapotere del sistema bancario mondiale e dell’Alta Finanza di Wall Street (di cui BCE e NATO sono caposaldi indispensabili). Questo sta facendo il PD, piazzando nelle istituzioni belle faccette come Renzi, De Menech e la Moretta, che raccontano le favole al popolo bue (quello che Berluska diceva che la maturità di un bambino di 12 anni). La Moretta chiacchiera a vanvera, sicura che prostituirsi al potere romano rende sempre. L’unico esponente politico del PD che ha fatto qualcosa per il Veneto è la Senatrice Simonetta Rubinato: ha presentato un emendamento in parlamento per tracciare un percorso di maggiore autonomia del Veneto, ma è stata isolata e umiliata dal suo stesso partito. Per ogni dettaglio, leggi qui: http://www.simonettarubinato.it/index.php?area=6&menu=114&page=327&lingua=4&idnotizia=3973

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