Lo sterminio delle Partite IVA (tradotto)

Lo Zio non torna indietro

di Alberto Veneziano

zio

Mi telefona un ragazzo, lo conosco da qualche anno, facciamo lo stesso lavoro: lui da dipendente per una ditta, io da autonomo.

Non è più dipendente però, le aziende si restringono e lasciano a casa qualcuno.

“Zio”, mi chiama zio, “Vorrei fare come te, dimmi: come si fa ad aprire la partita iva? Quanto costa? Quante tasse si pagano?

Un attimo di silenzio, non mi piace raccontare bugie, di sicuro non ai giovani… ma come faccio a dire ad un giovane che hanno appena licenziato e che vuole “mettersi in proprio” che in quel “mettersi in proprio” c’è un mondo intero? Come faccio a dirgli che piuttosto di aprire la partita iva è meglio spararsi ad un piede? Che alternativa gli lascio?La valigia e andare.

Le tasse? Sono 37 anni che sono “autonomo” e non ho mai capito quante ne pago. Anni fa mi sentivo in colpa, “Sei mona” dicevo a me stesso, “devi informarti, devi approfondire… Non è possibile che tu sia costretto, oltre che le tasse, a pagare un consulente”. Adesso so che piuttosto che addentrarsi nella perversione del sistema fiscale italiano, è meglio andare a rimestare nel bio-composter a mani nude. È più salutare.

TARTASSATINon c’è alcuna logica nel sistema fiscale italiano. Depredare, il più possibile. Arraffare finchè ce n’è e provare a tappare vecchi buchi facendone nel frattempo di nuovi  e più grossi.

Il rapporto con uno stato fallimentare è vergognoso per tutti i lavoratori, ma per noi autonomi, senza alcuna corporazione, noi “semplici”  partite iva il governo ha un “occhio di riguardo”

Ci vuole sterminare. Semplicemente. Uno che si dichiari “autonomo” e non versi le tasse attraverso un forzoso, ignobile prelievo da sudditi del “sostituto d’imposta”, va messo a regime.

Oltre che perversi, nella loro infinita idiozia, pensano, impedendo alle partite iva di vivere, di costringere le aziende ad assumere. Forse non ci vogliono sterminati, ma certo ci vogliono ridotti alla semplice sopravvivenza.

Sopravvivere, parchè chi nemmeno sopravvivesse potrebbe rivendicare qualche diritto a difenders. Ma se uno sopravvive, senza bisogno di assistenza, cosa gli manca? Quali scuse ha per recriminare alcunchè, se non appartiene a qualche casta protetta? Lavora e taci.

E nella logica della sopravvivenza, che sta diventando imperativa, io dovrei essere contento che abbiano licenziato quel giovane. Il lavoro che prima faceva lui, come costo fisso per un’azienda, adesso lo faccio io, una tantum. Dovrei tirare un sospiro di sollievo: una fattura in più visto che la pensione è u miraggio. E invece mi viene solo da bestemmiare.

libertàCosa gli ho risposto? Questa, che penso sia la verità. Non mi piace raccontare balle. Ma gli ho anche detto che lo “zio” non è disposto a subire senza fare niente, che una guerra sorda ma irremovibile è stata dichairata. Non so che esiti avrà, dipende dal grado di responsabilità delle persone che mi circondano, da quanti si rendono conto di come siamo davvero messi.
Ma lo zio non torna indietro.

Questa voce è stata pubblicata in Blog Pubblico. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...