Veneto? Paga Pantalòn!

Ma i soldi per i Veneti NON ci sono mai

di Anna Iseppon

tornado1Chi ci segue da un po’ sa bene che – per quanto mi riguarda – il desiderio d’indipendenza per il Veneto NON dipende solo dai “schei”. Ciononostante, risulta impossibile anche per me rimanere indifferente di fronte all’atteggiamento di uno Stato che massacra economicamente la mia terra e, nel momento del bisogno, si gira dall’altra parte fingendo di non vedere!

Sappiamo tutti che l’8 luglio un tornado ha devastato i comuni di Dolo, Pianiga e Mira provocando un morto e decine di feriti, oltre a ingenti danni al territorio, agli immobili, ed al patrimonio storico di quella zona. Abbiamo visto tutti quante parole hanno speso i media italiani – soprattutto nelle prime ore successive al disastro – per raccontare ai cittadini cosa fosse accaduto in quei tragici momenti: poco o niente.

Eppure, i Veneti non si sono persi d’animo, si sono rimboccati le maniche e, in silenzio – come già accaduto in altre occasioni – hanno iniziato a lavorare per la ricostruzione. Hanno attivato dei conti correnti o delle raccolte fondi private, si sono organizzati in gruppi per andare ad aiutare come meglio potevano, in una rete di solidarietà che ha dimostrato la forza del nostro popolo al mondo intero.

E lo Stato cos’ha fatto? Nessun esponente del governo italiano si è recato in Riviera del Brenta prima della visita del ministro Delrio lo scorso 23 luglio (15 giorni dopo la tragedia), dimostrando ancora una volta la lontananza di questo Stato dal Veneto. Ma la cosa peggiore è stata la risposta data alla richiesta di aiuti economici proveniente dai comuni colpiti!

tornadoA fronte di danni stimati pari a 91milioni di euro (questa la stima ufficiale, altri dati parlano di 200mila), lo Stato ha sbloccato dal fondo per le emergenze “ben 2 milioni di euro!” per la ricostruzione (quando la sola Regione è riuscita, con apposita variazione di bilancio, a stanziarne 6) ed ha concesso ai tre comuni colpiti la sospensione dal patto di stabilità per il 2015 (come se fosse possibile portare a termine la ricostruzione entro fine anno). Ma, aspettate, non finisce qui!

In seguito alla riforma attuata dal governo Monti nel 2012 infatti, in caso di calamità naturali, i fondi statali non sono più utilizzabili per coprire i danni subiti dai privati. Tradotto: quei 2 milioni di euro sono utilizzabili solo per i danni al patrimonio pubblico (il 5% dei danni provocati dal tornado). Il cittadino, la cui casa o la cui azienda sono andate distrutte, o è adeguatamente assicurato (privatamente) oppure è destinato a rimanere “col culo per terra”! “Per poter destinare i soldi pubblici ai cittadini serve una legge ad hoc, serve pazienza” dice ai cittadini il ministro Delrio.

I cittadini della riviera dovranno quindi pazientare in sistemazioni provvisorie, in case da risistemare…e continuare a pagare le tasse, anche se la loro azienda è andata distrutta. Com’è capitato a un imprenditore di Dolo, che si è trovato a dover pagare 3.500€ di acconto irpef ad una settimana da una catastrofe che gli ha raso al suolo casa e azienda.

residuo-fiscale-venetoI Veneti versano ogni anno molti più soldi in tasse di quelli che si vedono tornare indietro sotto forma di contibuti e servizi. Questa differenza, l’ormai noto residuo fiscale del Veneto, si aggira sui 20milardi di euro annui. Un continuo contributo di solidarietà (4mila euro a testa) che si riversa dalle nostre casse a quelle di uno Stato…che ci tratta in questo modo?

