L’incubo di una Scuola Gender

Un pericolosa riforma della scuola (o forse no?)

di Anna Iseppon

sex-gender-and-sexuality-sociology-definitionsTra un mese circa riapriranno i battenti le scuole italiane, ed è tutto un affannarsi nel raccogliere le firme per ottenere un referendum abrogativo relativamente alla nuova legge che riforma la scuola italiana. Una riforma che può far discutere per la questione delle assunzioni dei docenti o per la scelta degli insegnanti da parte del preside, che può essere tacciata di incostituzionalità. Ma che in realtà fa discutere ed allarma i genitori soprattutto per quanto riguarda la temutissima “teoria del gender”. Sei sicuro di essere stato correttamente informato al riguardo?

Il DDL Buona Scuola – Legge 13.07.2015 n.107

giannini-stefania-buona-scuolaLa legge 107, pubblicata in G.U. il mese scorso si occupa della riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione. E’ costituita da un unico articolo con 210 commi [clicca qui se la vuoi leggere] ma, il comma che tanto fa discutere e tremare i genitori è il numero 16, che recita quanto segue:

«Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, [disposizioni urgenti per il contrasto della violenza di genere – clicca qui per andare alla legge] nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n.93 del 2013»

Il testo parla di stravolgere l’identità sessuale degli studenti? Non mi sembra proprio. La legge mira a promuovere pari opportunità e parità tra i sessi andando a combattere, attraverso una cultura di rispetto e reciprocità, le violenze di genere. Ma da dove nasce la paura di questa tanto sbandierata “Teoria del Gender”?

Sesso e Genere: Facciamo chiarezza

spotIkea1Era maggio quando il presidente della lega nazionale dilettanti calcio Belloli se ne è uscito con una dichiarazione che ha suscitato clamore: «Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche!». Un chiaro esempio di discriminazione di genere, più che una semplice battuta infelice. E se tua figlia volesse giocare a calcio? Accetteresti di buon grado che continuassero ad additarla come lesbica, o forse preferiresti che potesse giocare liberamente, senza pregiudizi, come i suoi compagni di classe di sesso maschile?

I media giocano con i termini per mantenerci nell’ignoranza, e controllarci con la paura dell’ignoto. Cerchiamo di chiarire i termini, in modo da “non farci fregare” ancora una volta: spesso e volentieri si fa confusione tra sesso e genere, vediamo le differenze.

Se si parla di sesso si parla di biologia, si parla di una caratteristica “predefinita” con cui nasciamo – il corredo genetico – e che determina il nostro sviluppo fisico. Una caratteristica che nessuno può mettere in dubbio visto che è scritto all’interno di ogni singola cellula del nostro corpo. Parlando di sesso si riconoscono i due estremi: maschio, geneticamente XY, e femmina, geneticamente XX. Ci tengo però a precisare che anche in natura non è sempre tutto “o bianco o nero” visto che anche biologicamente esistono una miriade di situazioni intermedie, la più conosciuta delle quali è l’ermafroditismo.

Quando si parla di genere, invece,  il discorso è più complesso, visto che l’identità di genere NON è scritta nel DNA delle persone, ma è un carattere appreso, comportamentale. Come dire, maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa.

Teoria del Gender? NO… Gender Studies? Si

violenza-donne-campagna_600x450A livello scientifico (e, ricordiamolo, l’italia è uno dei paesi occidentali con maggior analfabetismo scientifico) NON esiste alcuna teoria del Gender, ma esistono quelli che vengono chiamati “Gender Studies”. Di cosa si tratta? Null’altro che studi sociologici che dimostrano come i ruoli maschile e femminile vengano costruiti, nel tempo, dalla società. [leggi il comunicato rilasciato dall’Associazione Italiana di Psicologia proprio per far chiarezza in merito]

Ecco che nella nostra società il rosa è un colore da femmine, il calcio è uno sport da maschi, una donna può fare l’estetista ma non l’escavatorista! Tutti preconcetti che ci vengono inculcati fin dalla tenera età sulla base di convenzioni sociali…e che poi sfociano in discriminazioni. Così, un ragazzo che fa l’estetista viene tacciato di “essere dell’altra sponda” o una ragazza che gioca a calcio diventa per forza lesbica, condannandoli ad una vita da emarginati, o al dover sopprimere le proprie aspirazioni.

