La teoria gender nella scuola pubblica

di Alessandro Zerbinato

piccolouovo37 gradi all’ombra qui a Boschi San Marco, borgo scotennato delle basse veronesi, che un tempo, prima della Lega di Cambrai nel 1510, era una serenissima boscaglia del demanio della Venetia, poi alienata, messa all’asta per ripianare i danni di guerra senza alzare la tassazione dello Stato da Tera, 37 gradi in un pomeriggio di un venerdì africano che c’è da temere nascano i cammelli sotto i “salgàri”, 37 gradi eppure qualcuno si è avventurato a suonare alla mia porta.

 E’ una mamma del paese che, d’accordo con mia moglie, ha portato i moduli per una petizione on line ma che si può firmare anche in Municipio fino al 20 settembre contro il DDL Buona Scuola (sic) che inserisce subdolamente l’educazione al gender nelle scuole di questo disgraziato Paese chiamato Italia.

Antonio Guadagnini, eletto in Regione Veneto nelle file indipendentiste, ha presentato una mozione contraria a questo DDL, riportata in calce, che spiega bene come sia subdolo il tentativo di inserire come educazione alla parità tra i sessi quella invece alla teoria del gender ed altre se ne aggiungeranno sicuramente.

Ideologia-del-gender-petizioneCiò che mi preme far notare è la reazione della società civile che già aveva raccolto in Piazza San Giovanni a Roma un milione di persone contro il DDL Scalfarotto, che ha visto milioni di francesi in questi anni manifestare contro lo stesso tentativo, ora abortito, di insegnare ai fanciulli che il sesso si deve decidere attraverso l’autodeterminazione individuale e cioè che chi nasce maschio o femmina possa poi decidere di appartenere ad un altro sesso perché il sesso non sarebbe un’attribuzione naturale e biologica, ma una costruzione sociale.

In Germania alcuni genitori stanno affrontando il carcere per essersi opposti a questo tipo di educazione per i propri figli.

Insomma, la cosa è seria e riguarda la deriva omosessualista che tutto l’occidente sta subendo ed a cui come cattolici dobbiamo opporci.

Tutto questo in via generale, ma a ciò si deve aggiungere che in Italia queste riforme avvengono attraverso governi non eletti che in realtà sono rappresentativi di minoranze e che in Veneto diventano ancor più esigue come hanno dimostrato le ultime elezioni regionali.

In realtà l’opposizione a questo stato di cose dovrebbe essere anche in ossequio al nostro serenissimo lascito culturale che è liberale e di buon senso ove nessuna libertà è possibile se tutto è possibile ad uno Stato etico che tutto possiede e controlla, financo l’educazione dei nostri figli all’ateismo o a ciò che è contrario alla religione.

Da dire, poi, circa la parità tra uomini e donne e che non riguarda il gender ma che ha dato luogo in questi settant’anni alle forme più diverse di ideologie femministe e che ci ha portati alla sciocchezza del femminicidio, non è un argomento che io accetto venga trattato dalle scuole di Stato. Lo stato nazionale moderno soggiace ad una falsa concezione di uguaglianza i cui perniciosi portati furono descritti già da Tocqueville ed in definitiva si riassumono nel relativismo

gender-inequality-01Sessi diversi hanno pari dignità ma ruoli diversi e se come cattolico e come essere umano ho tutta l’intenzione di rispettare le donne ho anche tutta l’intenzione di riconoscere la saggezza dell’insegnamento evangelico

Mi rendo conto però che questo argomento per non dividere il fronte indipendentista dovrebbe essere affrontato all’interno di una nuova entità statuale e non ora che la nostra Patria veneta soggiace ad una dominazione italiana ma l’urgenza, il pericolo prossimo, ci spingono a schierarci ed oltretutto a confrontarci con articoli contrari pubblicati su questa stessa piattaforma.

Per giunta già la popolazione Veneta ebbe a schierarsi contro le iniziative del Comune di Venezia quando la Seibezzi distribuì negli asili nido e nelle scuole materne quarantasei fiabe in chiave omosessualista, e la Seibezzi lo poté fare poiché non fece che attuare direttive nazionali che partivano dall’UNAR e che la Fornero inserì impropriamente all’interno dell’educazione nelle scuole contro il bullismo.

Per rimanere sempre nella Venetia è di poche ore fa la notizia che nella Regione Friuli Venezia Giulia si sottopongono i dipendenti della scuola pubblica ad una indagine ai raggi x per sapere se sono omofobi e le domande intimidatorie contengono già le risposte.

Sono domande del tipo “Il rapporto sessuale tra due uomini è semplicemente qualcosa di sbagliato?”.

È chiaro infatti che se uno si dice d’accordo sarà tacciato di omofobia, se invece dice di essere in disaccordo sarà considerato un fedele esecutore del programma di rieducazione dei discenti. La cosa risulta particolarmente insidiosa per un operatore della scuola, il quale alla fine dovrà indicare la data di nascita e la classe in cui opera: il che equivale a dichiarare le proprie generalità.

Ho scritto questo articolo da cattolico quale sono ma credo proprio sia di assoluto buonsenso per tutti non permettere allo Stato di manipolare le coscienze specie dei più piccoli… di già siamo schiavi fiscali per quel 70% della ricchezza che ci viene estorto dagli italiani e siamo schiavi di una istruzione ed informazione di Stato che ha compiuto un genocidio culturale a danno dei veneti, non possiamo permettere che corrompano i nostri figli anche nella morale fino a questo punto.

