Aria di cambiamento a Venezia

Una riflessione sull’elezione di Brugnaro a Venezia

di Massimo Tomasutti

elezioniLa ”rivoluzione” si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.” Paolo Borsellino

Basterebbe da sola certamente questa importante affermazione di Paolo Borsellino a rispondere alle pretese ed ai dubbi ”invalidanti” avanzati dagli sconfitti ‘amici’ veneziani di Sinistra verso il neo Sindaco Luigi Brugnaro ed il suo programma amministrativo. Affermazione che, a quanto pare, faticano a comprendere nelle sue implicazioni democratiche, probabilmente abituati, fino a ieri, a ”farla da padroni” a Venezia. Ma vediamo le situazioni nell’ordine con cui sono maturate.

1) Astensionismo. Grave e comunque ingiustificato e ingiustificabile. Fanno solo sorridere le affermazioni di chi lo giustificherebbe in quanto espressione – ”diritto” – legittimo della ”pochezza” dell’offerta politica. Da quando nel mondo ”si dà” Politica (Governo della Città) chi non si esprime nelle urne non conta nulla. Che cittadino è colui che non va a votare perchè fanno ”tutti schifo”? Essere cittadino significa essere comunque ”parte” della Polis e non votare – come ci insegnava Luciano Ferrari Bravo in anni ormai lontani -, significa aumentare, ingrandire quello che Nietzsche chiamava l’Entstehungsherd, ossia lo ”spazio scenico” pubblico (la Rappresentanza e Rappresentazione collettiva) dove gli uomini vengono ripartiti e ”distanziati” tra loro. Uno ”spazio” vuoto, attraverso cui si scambiano parole vuote a loro volta. Quindi non vi sono scuse nè scusanti. Appartenere alla Polis significa votare … darsi all’interesse stesso della Città. In questo, piaccia o meno, i veneziani ieri sono dolorosamente mancati.

manifesto2) Svolta Politica. Se Brugnaro, più di altri Candidati, è riuscito a interpretare bisogni ed aspirazioni dei veneziani, lo ha fatto ”dentro” una genealogia storica e politica della Città a tutti evidente. Storia della sua crisi economica e morale; storia di una Sinistra fallimentare. Bravissimo Brugnaro, dunque, a far apparire questa ”genealogia” sul teatro pubblico veneziano delle procedure consensuali.

3) Venezia Futura. Come sempre nelle svolte politiche ci si trova di fronte a fenomeni complessi che – per dirla dottamente -, non obbediscono alla forma hegeliana della dialettica. La ”padronanza” visionaria di Brugnaro della Venezia Metropolitana non la si è potuta raggiungere che per effetto dell’investimento su quest’area da parte delle molteplici Reti del potere amministrativo ed economico veneto e italiano. Ma dal momento che i Poteri forti hanno prodotto ”questo” effetto territoriale multiplo, nelle linee stesse delle sue ‘conquiste’ emergerà inevitabilmente la rivendicazione di una parte del territorio contro la sua stessa Totalità; la Venezia insulare contro la Mestre di terraferma, il turismo di massa contro l’area infrastrutturale aereoportuale, la sicurezza con il business, problemi diversi e poteri diversi che inevitabilmente ”correranno” tutti su linee amministrative ed esigenze diverse ….. su quello che Michel Foucault chiamava ”dispositivi ri-territorializzanti” … solo questione di tempo.

4) Brugnaro Sindaco. Rottura del ”potere soggettivante” della Sinistra. Di quel Potere-blocco che per vent’anni è stato presente e mascherato all’interno degli Enti (Insiemi) funzionali e sistematici e che la sua ”critica” politica (Centri Sociali su tutti) ha potuto far riapparire chiaro a tutti, evidentemente attraverso lo strumento dell’evidenza.

brugnaro bandiera5) Come dovrà ”pensare” Venezia ed il suo territorio metropolitano la nuova amministrazione Brugnaro. Alcuni azzardono che lo dovrà fare in termini ”olistici”. Olistici, cioè in maniera ”tutta intera, globale, unitaria”. Io, invece, affermo che lo dovrebbe fare nei termini di una prassi politica che si sbarazzasse del Territorio Metropolitano quale ”soggetto costituente” unitario. Sbarazzzarsi del Territorio Veneziano stesso quale Leviatano Unico, oggetto e soggetto di politiche globali, e giungere, invece, ad un’amministrazione della Cosa Pubblica territoriale che renda conto delle singole soggettività e dei saperi locali, delle tradizioni, dei valori, delle diverse identità, ecc. senza aver necessariamente bisogno di riferirsi ad un Soggetto politico unico e trascendente rispetto al campo di situazioni ed avvenimenti che politicamente ha ricoperto e ricopre lunga la sua lunga storia. Il Comune di Venezia, dunque, come “Trama Storica” e non ”Soggetto unitario Costituente”.

Ecco questi sono per me, bene inteso, i cinque ”paradigmi”, per così dire, sui quali, ed attorno ai quali, si è attuato e dovrà attuarsi, il cambiamento politico veneziano ….

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3 risposte a Aria di cambiamento a Venezia

  1. StefanoZzz ha detto:

    Vedremo se alle parole seguiranno i fatti
    Troppo spesso abituati a slogan rimasti nell’aria

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  2. Ben ha detto:

    Diamo coraggio e sostegno a Brugnaro per favore, non è comunista, ne leghista, nel berlusconiano accanito….sa bene cosa deve fare , cosa vogliono i Veneziani, cosa DEVE OTTENERE in BREVE TEMPO….teniamo presente che le leggi itagliote impediscono di fare il bene del cittadino, di difenderlo dall’ invasione clandestina al 90% ISLAMICA….la magistratura (COMUNISTA) si accanirà contro di lui su tutti i fronti…almeno noi cerchiamo di sostenerlo come farebbero i comunisti se avesse vinto uno dei loro bas….di….cerchiamo di essere di parte perchè è GIUSTO ESSERLO senza vergogna altrimenti faremo solo il gioco dei dittatori rossi, incapaci, incompetenti, bugiardi e ladroni!!!

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