Promuovere le pari opportunità e contrastare le differenze di genere partendo dalla scuola NON vuol dire incentivare i vostri figli a cambiare di sesso, o promuovere preferenze sessuali diverse da quella eterosessuale (nota bene: identità di genere e preferenze sessuali NON sono la stessa cosa). Promuovere le pari opportunità vuol dire costruire una società più libera, e più giusta. Una società ben lontana da quella italiana, visto che la nostra posizione nella classifica del Global Gap Gender è avvilente per un paese occidentale.

Le discriminazioni di genere in Italia

GenderGapItalyIl Global Gap Gender è la classifica mondiale, creata al fine di dare maggior consapevolezza su questo delicato aspetto, che mostra l’ampiezza e la portata delle disparità di genere. Per ogni nazione vengono valutati fattori economici, legati a salute, politica e istruzione.

Al top della classifica i paesi nordici: il vertice della classifica spetta all’Islanda (con un punteggio di 0.8594 su un massimo di 1) seguita da Finlandia (0,8453) e Norvegia (0,8374). L’italia si classifica al 69° posto (0,6973) su 142 paesi, parimerito con il Bangladesh. [clicca qui per leggere il report sull’italia] Migliorano il punteggio generale del paese i dati relativi ad educazione e salute, ma per quanto riguarda il gap salariale siamo al 129° posto su 142 Paesi analizzati (nel 2014 infatti, a parità di lavoro, una donna ha guadagnato in media il 48% dello stipendio di un uomo) ed anche per quanto riguarda la vita politica siamo carenti (con un punteggio generale di 0,248 su 1). Insomma, la strada per ottenere una parità dei generi è ancora lunga.

Come si può leggere nel comunicato dell’Associazione Italiana di Psicologia «studi mostrano che il sessismo, l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere sono appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica, le norme sociali.». Se vogliamo costruire una nazione più equa per uomini e donne, dobbiamo agire su questi fattori, anche attraverso una diversa impostazione del mondo scolastico. Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi, teniamolo a mente.


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31 risposte a L’incubo di una Scuola Gender

  1. riccardo dissegna ha detto:

    tutti gli argomenti che si riferiscono alle losche
    iniziative italiane non mi interessano più.
    Riccardo

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  2. Serena Lorenzon ha detto:

    Mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scritto da Anna. Confondere le idee e creare paura sono tecniche utilizzate da molto tempo per distrarre le menti e questo fa comodo a molte persone. Se la popolazione si concentra su un problema (fondamentalmente inesistente) ha meno tempo per capire e impegnarsi a cambiare tutto il resto!

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  3. roberto ha detto:

    l’italia vuole riformare la scuola riguardo le discriminazioni?
    ma se l’italia sta discriminando i veneti a tutto andare rifiutando persino un referendum…
    di cosa stiamo parlando e di chi?
    non è ancora chiaro che l’italia VUOLE godere di immagine piuttosto che vivere nella sostanza?

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  4. renato ha detto:

    una bellissima TEORIA che, nel caso dell’ Italia, si trasforma in UTOPIA ( mi ricorda quella di Carlo Marx….ejejeje), per poter apllicarla ed arrivare a buon fine c’ é bisogno di un popolo socialmente, económicamente e políticamente SVILUPPATO…..cosa che l’ italiano, purtroppo, ancora no é !
    Quanto dico lo conferma il GLOBAL GAP GENDER…..non é un caso che l’ Italia si trovi al 69º posto di una classifica di 142 paesi del mondo e lo conferma soprattutto la storia dell’ Italia a partire dalla fine della 2ª guerra mondiale aila data odierna:

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  5. Eugenio ha detto:

    Leggendo questo Articolo,mi rattrista vedere come questa ANNA ISEPPON si sia messa al servizio delle L’HOBBIES L.G.T ,che oltre che nella societa ‘ adesso cercano di entrare anche nella scuola ,con i bambini ,con le loro malsane Idee,Qui non si tratta di Discriminare Nessuno ,ma di difendere la Famiglia Normale e Tradizionale ..Tenendo presente che OGGI In EUROPA ed in ITALIA è sopratutto la SINISTRA ,ed il M.5.S. a portare avanti queste IDEE,ma la cosa è Trasversale perchè ci sono pure in certi Partiti che si dicono CRISTIANO -SOCIALI ,tipo il P.D.L .