Posso capire che la disciplina di bilancio sia cosa complicata, che ci siano vincoli e restizioni. Posso capire che una catastrofe naturale non sia “colpa dello Stato” ma un evento eccezionale che non ha (o pochi) responsabili ma solo vittime. Ma se ci fosse volontà politica, un’amministrazione vicina ai propri cittadini…si potrebbe fare molto di più. E invece “i Veneti sono forti, i Veneti sanno arrangiarsi“…così non arrivano contributi per la tragedia del Molinetto della Croda…così arrivano pochi aiuti per l‘alluvione del 2010…(ma soldi per aiutare banche e politici ce ne sono sempre, chissà come mai!?)

20150719_192331Sapete cosa vi dico? L’Italia si dimostra sempre più lontana e scostante dai Veneti, fomentando malumori e voglia di indipendenza. Noi Veneti siamo i bravi figli lavoratori di una madre tossicodipendente che ci sottrae i soldi per comprarsi la droga. O ce ne andiamo di casa il prima possibile, oppure – quando ci chiederà più soldi per soddisfare i propri bisogni, ma noi non ne avremo più – finiremo ammazzati dalla sua follia!

A voi la scelta!

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3 risposte a Veneto? Paga Pantalòn!

  1. roberto ha detto:

    ciao anna,
    mi riferisco alla tua prima frase:
    eppure è così. dipende dai soldi o servizi di qualche tipo.
    sono i veneti che vogliono l’italia. inutile illudersi altrimenti.
    sono i veneti che votano ‘italia’ quando invece dovrebbero da far sentire la loro voce.
    sono i veneti che votano ‘italia’ perchè ”altrimenti come ce la faremo da soli?”
    sono i veneti che votano ‘italia’ perchè ”almeno 80 euro l’italia me li ha messi in busta paga” (oltre tutto poco conta se non a tutti… he, so’ mia mona mi 😛 ).
    sono i veneti che… stanno entrando nell’ottica ‘europa’ (condotti ovviamente da chi? ‘dall’italia’) e non si rendono conto che gli europei ci stanno propinando ‘un’italia gigantesca’. ”mejo cusì gavemo pì garansie” (dicono i veneti che hanno smesso di bere vino ma bevono di peggio).


    ma quali veneti?
    coloro che assomigliano sempre più e maggiormente a dei ‘dipendenti’.
    coloro che dicono ”non mi interessa rischiare mi interessa solo rosicchiare’.
    coloro che vendono sè stessi per un fazzoletto d’orto (ovvio, poi del poco raccolto te ne resterà ben poco visto i tributi da versare. poco conta, l’importante per i veneti è ingabbiare la propria creatività in un altro stato in cambio del garantito ‘orticello’).

    ma mi chiedo:
    cosa fa una peresona quando annega? si dibatte per cercare l’aria con una determinazione che spaventa addirittura, o se ne resta ferma per conservare quel poco ossigeno con la speranza che ‘cada l’ossigeno dal cielo’?

    eppure è così, moltissimi veneti giocano ancora d’opportunismo, e quei pochi volenterosi che rivogliono la libertà per cercare maggiori opportunità ci rimettono.
    per me la colpa non è dell’italia (cioè, lei avrà da fare i conti con la propria coscienza-carente purtroppo-), ma la colpa maggiore è di chi si china alle batoste e non VUOLE rialzarsi, anzi… aspetta… qualcuno al di fuori che porga la mano.
    probabilmente gli conviene così… ma non a me.

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  2. Ben ha detto:

    almeno avete notato l’impegno e l’interesse degli ALPINI di aiutare i nostri fratelli VENETI colpiti dal TORNADO ?
    ZERO, ZERO, ZERO….a chi ubbidiscono questi ?
    Da alpino, MAI iscritto all’ANA perchè l’ho rifiutata ancora 50 anni fa, mi vergogno di questi individui tanto ambiziosi di sventolare la tricolirita pezza e pronti a correre in tutte le parti dello stivale purchè non sia il VENETO!!
    alle adunate di questi individui vedrò di andarci PER FISCHIARLI!!!

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  3. Pingback: un veneto indipendente....tutto da guadagnare..ma proprio tutto - Pagina 146

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