Le manipolazioni cui va soggetta l’analisi storica

di Don Floriano Pellegrini

(seconda parte)

[Se vuoi leggere la prima parte di questo articolo, clicca qui]

manipolazioneTutti i regimi totalitari, di destra o di sinistra, e persino organizzazioni religiose estremiste, si avvalgono sistematicamente e a mente fredda, sciens et volens, “sapendo e volendo”, di questa forma di manipolazione. Censurano, oscurano, evidenziano, enfatizzano tutto a loro piacere o, meglio, per l’affermazione del loro obiettivo concreto. E’ assai spiacevole dover riconoscere che sovente, in quest’opera di “taglio e cucito”, i soggetti manipolatori di questo genere (il terzo) sono affiancati, per quale che ne sia il motivo, da mass media che avvallano e diffondono le deformazioni di lettura storica fatte da qualche intellettuale complice del regime.

C’è, infine, una quarta forma di lettura manipolatoria dei dati storici ed è pur essa molto pericolosa, perché inconscia (cioè inavvertita) e vissuta a livello comunitario, non solo individuale o di gruppo (ideologico, partitico, ecc.). C’è in noi, sia come individui che come comunità, una forma di rimozione di ciò che non piace, che turba e inquieta, culturalmente e psicologicamente. E’ la manipolazione del silenzio. Voluto o non voluto, ma reale, esso diventa un muro tra noi e la verità, per non dover ammettere ciò che proprio non vogliamo o non riusciamo ad ammettere. A livello individuale, ma condiviso, ciò avviene ad esempio, con la sostituzione dei termini sgraditi e al posto di morte si dice decesso, anziché tumore si parla di “quel brutto male”; si dice stanchezza anziché pigrizia, difficoltà di concentrazione (tra insegnanti delle Medie dicevamo timidezza) per non dire “scarse doti intellettuali” (che pure è un giro di parole). Queste forme di rimozione sono continue, ma, finché si tratta di situazioni al presente, possono essere accettate, mentre risultano progressive imprecisioni se ricorrono in un’analisi storica, scorrendo la quale uno studioso è costretto ad apprendere, oltre che i fatti in sé (lasciati quasi all’indovinare) il linguaggio più o meno enigmatico e manipolatore dello scrivente.

silenzioCiò che, invece, si tiene poco presente è la rimozione collettiva profonda e in qualche modo costante. Certe verità sono talmente difficili da ammettere (anche da pronunciare) che le si censura. Un esempio lampante di questi giorni è la difficoltà palpabile che l’Occidente, ingabbiatosi con le proprie mani nello schema rigido del laicismo ovvero dell’ateismo, ha di parlare delle gravi persecuzioni dei cristiani; è un autentico argomento tabù, rimosso. Una cosa del genere è avvenuta all’interno della Chiesa per tutto quello che attiene alla sfera e al vissuto sessuali dei membri del clero: fino a pochi anni fa era assolutamente proibito, non per una disposizione legale ma per un tabù interiore, non dico di affrontare ma neppure di accennare all’argomento.

Ma i temi sui quali si concretizza questa rimozione collettiva sono vari e ne voglio ricordare uno. Quello della schiavitù, macchia infamante dell’Occidente, durata molto più di quanto non si dica e abolita “gradualmente e soprattutto in funzione delle esigenze delle potenze coloniali” (M. Fioravanti, Quaderni Fiorentini, 2013). Scrive a questo proposito V. S. Naipaul (La perdita dell’Eldorado): “La storia era anche una favola non tanto sulla schiavitù quanto sulla sua abolizione, i buoni che sconfiggevano i cattivi. Era l’unico modo possibile di raccontare la cosa. Ogni altra versione avrebbe finito per suscitare dubbi e apprensione. Lo schiavo non era mai reale […]. Nei registri lo schiavo non ha volto, è silenzioso; più che avere un nome, è identificato. Non ha paura».

Mi permetto segnalare, per concludere, il libro: World History. Le nuove rotte della storia (Roma-Bari, Laterza, 2011) di L. Di Fiore e M. Meriggi.

Questa voce è stata pubblicata in Blog Pubblico, Identità Veneta. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...