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  6. Max ha detto:

    Tali giustificazioni mi sembrano come quelle dei nazisti quando mandavano gli Ebrei a farsi la “DOCCIA”. Se non riusciamo a capire cosa sta succedendo siamo FOTTUTI

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  7. Luciano ha detto:

    A me va tutto bene basta che non mi veda scrivere sui documenti “genitore 1/genitore 2″. Porca vacca, dite quel cacchio che volete ma tutti i bambini hanno il diritto di avere una ” mamma” e un “papà”. Poi la gente può fare quello che vuole ma non tocchiamo i bambini !!!

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    • Paolo Pero ha detto:

      Concordo sul fatto che “genitore 1/genitore 2” non si può vedere… Però faccio notare che quello di avere una mamma ed un papà non è un diritto (tutelabile per legge). Se fosse un diritto allora non ci dovrebbero essere gli orfanotrofi.

      ps: allo stesso modo non è un diritto per i genitori quello di avere figli, certo è una possibilità ma non può essere tutelata dalla legge in quanto in natura non è che tutti siano fertili…

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      • Roberto Taddeucci ha detto:

        Genitore 1 e 2 é stato introdotto perché, che a certa gente piaccia o meno, nel mondo vi sono tantissimi bambini che stanno crescendo con due papá o due mamme. Si tratta di una realtá esiste giá (anche in Italia) e non sono certo i bambini che devono essere penalizzati e fatti sentire ‘diversi’ e emarginati solo perché certi adulti coi paraocchi sguazzano nei pregiudizi. Genitore 1 e 2 non toglie niente a chi (la maggioranza) ha un papá e una mamma e al tempo stesso é una soluzione che si applica benissimo anche a quella minoranza di bambini che hanno due genitori dello stesso sesso.

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      • Paolo Pero ha detto:

        @Roberto Taddeucci: Contestavo i termini, che sono assai brutti. La soluzione sarebbe raggruppare in un unico spazio con un semplice “genitori”…

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      • Paolo Pero ha detto:

        Nota al messaggio precedente: Brutti esteticamente (suonano male), direi. Anche perché come fai a stabilire chi è il primo e chi il secondo? Meglio raggrupparli e farli scrivere in ordine alfabetico.

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      • roberto ha detto:

        @Roberto Taddeucci
        per me il termine ‘genitore’ è già stato usato male a proposito dei ‘genitori’ adottivi.
        figuriamoci in un contesto dove due persone dello stesso sesso ‘vorrebbero’ essere chiamate genitori.
        i GENITORI sono coloro che GENERANO, solo a loro è dato questo potere dalla natura. altrimenti dobbiamo incominciare a dire che la natura è classista.
        successivamente svolgono il compito di ‘crescere’.

        il termine genitori, ormai, viene usato impropriamente. oltre ad indicare chi genera concretamente i figli, viene delegato alla coppia eterosessuale o omosessuale che compie una sola parte, cioè cresce una creatura umana. anzi pare che contino solo ‘quei due’ che crescono una creatura e non chi la genera.
        pare che il porete creativo sia una cosa da poco, tanto più oggi che tale potere viene delegato alla tecnologia.
        (abbiamo capito dalla politica, che viviamo nell’era dove verranno imposte sempre più le ‘deleghe’).
        non stiamo più parlando di umanità. la civiltà umanamente vivibile pare ormai un ricordo.

        in conclusione oggi conta solamente la crescita di una creatura ma non chi l’ha creata (enorme controsenso).
        un esempio:
        se una coppia eterosessuale non può (notare: non può) avere figli, e quindi ne adotta, è fuorviante chiamarli ‘genitori’ adottivi. devono essere chiamati educatori adottivi.
        figuriamoci nel caso di coppie dello stesso sesso.
        mi chiedo, oltre tutto, che educazione (significa aiutare a tirare fuori non inculcare dentro) possono dare se appartengono a polarità dello stesso segno. sappiamo che solo il polo positivo con quello negativo possono generare (quindi anche in ambito educativo hanno facoltà psichiche bipolari), mentre poli dello stessso segno generano unicamente repulsione. e ciò sarà ciò che accade in quella povera mente affidata a questo tipo di coppia. crescerà una persona all’apparenza ‘normale’ ma di fatto nel suo profondo porterà spiacevoli crepe (come accade, a onor del vero anche se in piccole % e forme diverse, ai figli i cui genitori etero sono di indole egocentrica. ma questo, egocentrismo, è un problema risolvibile).
        e chi se ne frega dei conflitti interiori se all’apparenza paiono dei ‘figli’ normali? tanto non sono documentabili e soprattutto nessuno le vede.
        occhio non vede… popolo che tace (ecco perchè acconsente).

