Non ce la raccontano mica giusta

di Giorgio Burin

Academia Bona CreansaSono Veneto di lingua madre italiana. Mi dicono, anzi, che sono bilingue passivo (urca), cioè per me il Veneto, è una lingua madre passiva. Mi dicono che avendola sempre ascoltata, anche senza parlarla, posso apprenderla facilmente.

Sia come sia, vengo a conoscenza della esistenza di corsi di Veneto per Venetofoni organizzati dalla Academia de la Bona Creansa in varie località del Veneto. Decido di partecipare senza sapere, a priori, cosa sia il corso e quanto o cosa possa concretamente darmi.

Una Rivelazione

Dal primo incontro di presentazione del corso si delinea un percorso stupefacente, tale non solo da far guardare la lingua Veneta con altri occhi, ma soprattutto da valorizzare la sua dignità, i suoi collegamenti ed affinità con tutte le principali lingue europee, la sua lontananza da moltissime costruzioni della lingua italiana che a sua volta denuncia, esempio dopo esempio, le sue debolezze e carenze.

Continue scoperte

Scopro che la lingua Veneta è ben più antica della stessa lingua italiana, di cui pure, secondo un diffuso credere comune, sarebbe appena un dialetto : come dire un figlio più vecchio del padre.

Carlo-Goldoni- Academia de la Bona Creansa 1250x430Scopro che la lingua Veneta ha strutture grammaticali proprie, una sua sintassi, una sua pronuncia perfettamente codificata, pur nelle differenze delle sue varianti territoriali (Veneziano, Vicentino, Padovano, Veronese, Trevigiano,  Bellunese etc.). Dialetti della lingua Veneta, appunto.

Scopro che la Lingua Veneta si può perfettamente scrivere ed ha una amplissima letteratura, non solo antica, ma anche moderna. Come dire che non ci sono solo Goldoni e Casanova che scrivevano in Veneto. Una massa enorme di letteratura, poesia, prosa, trattati scientifici è stata redatta in Veneto, fin da Galileo che sotto le ali del nostro Leone poteva sviluppare teorie rivoluzionarie che in altri luoghi lo avrebbero portato dritto sul rogo. E dei suoi studi scriveva trattati in Veneto.

Ma siete sicuri di parlare italiano ?

dubbioVi siete accorti che il titolo di questo articolo contiene un Venetismo, cioè una forma di italiano che la vostra maestra, alle elementari, sicuramente avrebbe segnato in rosso ? La forma negativa Veneta, usa il “miga”, che viene tradotto in -> “mica” dai Veneti quando parlano e scrivono italiano. Questa tipicità, da sola, nega la possibile discendenza del Veneto dall’italiano. In effetti in italiano non esiste ma si trova ad esempio nel francese “Ne pas”.

Il punto è che, anche per i Veneti che suppongono di parlare italiano, anche per quelli che ritengono sconveniente esprimersi in Veneto, la forza della Veneta millenaria cultura è tale che non possono staccarsene.

La cultura va coltivata

Questa serie di corsi di lingua Veneta sono i primi, a saper d’uomo, organizzati negli ultimi 200 anni. Segno tangibile di un risveglio identitario che potrà portare solo del bene alle Genti Venete. La nostra non è solo una Lingua Madre ma, con felice espressione di Alessandro Mocellin, ottimo docente del corso, è anche una Lingua Figlia, che va curata e coltivata per continuare a vivere forte, va studiata per essere trasmessa alle generazioni future che saranno fiere di riceverla e parlarla e a loro volta insegnarla.

Non possiamo che auspicare il ripetersi di corsi di questo tipo e di questo alto livello. Purtroppo non abbiamo notizia di altri corsi pianificati a breve, sarà nostra cura informare da questo sito i possibili interessati.

Per chi volesse saperne di più, comunque, ci sarà la serata conclusiva del corso, con eventi correlati,

Mercoledì 27 Maggio ore 20:00 Palazzo del Colle di Creazzo Alto (VI)

Chi vorrà intervenire sarà coinvolto nell’animazione prevista, potrà assistere alla lettura di brani classici in Lingua Veneta e, con certezza, godrà di un simpatico convivio tra amanti della nostra Veneta Cultura.

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3 risposte a Non ce la raccontano mica giusta

  1. Ugo Comparin ha detto:

    Go fato el corso che i ga organizà a Isola Visentina. Cosa dire…….ENTUSIASMANTE DIVERTENTE E ……INTERESSANTE !!! Alesandro (Mocellin) el ne ga fato vedare e spiegà robe dea lengua Veneta che njanca mai gavarisimo imajnà. Ameto che in serti discursi go dovudo (dovesto) inpegnarme e non poco parchè, convinsarme de serte robe, dà pi che dal rajonare ma da l’ABITUDINE, no ze sta fasile. Se trata solo de doparare la testa e no dar par scontà tuto cuelo che i ne ga insenjà a scola. Eco…..Alesandro el ne ga mostrà che rajonando co la nostra testa, sensa volerlo, tante robe le vien fora da sole. Oltre che esare Veneto e voler inparare a scrivarlo un fià mejo de cuelo ca so, la ze stà la CURIOSITA’ a farme fare el corso…….”Vojo vedare cosa che’l tirarà fora su sta benedeta lengua Veneta”. E sera dopo sera, saltava fora da tuti i cantuni, anedoti de storia, de personaji de tante robe che nisuni ne gavèa mai parlà; che i ne gavèa tegnesto sconto. E dopo, n’altra roba che me ze piazesto, ze stà che la politica la ze sempre stà tenjesta li, su un cantonsèlo, come el sale in tola, parchè, no le ze stà serate de politica ma de lengua Veneta e de cuelo se dovèa parlare.S e st’utuno, i gavese da farghine ‘ncora, nazighe…Ghin vale la pena !!!! P.S. Se Alesandro el gavese da lazare cuelo ca go scrito, mi digo che’l me darìa un 4…….Chisà cuanti eruri ca go fato………WSM !!!!

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    • Antonio Stermich ha detto:

      A mi me piasaria venirghe, ma so massa distante, ghe xe un oceano che ne separa. Mi go sempre parla venessian e posso solo parlar de cuesto. In general no ghe xe dopie consonanti in venessian se non cuando che le serve par cambiar el son, ma cuando che lezo el veneto moderno me perdo, no so come prononsiar zerte parole, parche no le segue la pronuncia che so ‘bitua. Po ghe xe le cononanti X Z S L che mi vedo mal usae, sempre dal punto de vista venessian. Nel Veneto ghe gera piu de una forma de lengua, cuela politica che gera el venessian e cuela local. Naltra roba xe la L che vien mal usada parche i la vede dal ponto de vista talian causa de la scola e no veneto. Comuncue cuelo che fasse xe bon e ga merito. Bisogna insegnar ai zoveni la nostra lengua, no bisogna desmentegarla, solo che no se pol unificarla, insegne le variasioni de la nostra bela lengua. Par mi xe impensabile sentir zente che parla talian co acento veneto, ma che no i lo parla. Bon go dito la mia e ve auguro ‘na bona continuassion de sta meritevole inpresa.
      Tony (Toronto)

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  2. Pingback: Cronache dal Corso di Lingua Veneta | Vivere Veneto

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