La montagna Veneta ha bisogno di Te

Dove non arriva la politica tradizionale…i Veneti si danno da fare

di Massimo Vidori

Lago_MisurinaGuardate la foto e capirete. Questa è solo una parte (il lago di Misurina) di un patrimonio mondiale dell’UNESCO denominato Dolomiti! Ma … qui abbiamo un problema molto grande dovuto dalla durezza della vita nelle Highlands: nessun aiuto dal resto del paese. Senza leggi specifiche, senza vantaggi economici, senza condizioni di favore, senza sviluppo stradale, senza ferrovie, senza banda larga web … niente dall’Italia!

Viviamo in un paradiso naturale, che sta diventando un inferno per un moderno stile di vita!

Abbiamo provato tanto con politica tradizionale fino a che abbiamo perso le speranze. Ma la politica è per la società e mi batterò finchè un qualche tipo di società resisterà su queste montagne, cercando di trovare un modo per sopravvivere quassù. Voglio invertire la solita prospettiva politica: voglio iniziare dal territorio con una politica rivoluzionaria. Non una filosofia (conservatori o laburisti, sinistra o destra, nero o rosso), ma l’ambiente sarà al centro. Dove vivo io la natura è così forte che dobbiamo considerare che sia ella a guidare la nostra decisione politica.

E’ attivo dal 19/06/2015 l’indirizzo web per contribuire alla posa della “prima pietra” di questa rivoluzionaria maniera di intendere il nostro territorio dolomitico. Innovativo il modo di proporre l’indispensabile raccolta fondi: questo [clicca qui] è l’indirizzo web dove poter trovare le prime informazioni, ma soprattutto contribuire! Chi non potesse dare un contributo economico, potrà aiutare efficacemente diffondendo l’indirizzo ai suoi contatti col passaparola informatico.

canton dolomitiLa pagina di raccolta è stata concepita in inglese per poter essere efficace anche con chi legga con interesse dall’estero. La diaspora bellunese è stata crudele negli anni e tanti sono i nostri conterranei emigrati o i loro discendenti. Sono anche tanti nel mondo gli ammiratori delle nostri “monti pallidi”.

Il primo passo sarà la costruzione di un punto di incontro: un sito web adeguatamente strutturato sarà la piazza virtuale che integrerà le voci e gli attori della montagna veneta. (Trovate tutte le informazioni sul progetto Cantòn Dolomiti nel sito della campagna per il fundraising)

Come dimostrato da altre esperienze, è possibile rendere influente un gruppo ai margini: ecco lo scopo di cantòn Dolomiti!

Dove non arriva la politica istituzionale, arriverà cantòn Dolomiti!

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2 risposte a La montagna Veneta ha bisogno di Te

  1. PierV ha detto:

    devo dire che i bellunesi sono più polentoni dei veneti di pianura.
    Ricordo che a Calalzo fratelli d’italia e Co. hanno preso quasi il 47% alle ultime elezioni regionali !!!
    Altro che SudTirol, li si che sono tosti, i bellunesi invece annientati nella cultura, finti montanari legati piu’ a roma e all’ italia, che alla propria identità.
    Più l’italia li minchia e piu’ godono.
    Provate vedere quante bandiere tricolorite sventolano da quelle parti.
    Poveracci, me li vedo sventolare con quel sorriso triste ed ebete le bandierine tricolorite ogni volta che quale emminenza romana glielo ordina. A Cortina poi quando arrivano i romani li prendono per il culo…
    Privi di ogni autonomia , nessuno li ascolta, ossequiano in ogni dove l’italia centralista. Ma sono capaci di intendere e volere?
    Non so se siano piu’ tonti o masochisti, c’e’ bisogno di una analisi psichiatrica.
    Ma cosa occorre perche’ si svegliano!?

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  2. PierV ha detto:

    a tutti i pseudo montanari del bellunese, e in generale ai montanari delle alpi orientali, è indicativo il libro di Marco Armiero nel quale si denota come lo stato italiano abbia fatto un’appropriazione simbolica, psicologica e materiale delle alpi venete, trentine, friulani e sudtirolesi trasformandole in un luogo sacro della retorica nazionale e di guerra.
    Il culmine lo vediamo da quest’anno nelle celebrazioni del centenario della grande guerra.
    Con tanto di parate tricolorite, fanfare e fanfaroni al codazzo, inni e musiche mameliane, bimbi con la bandierola in mano che la sventolano, giovani eccitati intrisi dalla propaganda delle maestrine, vecchi che ancora credono nella patria italico-romana.
    Un teatro ben collaudato, è l’apoteosi della buona riuscita da parte delle emminenze romane della messa in scena del solito ritornello per stordire i fessi (delle nostre parti).

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