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  8. Ben ha detto:

    questa anna iseppon sta cercando di fare danni, a quanto sembra….ma questa persona che cavolo sta cercando di fare? qualche tempo fa stava esaltando che si stava approssimando un GRUPPO chiamato “SANCA VENETA” negli indipendentisti Veneti….cioè i novelli COMUNISTI per il Veneto…trascurando che cosa siano i comunisti e i danni bestiali che hanno e stanno facendo …ora si sta demolendo l’ OPPOSIZIONE delle persone civili all’ insegnamento GENDER nelle scuole per i bambini NELLE SCUOLE di ogni ordine e grado…..ma questa signora che si permette di scrivere certe boiate, contro ogni logica e modello di educazione COME LA INTENDIAMO NOI (cioè senza SCANDALIZZARE il BIMBO con cose (sic!) che non sono per lui, data la sua età) FA RIBREZZO….la smetta ISEPPON …sta andando ben donde a quello che le spetta di dire….si ricordi che siamo in GUERRA per la nostra sopravvivenza…e lei, povera venduta alla massoneria e a roma, continua a seminare porcate…..la smetta!!

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    • Paolo Pero ha detto:

      Ahah… quelli di Sanca comunisti? Nah, son semplici socialdemocratici… L’Unità Popolare Veneta (quella di Lovato) è più radicale, ma direi che nemmeno loro sono comunisti…

      Sul resto stendo un velo pietoso… Se non le piace cosa scrive la Iseppon non la legga.

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      • Ben ha detto:

        A leso anca massa cossa che la scrive la iseppon e…se ghe xe libartà de dire la propria opinion lo faço, anche se ghe xe dei pseudo VENETI (filo romani come i leghisti) che no i vole starghe alla discussion, al dibattito…i xe quei che dixe: SE TE VA BEN COSSì , BONA, SENNò VA FORA DA LE BAL…sistema di sinistra,, CHE LA SIA LA sanca veneta?…e me permetto anca de ribattere, capio sig. paolo…i comunisti sono semplici socialdemocratici?, SONO DEMOCRATICI?, sono UMANI?..heheheh ma fame on piaser…uno de sinistra è solo e sempre on COMUNISTA….sono sempre esseri, uguali a quelli che abbiamo al governo (tra l’ altro illegittimo ed è il terzo consecutivo che ci hanno imposto)…Sono gente prepotente, minacciosa, incompetente ma scaltra, che ti fregano però con il sorriso sulle labbra….Lei.. “intellettuale di sinistra” (no ghe xe pejor intelettuale de uno de sinistra.. …LEI è PER LA sinistra, PER DISTRUGGERE SUL NASCERE UN VENETO PULITO SENZA COMUNISTI (CHE PORTANO SOLO INVIDIA, IGNORANZA, PREPOTENZE, PARASSITISMO) lo vede e lo ascolta mai questo spregevole, falso CATTOCOMUNISTA renzi? Per me sono gent..glia dannosa, pericolosa….se gentag….a come questi “moderati” che vorrebbero entrare nel sistema VENETO INDIPENDENTE…siamo fottuti..ora stendo “IO” un velo pietoso su di lei e sull’ UNITA’ (mi ricorda qualche giornaletto ) POPOLARE (mi ricorda la CINA)….e il VENETO lasciatelo stare…potete solo fare danni…ma stavolta non velo permetteremo…statene certi!!!

