ła Cultura ła verze onji seradura

di Chiara Pellanda

cultura rende liberi“Un’azione rivoluzionaria non preceduta da un’attenta preparazione culturale e sociale gli sembrava destinata inevitabilmente all’insuccesso.”
(A. Ferrari sulla figura del letterato russo Čaadaev)

Cari Veneti, finché il ritorno all’indipendenza non sarà sentito come improrogabile bisogno di recupero della libertà plurimillenaria del nostro Popolo Veneto, nulla cambierà.

Lungo il corso della Storia, le rivolte delle masse inferocite superano di gran lunga il numero delle rivoluzioni guidate da un sentimento comune di coscienza collettiva. E questo perché secondo voi?

Probabilmente perché le rivolte, in quanto valvola di sfogo di anni di soprusi subìti, son eventi che incidono sul cambiamento della situazione statale alla pari di un fuoco di paglia. Per riuscire a scardinare un sistema di potere capillare come quello dello Stato italiano è indispensabile dotarsi di un’arma che, sebbene all’apparenza sembri innocua ed affare di pochi, si rivela essere la carta vincente di ogni Popolo che aspiri alla libertà. E quale sarebbe questo asso nella manica? La Cultura.

red-door-and-old-lock-ken-powersCultura intesa come processo di presa di coscienza di ciò che noi siamo, del sentimento che ci lega in quanto discendenti del glorioso Popolo Veneto, che per millenni ha portato in Europa e nel mondo scoperte in campo scientifico, artistico e tecnico. Un Popolo la cui Lingua era parlata in tutto il Mediterraneo ed oltre, la cui gloriosa Storia era fonte di ammirazione e monito per le potenze confinanti. La Cultura veneta è quindi già presente, basta solo toglierle la polvere accumulatasi in 150 anni di occupazione fisica e mentale italiana. Nulla può fermare un Popolo pensante e cosciente della propria identità: lavoriamo perciò assieme per rendere la nostra Cultura (Lingua veneta, Storia veneta, Diritto veneto, ecc.) alla portata di tutti!!

Per sentirmi parte di un Popolo devo poter riconoscere nei miei concittadini dei miei fratelli e sorelle d’intenti. Ho fiducia nel mio Popolo!

Ałora, forsa e corajo zente, che “ła Cultura ła verze onji seradura”!!

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6 risposte a ła Cultura ła verze onji seradura

  1. Luca Carrer ha detto:

    Carissima Chiara,

    Ti ringrazio per questo articolo, riassume in poche parole quello che sta succedendo ai Veneti e cioe’ che se non si riapproprieranno della loro millenaria identita’ Veneta ( e non di pensare prima e solo ai schei che Roma ci ruba ) niente succedera’, non ritorneremo mai indipendenti.
    Grazie ancora.

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  2. Ben ha detto:

    Quando viaggio per vari Stati come Brasile, Argentina, Gran Canaria, succede che mi chiedano da “dove vengo” e devo rispondere con ENORME VERGOGNA che vengo da questo merdoso paese fatto di mafiosi, ladri, cattolici falsi, comunisti e servi dell’ europa massonica, mi ridono addosso e la battuta è sempre la”consueta” che è: Ahhh…mafiaaaa!! Adesso mi devo vergognare pure di essere un veneto COJON, se penso quanto “indrio” ca semo….ca no capimo la nostra forsa…ma vardemo la MORETTI, GRILLO e anche ZAIA…sensa capire che nissun de sti chi ne porta fora dalla cloaca itaGliota….!!!

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  3. Luciano ha detto:

    Sono deluso e amareggiato e sempre più convinto che la maggior parte dei veneti, non conoscendo praticamente nulla delle proprie nobili radici, e dopo oltre 150 anni di lavaggio al cervello operato dai boiardi dello stato italiano (nelle scuole pubbliche, nelle TV e nei mass media in generale) ormai tanti veneti sono irrecuperabili e a loro non frega niente di essere schiavi perché schiavi sono nati, ormai da tante generazioni e così l’indipendenza non l’avremo neanche fra 1000 anni.
    E poi l’indecenza delle divisioni tra i vari e innumerevoli movimenti indipendentisti che si scannano l’un l’altro. Peccato, è stato bello sognare….WSM SEMPRE

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  4. Stefano Artuso ha detto:

    Concordo pienamento con l’articolo di Chiara.
    Prima di tutto dobbiamo riappropriarci della nostra identità, dopo esercitare la nostra indipendenza.
    Mi son Veneto nato in italia e non un italian nato in Veneto.
    Le considerazioni di Luca e Luciano sono amarissime ma vere.
    Io nell’indipendenza ci credo ancora.
    Viva San Marco!

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  5. Yuri ha detto:

    Cara Chiara,
    sottoscrivo il tuo articolo e aggiungo un mio pensiero: la cultura dipende da ognuno di noi, questo deve diventare chiaro a tutti! Non sono solo le scuole, le università, le fondazioni, le istituzioni pubbliche, i giornali ed i media tutti a divulgare cultura, ma siamo anche e soprattutto noi in prima persona a diffonderla, attraverso le nostre scelte. Parlare in lingua veneta, ad esempio, può e deve diventare una precisa scelta di libertà dal giogo culturale italiano: “el me parlar veneto ze ła me identità culturałe che me distingue dałe altre culture”. Ogni scelta in chiave veneta diventa un’azione volta a diffondere la nostra cultura e se tutti facciamo attenzione, anche nel nostro piccolo, a ponderare le nostre scelte, daremo una mano alla nostra Nazione Veneta.

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  6. roberto ha detto:

    ghe jera on dì che jero drìo parlar co ‘na barista foresta (moldava).
    la me dixeva che la moldavia la xe deventà indipendente par merito de letterati e poeti, pò el popolo se gà dexmisià.
    mi pensavo: coei poeti là almanco i ghe tegneva a la so tera… coà da nialtri invese ne toca rangiarse fra ”mi e ti”.
    puito par i moldavi che i gà intivà come on popolo se tien vivo.

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