Quelli che scalpellavano el Liòn…

di Andrea Davanzo

polemica filmMi permetto qualche considerazione in merito al caso “PD contro “Leone di Vetro”. Una vicenda che ho letto con estremo fastidio e che ancora adesso faccio fatica a digerire.

Mi spiego meglio. Se questo atto di prepotenza fosse stato commesso da persone rappresentati un qualsiasi movimento ultranazionalista italiano – magari di stampo neofascista – avrei liquidato il tutto con una risata, proprio come si conviene in questi casi. Si, perché so bene cosa passa nella testa di certa gente e più di tanto non mi preoccupo.

Invece qui il mio senso di disgusto scaturisce dal fatto che, per l’ennesima volta, un episodio liberticida e totalitario vede come protagonisti dei cittadini che si fregiano della parola “Democratici”. Ah! Proprio quelli che lo scrittore-giornalista Massimo Fini si diverte a definire “anime belle” e “suorine di sinistra”. Persone che assieme costituiscono un partito politico – cioè un’associzione di privati cittadini – che si autoattribuisce il titolo di supremo custode dei massimi valori morali e civili della moderna società. Quanta modestia… neanche il faraone d’Egitto si dava tanta importanza!

Per carità, non sono solo io a pensare con una certa malizia, perché ancora più esplicito fu, a suo tempo, Pier Paolo Pasolini, che di certo fascista non era, quando, riferendosi alla cosiddetta “battaglia di Valle Giulia” del 1968, in cui gli studenti si scontrarono con la polizia, egli scrisse:

« Adesso i giornalisti di tutto il mondo

  (compresi quelli delle televisioni)

vi leccano (come credo ancora si dica

nel linguaggio delle Università) il culo.

Io no, amici.

Avete facce di figli di papà.

  Buona razza non mente.

  Avete lo stesso occhio cattivo.

Siete paurosi, incerti, disperati

(benissimo) ma sapete anche come essere

  prepotenti, ricattatori e sicuri:

prerogative piccoloborghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte

coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti!

Perché i poliziotti sono figli di poveri. »

democraticoPensiamo un po’ a quanti possono essere quelli che ora sono ai vertici dei massmedia, della politica e delle istituzioni e che nel ’68 avevano una certa “faccia”, intesa in senso pasoliniano… Ma io vado ancora più indietro nel tempo e non posso fare a meno di pensare che se avessi potuto osservare con i miei occhi quelle persone che, sul finire del ‘700,  si divertivano a scalpellare i nostri Lioni, ecco – molto probabilmente – in essi avrei visto proprio certe “facce”.

Questa gente è pericolosa, e in un certo senso la temo. La temo più di coloro i quali potrebbero puntarmi un coltello alla gola per rubarmi il portafoglio. Già, perché un bandito è un bandito e, come tale, non ha pretese di santità. Qualcun altro, invece, può essere portato a pensare che il proprio fragile guscio di essere umano, debole e un pò meschino, può essere rivestito di sacralità e inviolabilità aderendo senza “se” e senza “ma” ai dogmi del Partito. Certe gente ha paura, e questa paura la fa diventare pericolosa.

Dobbiamo noi Liberi Cittadini Veneti avere paura di chi ha paura? Certamente no!

LIngua Veneta DifesaMa dobbiamo preprarci al fatto che la battaglia è appena cominciata e nel futuro prossimo attacchi, come quello al Leone di Vetro, saranno sempre più frequenti. Pioveranno come granate, e noi dovremmo essere pronti con il cuore e con la testa. D’altronde è la nostra occasione per una rivincita che ha molto di storico perchè il nemico è sempre lo stesso: buona razza non mente…


…nessuno è contro la Sinistra, semplicemente siamo contro tutti gli assolutismi, contro gli attacchi alla libertà di pensiero e di espressione, siamo contro le mistificazioni storiche  perchè è proprio di questo che si parla (leggi anche questo articolo…. clicca ===>QUI)

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Una risposta a Quelli che scalpellavano el Liòn…

  1. Marco D'Aviano ha detto:

    Impressiona che all’estero la quasi totalità dei movimenti indipendentisti abbia radici di sinistra: Irlandesi, Scozzesi, Baschi, Catalani, Palestinesi sono solo gli esempi più famosi.
    Lungi dal voler reintrodurre vecchi schemi ideologici, la questione merita una riflessione.
    Bisognerebbe prender nota che in analogia alle tendenze europee, i vecchi dirigenti leghisti della prima ora (sia lombardi, sia veneti) venivano fuori dalla sinistra, chi dal PCI, chi da DP, chi dalla sinistra extraparlamentare: così Rocchetta, Bossi, Maroni, ecc.
    Che cosa ha provocato l’apparente “spostamento a destra” dei leghisti?
    Niente. In realtà, non si sono spostati a destra né la Lega Nord, né gli indipendentisti.
    Diciamo così, oggi è la sinistra italiana ad aver dichiarato guerra a qualsiasi cosa minacci di cambiare il modello illuminista e liberale, seguito dogmaticamente dalla “Repubblica Italiana”.
    Fino al ’68, tutta la contestazione al vigente sistema “liberal-capitalista” apparteneva per definizione alla sinistra, mentre la destra in sostanza sembrava mirare al ritorno dello stato sabaudo-mussoliniano.
    Oggi bisogna prendere atto che gli schemi usati nella società degli anni ’70 non esistono più.
    Il fatto è che, entrata nella stanza dei bottoni nel 1945 e rimasta orfana del suo padre putativo (con il crollo del regime comunista URSS), oggi la sinistra italiana è tornata alle sue vere origini: cioè la rivoluzione giacobina scoppiata in Francia nel 1789.
    Così, il PD si erge a paladino di questo sistema, che i Veneti coscienti della loro storia giudicano solo un regime amorale e corrotto.
    Le cose si sono ulteriormente aggravate quando è divenuto chiaro che la rivoluzione liberale è pure connessa indissolubilmente al mondialismo e alla globalizzazione: i partiti che reagiscono alle “cessioni di sovranità” possono richiamarsi indifferentemente alla destra (come Marine Le Pen). o alla sinistra (Siriza), o in altri casi essere dei “liberali anomali” come l’Ukip di Nigel Farage, ma la loro linea di fondo sarà inevitabilmente il superamento del modello di progresso turbo-capitalista anglo-sassone, divenuto egemone nel Dopoguerra, basato sul predomino bancario, l’Alta Finanza della City e di Wall Street, l’apparato militare della nato e la mega-burocrazia di Bruxelles.
    Lega Nord ed indipendentisti veneti, ne siano consapevoli o no, sono sospinti a recuperare un passato di Cristianità, che non è assimilabile agli schemi ideologici liberali, né di destra, né di sinistra. In tal senso, restaurare la Veneta Serenissima Repubblica porta ad un inevitabile ripudio dei dogmi liberali e alla riscoperta del Cattolicesimo, non solo nella sua dimensione privata, ma anche nella sua dimensione pubblica.
    Ed è esattamente questo che (ne siano consapevoli o no) i liberali di sinistra del PD e i liberali “moderati” di Forza Italia, non accetteranno mai: perciò difendono questo sistema ormai moribondo, perché ideologicamente orientato alla rivoluzione liberale, che secondo loro sarebbe necessaria per vivere, come l’aria (dimentichi che per secoli l’aria era stata fornita dalla Fede in Dio e tra noi Veneti, in San Marco).

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