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      • Max ha detto:

        Io sto con BEN

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  9. Nicola Pasqualato ha detto:

    Amica Anna la questione è lunga da spiegare. Segui questo seminario di Massimo Gandolfini per approfondire la critica all’ideologia gender che si nasconde dietro alle “questioni (corrette) di genere”.Dura 2 ore, siediti in poltrona magari guardalo a pezzi ma dice proprio tutto. La spinta arriva dai gruppi LGBTQIAA che hanno auto/redatto lo Standard per L’educazione Sessuale Europea dell’OMS che trovi semplicemente digitando il nome (leggi a pag. 38). Poi ci aggiorneremo. WSM https://www.youtube.com/watch?v=OMmwQbJs4lo

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    • Roberto Taddeucci ha detto:

      Scusate ma Massimo Gandolfini in tutta questa questione non mi pare certo possa essere considerato voce indipendente e imparziale, basta vedere i suoi vari incarichi: é Professore di Neurochirurgia all’Università Cattolica di Brescia, Master in Bioetica all’Università Cattolica di Milano, é Vice Presidente Nazionale dell’Associazione di ispirazione cattolica Scienza & Vita, é Presidente dell’Ass. Medici Cattolici Italiani e, ciliegina sulla catto-torta, é Perito neurochirurgo della Santa Sede. Non mi pare ci sia da sorprendersi se é totalmente allineato al pensiero e alla propagnada di “santa madre” chiesa di Roma. Riferimenti meno confessionali e filoclericali sarebbero graditi.
      A questo link un articolo pubblicato sul sito dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.
      http://www.ordinepsicologilazio.it/blog/psicologia-della-vita-quotidiana/educazione-sessuale-nelle-scuole-no-gender-no-party/

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  10. raffaele ha detto:

    Come la Anna Iseppon sa bene, perché lo cita nel suo articolo, il comma 16 rimanda a sua volta all’art. 5, comma 2, del d.l. n. 93/2013 convertito dalla l. n. 119/2013. A sua volta ancora, il citato articolo 5 rimanda all’applicazione nelle scuole dei principi espressi nel “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” (presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal Dipartimento delle Pari Opportunità nel maggio scorso).
    Ebbene, il paragrafo 5.2 di questo Piano, nuova bussola governativa per tutto quanto entrerà di nuovo a livello nazionale nelle nostre scuole grazie alla legittimazione espressa del comma 16 della riforma sulla scuola, tanto predica: “Obiettivo primario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazzi e ragazze, bambine e bambini, sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti, sia mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa”.
    Assai difficilmente si può sostenere che questo tipo di “approccio di genere” riguardi in realtà
    esclusivamente la prevenzione o il contrasto a casi di pratica discriminazione e violenza sessuale o
    psicologica dei ragazzi negli ambienti scolastici. È letteralmente palese che si tratta invece di un approccio filosofico e antropologico globale che deve preoccuparsi di rimodulare e anzi rimodellare completamente i termini del discorso sull’identità sessuale dell’essere umano in relazione alla sua “identità di genere”.
    Diciamolo cioè chiaramente: il contenuto del Piano, ripreso dal comma 16, è oltre ogni ragionevole dubbio una porta spalancata sull’introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado dell’ideologia Gender.
    (da un intervento di Filippo Savarese; GENDER A SCUOLA: NELLA RIFORMA IL TRUCCO C’E’ MA NON SI VEDE, portavoce de La Manif Pour Tous Italia)

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  11. Claudia ha detto:

    Parliamo di risultati attesi per una e per l’altra “fazione”.
    I favorevoli si attendono la diminuzione delle disiguaglianze tra uomo e donna > quindi meno violenza e bullismo verso chi non è “diverso” dagli stereotipi creati dalla società.
    I contrari credono che ci saranno più omosessuali e meno famiglie tradizionali.
    Mi chiedo perché? La diversità è un valore per l’umanità, se non ci fosse saremmo dei robot e non si sarebbe migliorati. Le scoperte rivoluzionarie spesso sono avvenute per errore o perché si è pensato fuori dagli schemi.

    Perché la chiesa deve opporsi così ferocemente, tirando fuori complotti di lobby gay? Cos’ha paura che si diventi tutti omosessuali e non ci si riproduca più! Bell’insegnamento. Io mi ricordo che un tale disse: ama il prossimo tuo come te stesso. E qui c’è tutta la “teoria Gender”.

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    • Paolo Pero ha detto:

      Se pensate che un certo tipo di insegnamento a scuola porti ad una diminuzione degli episodi di bullismo ed ad una maggiore parità di genere siete degli illusi… Più probabile che intensifichi il fenomeno, ed abbassi l’età in cui inizia a diffondersi.
      Allo stesso modo chi pensa che tali insegnamenti possano essere responsabili di una diffusione dell’omosessualità e di una diminuzione delle famiglie cosi dette tradizionali è fuori di testa.

