Pra de le Egue e viale D’alviano

di Giorgio Burin

Segnaletica BilingueSi critica spesso, nei discorsi della gente, sulla stampa e anche su queste pagine, l’inefficienza dell’Italia, campione di pressappocaggine in molti campi. In una cosa però i Piemontesi prima e gli italiani poi hanno incontestabilmente dimostrato di avere le idee chiare : la Toponomastica.

Evidentemente il valore propagandistico del nome dei luoghi e delle strade non è mai sfuggito a chi era impegnato nella missione impossibile di rendere Popolo una moltitudine di Genti che poco avevano in comune.

I nomi dei Luoghi

Si iniziò da subito dopo la cosiddetta Unificazione della Italia, italianizzando e disambiguando i nomi dei luoghi. Basan diventa Bassano, ma siccome nel Lazio c’era un altro Bassano, ecco apparire Bassano del Grappa e Bassano in Teverina, se restava Basan, nessun problema. Montecio diventa Montecchio e poi Maggiore, per non confonderlo con Montecchio Precalcino (si erano mai confusi ?). Quasi tutti i luoghi subirono questa sorte, dando vita a toponimi quanto meno improbabili. Arzegnan diventa Arzignano, poi siccome non ha senso ci si inventa un supposto tempio romano al dio Giano (mai trovato); bastava pensare che un posto in fondo valle a un torrente impetuoso aveva normalmente “argini” forti, Arzegnan, appunto. Questo avvenne di più in quei territori, come il Veneto, che avevano nomi profondamente dissimili dall’italiano, ad esempio Roma, Livorno, Siena, Bologna non subirono la sorte di Belluno (Belun). Non per niente, vicino a noi, ma non ancora abbastanza in Veneto, qualcosa si muove a riguardo.

I nomi delle Vie

Bixio ProcessoIl fenomeno è qui più profondo, più duraturo, ma non meno devastante. Si è iniziato a cambiare nomi alle strade storiche per nominarli a Roma (e va beh… ci sta), al Re guerrafondaio Vittorio Emanuele II (ci sta già meno) all’eroe dei 2 mondi (in uno era condannato a morte in contumacia dagli stessi Savoia per sedizione, nell’altro gli avevano tagliato un orecchio come ladro di cavalli  e qui, evidentemente, è dura da accettare).

Si continua in maniera stupefacente intitolando strade e piazze a criminali di guerra, tali Bixio, Cialdini, Cadorna … immaginiamoci via Hitler in Germania. Si continua con Giolitti, quello dello scandalo della Banca di Roma, e via indegnamente celebrando.

I casi più subdoli

ViaDandoloCi sono poi altri casi, meno appariscenti, ma non meno pericolosi, usati ad arte per esaltare chi non merita e far dimenticare chi dovrebbe essere additato ad esempio.

Non penso sia necessario ricordare la Gloria del Doge Enrico Dandolo, conquistatore di Costantinopoli, mediatore della Pace di Venezia tra l’Imperatore Barbarossa e i Comuni della Lega Lombarda. Infatti, a Vicenza, la mia città, gli hanno dedicato una strada, proporzionale però al valore che l’Italia dà a queste glorie.

VialeDalvianoForse meno conosciuto è il caso di Bartolomeo D’Alviano, generale pasticcione che, per motivi personali, ci mise molto di suo per far perdere a Venezia la drammatica battaglia di Agnadello nel 1509. A causa di quella sconfitta si pose in serio pericolo l’esistenza stessa della Serenissima. Anche a lui qualche illuminato vicentino ha dedicato una strada, anzi un Viale, proporzionato alle sue virtù dal punto di vista italico.

Ecco questo volevo sottolineare, stiamo attenti ai nomi delle strade, valutiamoli e ci accorgeremo la determinazione alla distruzione della nostra storia è molto più ferma e radicata di quanto percepiamo. In fondo all’Italia piace definirsi democratica e rispettosa delle minoranze, ci mancherebbe !!!!!

Ma il fenomeno continua

PraDeleEgueLeggiamo dal Gazzettino che nel comune di Arsiè vogliono cambiare nome ad una strada, in quanto è troppo Veneto, difficile da pronunciare (foneticamente complesso, dicono). Rallegratevi, via Pra delle Egue diventerà Via Nuova, con buona pace di quelli che hanno votato un sindaco così affezionato alle sue radici !

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3 risposte a Pra de le Egue e viale D’alviano

  1. Massimo M. Canevarolo ha detto:

    se la lingua italiota usasse gli accenti Veneti in modo corretto con ci sarebbero difficoltà!
    Infatti se scrivessero in modo corretto: via Prà dełe Ègue solo un dislessico avrebbe difficoltà a pronunciarlo.

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  3. Pingback: LA MUNICIPALITA’ RIBATTEZZA LE CITTA’ NEL 1797, COME OGGI CANCELLA LA TOPONOMASTICA | Storia e Arte veneta

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