Ricostruire una Milizia Serenissima Vicentina

di Millo Bozzolan
esempio di fante veneto con l'ultima uniforme usata anche dalle cernide, escluse le milizie valligiane alpine

esempio di fante veneto con l’ultima uniforme usata anche dalle cernide, escluse le milizie valligiane alpine

Più persone mi hanno contattato per avere informazioni sulla esistenza o meno di truppe vicentine, territoriali o professionali, nell’ultimo periodo del ‘700. Preciso quanto segue.

L’esercito veneto a fine ‘700 contava dei reggimenti regolari, e delle truppe territoriali di coscritti. La cosa interessante è che su esempio francese, i soldati professionisti man mano stavano per essere sostituiti da truppe di leva provenienti dalle cernide. Infatti, mi pare che gli arruolamenti di ‘italiani foresti’ (di altri stati, compresi i corsi) erano praticamente sospesi a fine ‘700.

Per la struttura del reggimenti regolari professionali, nei piè di lista del 1790 se ne contavano 18, erano contrassegnati da un numero in caratteri romani ma i primi cinque avevano anche un nome. Erano nell’ordine:

  • il Veneto Real
  • il Treviso
  • il Verona
  • il Rovigo o Polesene
  • il Padova

Gli altri reggimenti erano anonimi e avevano solo il numero. Manca quindi un reggimento con il nome Vicenza.  Però volendo, si potrebbe ricostruire un reparto di cernide, cioè vicentini coscritti,  e in tal caso, la bandiera sarà il Leone dorato in campo bianco, con, al posto del libro, lo stemma della città.

l'uffizial usava IL BICORNO, compreso il sergente. la giacca era a code più lunghe rispetto alla giacca del fante

l’uffizial usava IL BICORNO, compreso il sergente. la giacca era a code più lunghe rispetto alla giacca del fante

Per le uniformi: all’epoca le cernide, se non erano del Cadore o dell’altipiano di Asiago, avevano le stesse uniformi della fanteria regolare, come da illustrazione. Magari qualche tocco personale non guasterà, tipo la rinuncia al piumetto nel caschetto, o la placca col leone in moeca anziché andante, a indicare che eran rivestite con gli avanzi di magazzino, come succedeva in realtà. Molto spesso i militi coscritti, rinunciavano poi al caschetto (così è riportato) per indossare più comodi.. cappelli di paglia, molto poco militareschi.

Come procedere per ricostruire le uniformi? Questo è il lato più difficoltoso… e costoso. Ricordo comunque che si può costituire una associazione storica, il che tra l’altro vi metterà al riparo dal rischio di essere sospettati di costituzione di banda armata, da qualche poliziotto o magistrato occupante, più ‘zelante’ degli altri. Sappiamo quanto siamo amati dai servitori dello stato italiano… e mi fermo qua. Purtroppo è già successo che qualcuno si sia procurato due anni di guai giudiziari, per aver voluto costituire reparti territoriali.. in salsa moderna.  In quanto associazione potrete far domanda per il rimborso del 40 % delle spese alla Regione Veneto.  Mai i soldi dei contribuenti veneti sarebbero spesi meglio… Poi si comprerà la stoffa (blu turchino, me racomando!!!) e si cercherà una sartina economica, tra le nostre donne patriote. Io ad esempio ne conosco una… insomma se partite… ci sentiremo e vi darò una mano.

L’armamento è la parte più impegnativa. Ci sono repliche economiche per i fucili.. ma minimo costano 400 euro l’uno credo, forse un po’ meno. Bisogna farsi il porto d’armi per detenere la polvere da sparo e sparare a salve in pubblico.

la divisa penultima di foggia austriaca. certamente qualche reparto di cernide avrà continuato ad indossarla. la piastra sul casco è sovradimensionata

la divisa penultima di foggia austriaca. certamente qualche reparto di cernide avrà continuato ad indossarla. la piastra sul casco è sovradimensionata

Il Personale femminile non andrebbe inquadrato nel reparto, ma se le signore vogliono partecipare, possono vestire da popolane. Non esistevano vivandiere. Esisteva qualche donna in caserma: erano le mogli del personale civile, come il ‘bettoliere’  (il nome vi dirà qualche cosa) che preparava cibo, da vendere ai soldati. Il cui vitto era molto carente: oltre al pane lo stato non passava altro.

Per quanto riguarda gli Ordini abbiamo a suo tempo recuperato il manuale, ridotto all’osso per i comandi principali. anche qui sono a vostra disposizione.

Bon, me par tutto.. armatevi.. e partite… 😀

All’ultimo il mio collega (in cose militari) Dan Morel Danilovich suggerisce l’adozione delle divise bianche di foggia austriaca, restate certamente come fondo di magazzino, nel 1788, epoca di cambio delle uniformi. Potrebbe essere una soluzione anche questa, fermo restando che erano previste blu, ma abbiamo una testimonianza iconografica in merito. Il maggiore Doretti che indossava questa montura nel 1791 a capo di un costituendo reparto di cernide udinesi.

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Una risposta a Ricostruire una Milizia Serenissima Vicentina

  1. Eugenio ha detto:

    Bravo MILLO Complimenti per le tue informazioni STORICHE ,e Militari su di NOI VENETI ..

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