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      • Ben ha detto:

        sei tu fuori di testa!! gli omosessuali hanno cominciato col chiedere di poter essere equiparati a coppia (unioni di fatto) dopo aver ottenuto questo SUBITO HANNO PRETESO il matrimonio come gli etero….vogliono avere BAMBINI da adottare (figli di altri perchè loro non sono creatori di VITA)…ora vogliono insegnare nelle scuole “IL RISPETTO PER GLI ALTRI, PER CHI HA ALTRE TENDENZE SESSUALI (ne sentivamo il bisogno!! hehehe.. o voi di sinistra state supportando le VOGLIE dei scalfarotto, vendola e cu…..ni vari che sognano un mondo fatto di GENDER??)….POI CHIEDERANNO DI FARE INSEGNAMENTO OBBLIGATO ALL’ OMOSESSUALITA’….E’ LEI SIG. “pero”che non ha le idee chiare.. o è di parte…credo sia la seconda…lei si sta intrufolando nella discussione per intimidire le persone PER BENE che esprimono la loro opinione, come la esprimo io , SEMPRE, lei è per la SANCA VENETA?, lei è PER L’ INSEGNAMENTO GENDER nelle scuole?..a bambini dell’ asilo , elementari, medie e superiori….Allora sei “TU SEI FUORI DI TESTA di. c…o

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      • Roberto Taddeucci ha detto:

        Ben, le coppie omosessuali non hanno ottenuto un bel niente. In Italia essere “coppia di fatto” non significa niente e le coppie dello stesso sesso in Italia non hanno assolutamente nessun riconoscimenti giuridico e dunque nessuna tutela. Proprio per questo il nostro Paese é stato recentemente condannato dalla Corte Europea dei diritti umani. Il punto fondamentale stabilito dalla Corte Europea é che le persone omosessuali ancora oggi in Italia non solo non hanno la possibilità di potersi sposare ma non hanno neanche la possibilitá di poter utilizzare una forma di riconoscimento giuridico alternativo (come l’unione civile o il partenariato domestico registrato, che esistono in altri Paesi). Per la Corte Europea dunque l’Italia ad oggi non ha rispettato l’obbligo positivo di assicurare il rispetto della vita privata e familiare di una parte dei propri cittadini, in particolare attraverso la fornitura di un quadro giuridico che consenta loro di avere il loro rapporto riconosciuto e tutelato dal diritto interno. Le coppie omosessuali hanno le stesse necessitá di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L’Italia é l’unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno ed é stata quindi condannata per violazione dell’art. 8 della Convenzione Europea dei diritti umani.
        http://www.articolo29.it/2015/traduzione-parte-centrale-sentenza-condanna-litalia/

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  12. Daniele ha detto:

    L’idea in se di stimolare la parità tra maschio e femmina è ottima; ma sarà questo quello che accadrà? O come sempre in Italia ogni strumento che viecola un’idea verrà manipoltato au uso e comsumo di chi lo utilizza per far passare non l’idea stessa, ma piuttosto il punto divista che lui stesso sostiene? Mah… meglio non rischiare

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  13. Eugenio ha detto:

    Ricordo alla CLAUDIA,che la CHIESA,non mi sembra che si opponga ,cosi ferocemente,cerca solo di difendere la Dotrina Cristiana ,per quanto al tale che disse..”ama il prossimo tuo come tè stesso ”E qui cè tutta la Teoria ”GENDER”Questa è una barzelletta..evidentemente ,non conosci ,la religione Cristiana ..per fortuna che non è solo la Chiesa a contrastare la teoria GENDER ,ma anche qualche intelletuale (controcorrente ) come lo scrittore DIEGO FUSARO,,,

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  14. Andrea ha detto:

    La famiglia tradizionale si sa ormai è una cosa brutta, sporca e da buttare via.
    Peccato, ma pace e così sia.
    Una buona giornata a tutti

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    • Roberto Taddeucci ha detto:

      Andrea non mi pare che nessuno lo pensi, ma si vuol far credere che riconoscere e tutelare le coppie dello stesso sesso sarebbe un “attentato” e un “pericolo” per le famiglie tradizionali, il che non é.

