Difendiamo l’Antica Storia del Popolo Veneto

Non dobbiamo Sminuire il nostro Passato

di Paolo Miante

ridere dietroMi è capitato in molte occasioni di confrontarmi con i fratelli veneti sull’antica storia del nostro popolo. La cosa che più mi ha colpito non è tanto la conoscenza o la non conoscenza dell’ argomento bensì l’atteggiamento di superficialità e arroganza, condita con un pizzico di saccente ironia, con la quale trattano la questione.

Il programma scolastico italiano è di certo  corresponsabile di questo atteggiamento perchè relega la storia dei veneti a una breve parentesi, la quale riconduce le origini dei veneti antichi ad una non meglio specificata migrazione di popolazioni indo-europee di cui si sa poco o nulla.

Ridono quando si parla loro della continuità degli Heneti di Paflagonia e dei Veneti dell’attuale Veneto, come se nei miti o nelle leggende non vi fosse un fondo di verità storica accertata.  Eppure sono in errore come lo furono gli scienziati e gli storici che attribuirono alla descrizione che fece Plinio il vecchio (Caius Plinius Caecilius Secundus) della famosa eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei e Ercolano finchè non assistettero in epoca moderna ad un’eruzione del tutto simile a quella descritta dal dotto Plinio.

origine dei venetiDalla comparazione di diversi studi in ambito europeo si può dedurre che con Veneti non si deve pensare solo agli attuali abitanti del Veneto, bensì ad un insieme di popolazioni e tribù che hanno colonizzato mezza Europa generando il nucleo di leggende, tradizioni e spiritualità pagana che sono le vere radici degli attuali popoli che vivono nel vecchio continente.

Sminuire la propria storia e la propria cultura è sminuire se stessi oltre che il sintomo di un profondo odio di sè.

Questa voce è stata pubblicata in Blog Pubblico, Identità Veneta. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Difendiamo l’Antica Storia del Popolo Veneto

  1. guidotondato48 ha detto:

    guido è successa una cosa semplicissima, gli occupanti, i savoia, si sono impadroniti dalla storia, come fanno tutti coloro che vincono e in questo modo hanno ammaestrato il popolo, tenendolo ignorante, raccontando fino alla nausea la stessa bugia al fine di farle diventare verità, non tutti si sono lasciati ingannare, noi no, mejo can che tajan

    Mi piace

  2. Toni Miatto ha detto:

    L’Ignoranza è, da sempre, la madre di tutti i mali.
    Spiace il sentire quotidianamente che essa alberga stabilmente nella testa di una enormità di fratelli veneti ma quello che fa disperare è proprio l’atteggiamento acritico/saccente/sprezzante di tutti quelli che sottoposti al controllo della mente, anche semplicemente scolastico, sono ormai incapaci di promuoversi liberandosi dai condizionamenti culturali subiti.
    Ho seguito il fenomeno della liberazione culturale dei Veneti dal 1980/81 e trovo che, da allora, i miglioramenti sono avvenuti in misura ormai decisamente importante. È necessario, ora, che tutti noi (ben più numerosi di 30 anni fa) moltiplichiamo x10 lo sforzo (educando chi ci è vicino) in modo da rendere storicamente ineluttabile e tecnicamente incomprimibile il processo verso l’Indipendenza.

    Mi piace

  3. PierV ha detto:

    Confermo. Per varie ragioni può essere comprensibile che vi sia ignoranza tra la popolazione (il Veneto essendo stato occupato in vari modi si è cercato di cancellarne l’identità), ma le istituzioni stesse presenti in Veneto, che per lo più hanno un orientamento italiota, danno il loro bel contributo alla cancellazione dell’identità e storia del Veneto.
    Al più se vi sono iniziative sul Veneto, non si tratta di iniziative che risaltano la specificità del Veneto in quanto unicum , luoghi e persone ben caratterizzate ma in quanto propagine di una visione d’insieme centrata sull’italia che non pone il Veneto come centro di storia, idee, società, cultura a se stante.
    Si vuole cioè far passare a livello incoscio, che il Veneto dipende dall’italia, che esiste un legame madre-figlio, patria-nazione, nascondendo la vera dicotomia dominatore-dominato, tale che risulta blasfemo pensarlo come entità autonoma (certo, pur con le relative influenze reciproche).
    Esempi ce ne sono tanti.
    Uno fra tutti per venire nel concreto, in questi giorni si svolge la maratona di Sant’Antonio interamente in provincia di Padova. Ovunque si parla di percorso che attraversa lo storico graticolato romano. Si fa riferimento sempre a Roma.
    E’ stato creato il museo del graticolato romano, cartelli ovunque con la scritta zona del graticolato romano, esiste anche l’osservatorio del paesaggio del graticolato romano.
    Si sono quindi costituiti simboli linguistici che non fanno altro che accentuare ulteriormente quella forma insana di sadismo di colui che adora il proprio colonizzatore.
    Qualcuno potrebbe dirmi che si usa il termine romano in quanto riferito al periodo romano.
    E’ una puntualizzazione che lascia il tempo che trova, piuttosto generica e direi soggettiva.
    Ma è anche vero che il graticolato in realtà era di origine venetica, una suddivisione del territorio operata dai Venetici, successivamente risistemata in “epoca romana”.
    Voi direte, sono passati tanti anni, ecco questo è un atteggiamento supino, passivo.
    Ci ritroviamo impalati con la vaselina senza rendersene conto.
    Pensate alla toponomastica, già a Venezia hanno italianizzato le vie, assessori che vogliono intitolare piazze al duce (vedi vicenda Monselice), già bastavano tutte le vie principali intitolate a Roma (per volere del Fascio).
    E tutto ciò con tutti quei nomi di “Veneti” illustri che hanno fatto grande il Veneto.
    Si, è anche da questo che si comincia il risveglio.

    Mi piace

  4. Roberto ha detto:

    Scusate ma mi piacerebbe conoscere qualche riferimento e spiegazione della cartina che è stata posta a fianco dell’articolo.

    Mi piace

  5. Luciano ha detto:

    A proposito dei Savoia. Sono stati una dinastia di banditi e di ladroni, hanno spolpato fino all’osso tutte le regioni che hanno conquistato portando alla fame i cittadini del Veneto e anche dell’ex Regno delle Due Sicilie, costringendo milioni di persone ad emigrare per non morire di fame, regioni che prima dei Savoia erano benestanti. La Serenissima, prima dell’arrivo di Napoleone (altro bandito e ladrone), aveva il PIL pro capite fra i più alti d’Europa, per poi precipitare nella miseria più nera. E poi i Savoia, avete visto che personaggi: alla fine, nel momento del più tremendo pericolo per tutti gli italiani, quel codardo del nanetto (V.Em.III) se l’è svignata con tutta la famiglia e relativi leccapiedi, portando via i soldi e i tesori della Banca d’Italia, tanto che, a tutt’oggi, i discendenti vivono ancora con i frutti di quel capitale.
    E’ ora di contestare le cazzate che i testi di storia insegnano ai nostri figli.
    W San Marco – W la Serenissima !!!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...