      Nelle nazioni dove le coppie dello stesso sesso sono riconosciute e tutelate le famiglie tradizionali se la passano benissimo, per loro non é cambiato assolutamente niente (anzi, se avranno un figlio o una figlia omosessuale sanno che da grande non sará penalizzato/a a causa del suo orientamento sessuale), non è crollato il cielo, non è finita la civilità, nonostante gli isterismi delle vigilie non sono arrivati sciami di bibliche cavallette a spazzare via tutto.

      In questi Paesi le famiglie tradizionali continuano tranquillamente la propria esistenza, continuano (se vogliono) a far figli, vivono la loro vita come hanno sempre fatto. E usano la RAGIONE per capire che dividere la società in cittadini di serie A e di serie B è una cosa sbagliata. La pacifica convinenza tra le varie tipologie di famiglie è già realtà in tutte quelle nazioni nelle quali la rigidità mentale dei vari integralismi religiosi (più o meno camuffatti) non è riuscita a sconfiggere la ragione e la giustezza del concetto di uguaglianza tra tutti gli esseri umani.

      Saluti

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  15. Irma battagliottiirma ha detto:

    Sono convintamente d’accordo con quanto espresso nell’articolo. Era ora che questo tema venisse affrontato in ambito scolastico soprattutto satebbe necessaria una maggiore e piu corretta informazione per o genitori ed educatori in genere. Troppa faziosita e disinformazione!!!

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  16. Paolo Pero ha detto:

    No podendo rispondarghe diretamente soto (ghe xe el limite de tri comenti incaenai drio fiła) ghe rispondo cuà al comento nùmaro 4629 scrito uncò da Ben:

    Se ogni volta che el lexe ła Ixepon ghe vien el famoro ghe convegnarìa far de manco de lexarla. Se invese el vol lexarla isteso, beh el figà el xe el suo e el xe libaro de farse małe da eło soło.
    D’ogni modo come che eło el xe libaro de lexare, eła ła xe libara de scrivare cueło che ła vołe, anca se ła scrive robe che a ła siorìa vostra no ghe piaxe.

    Par chel che rivarda i “comunisti”. Xe ciaro patoco che mi e eło co chel termine intendemo na roba difarente… Par eło i xe tuti comunisti (me par de sentir Berlusconi), soratuto cuełi che xe al goerno. Par mi de comunisti romai ghi ne xe gran pochi, e de sicuro cuełi che ne goerna no i ło xe…

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  17. Paolo Pero ha detto:

    M’ero perso l’altro commento di Ben, quello delle 11 e 30 del 21/8… Gli rispondo qui:

    Non mi sono intrufolato nella discussione per intimidire, sto semplicemente dicendo la mia, tutto qua. Se lei sostiene che sono per l’insegnamento gender evidentemente non ha letto bene quanto ho scritto. Ho scritto che credo che un insegnamento di quel tipo non avrebbe l’effetto sperato dai proponenti (generare rispetto per la diversità), ma nemmeno quello paventato dai contrari (generare omosessuali, trans e quant’altro).
    Credo che il compito della scuola materna sia insegnare a leggere, scrivere e a far di conto. E basta. Sta alle famiglie non iniettare pregiudizi nelle menti di chi non ne ha, sempre se lo vogliono fare (per me sono liberissime anche di iniettarli, i figli sono loro).

    Personalmente non vedo con favore ne l’educazione gender ne quella classica che impone ruoli diversi (bambine che devono giocare per forza con le bambole e vestire di rosa, e bambini che devono giocare per forza con le macchinine o i soldatini), ne preferirei una più neutra che li lasciasse liberi di crescere in santa pace, scegliendosi da soli i giochi.

    Per quanto riguarda gli omosessuali… se vedo due donne o due uomini scambiarsi normali effusioni per strada reagisco esattamente come di fronte ad una coppia etero, cioè penso che son liberi di farlo ma che sarei più contento se certe cose le facessero in privato a casa loro. Comunque non mi risulta che siano ancora equiparati alle coppie etero… e per la cronaca io sarei per l’abolizione del matrimonio civile (resti solo quello religioso per i credenti, regolato dalle varie fedi ovviamente… senza che questo porti a particolari vantaggi legali nei confronti degli altri), quindi per forza di cose non posso essere un sostenitore del matrimonio omosessuale…

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