Vorrei anche chiudere però da cattolico con una bellissima risposta che Davide Lovat ha dato a proposito del perché Venezia non divenne ortodossa e che spiega dal mio punto di vista ciò che forma il nostro popolo, basta sostituire “ortodossa” con “convertita alla religione di Stato” e Bisanzio con Roma per avere il parallelo con la situazione attuale.

Perché Venezia non è divenuta ortodossa?

Perché rimanendo cattolica recideva definitivamente il cordone ombelicale con Bisanzio, che era ormai solo teorico già dal IX secolo, mentre era già da sempre indipendente rispetto al Sacro Romano Impero…. E poi Marco non abbandona Pietro, nemmeno quando Pietro dà i numeri (nella Storia i casi sono numerosi, quello attuale è solo l’ultimo per ora)… il popolo di san Marco è cattolico, oppure non esiste nemmeno.

 

TESTO DELLA MOZIONE DI ANTONIO GUADAGNINI IN REGIONE VENETO

Il comma 16 del ddl Buona Scuola assicura l’attuazione dei principi delle pari opportunità con la promozione “dell’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93”.

Ma per capire che il “genere” di cui si parla non si riferisce alla nozione di “sesso biologico”, basta approfondire il quadro normativo a cui il testo si richiama.

E in particolare due documenti: la Convenzione di Istanbul, che viene di fatto recepita ed attuata con la legge 119 del 2013 a cui il testo della nuova legge si riferisce, e il Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, cui fa riferimento l’articolo 5 comma 2 della stessa legge.

Nella Convenzione di Istanbul, non si parla di “sesso biologico”, ma di “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti”. Facendo quindi chiaramente riferimento al filone dei gender studies, per cui il sesso non sarebbe un’attribuzione naturale e biologica, ma una costruzione sociale.

Il Piano straordinario, poi, va anche oltre, attribuendosi come obiettivo prioritario, tra gli altri, quello di educare al “superamento degli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne o uomini (…) mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa”.

Tutto ciò configura un approccio oggettivamente sbagliato e ideologico, infatti: il sesso costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono la differenza maschio / femmina; i quali non sono eliminabili e che non possono non costituire la base di partenza quando si arriva a definire la differenza di genere il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo / donna.

Sesso e genere non costituiscono due dimensioni contrapposte ma interdipendenti: sui caratteri biologici si innesca il processo di produzione delle identità di genere. Non si può ignorare la differenza biologica e innata quando si definisce la differenza di genere, che è culturale e acquisita.

La natura ha affidato a maschio e femmina due ruoli DIVERSI e complementari, due ruoli distinti e non sovrapponibili. Due ruoli che si rivelano indispensabili anche all’interno del nucleo familiare. Due ruoli che la scuola deve continuare a rispettare e tutelare.

E per noi evidente che figura paterna e materna sono indispensabili e complementari per la crescita del bambino; e non può altro che dar forza a questo assunto l’esempio di famiglie, nella quali a causa di diversi tipi di eventi, viene a mancare una delle due figure o addirittura entrambe.

Di conseguenza impegniamo questo Consiglio a far tutto quello che è nei suoi poteri per impedire il diffondersi di pratiche assolutamente non condivisibili nelle scuole venete

Allegati per approfondimenti

http://www.vitanuovatrieste.it/regione-inquisizione-ideologica-sui-dipendenti/

http://www.tempi.it/scuola-di-stato-lgbt-ecco-cosa-insegnera-ai-nostri-figli-il-maestro-unico-della-teoria-del-gender#.VcZSlfl4vIU

http://www.notizieprovita.it/wp-content/uploads/2014/12/Modulo_firme_petizione_educazione_affettiva.pdf

http://www.secoloditalia.it/2015/01/petizione-per-dire-allideologia-gender-nelle-scuole/

http://www.notizieprovita.it/petizione-sulleducazione-affettiva-e-sessuale-nelle-scuole/

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/nuova-gravissima-iniziativa-per-insegnare-ai-nostri-figli-fin-dalla-piu-tenera-eta-le-tendenze-lgbt/

https://books.google.it/books?id=23xD0pHsJ3wC&pg=PA111&lpg=PA111&dq=tocqueville+uguaglianza+relativismo&source=bl&ots=OG4ExDVfsD&sig=nF1L1NZKtOFcwJ8p2hicidKYoV0&hl=it&sa=X&ved=0CCEQ6AEwAGoVChMIu_Lxu7WaxwIViwYsCh1BJAVw#v=onepage&q=tocqueville%20uguaglianza%20relativismo&f=false

 

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4 risposte a La teoria gender nella scuola pubblica

  1. Eugenio ha detto:

    Ottimo Articolo di Alessandro Zerbinato..ma credo che questo falsa Teoria del ”GENDER” nella scuola publica ,vada respinta da tutti ,oltre che dai Veri Cristiani ,dai Laici e perfino dagli ATEI ,insomma da tutte le persone di Buon senso ..

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  2. ruggero zigliotto ha detto:

    Concordo con il testo di Zerbinato e pur dichiarandomi laico-agnostico (ateo è francamente un po forzato in quanto comunque di “fede” trattasi) sono contrario all’introduzione della cultura gender nelle nostre scuole. Insegnare il rispetto per TUTTI i componeneti della società è assolutamente un concetto da condividere e non si tratta certo di fare una nuova caccia alle streghe, ma inculcare nella testa di un bambino riferimenti sociali che nulla hanno a che fare con la biologia, è il sintomo di una società decadente… Ci penseranno i milioni di mussulmani che in un modo o in un altro ci stanno invadendo a mettere le cose a posto, vedrete che nelle loro scuole nessuno si permetterà di introdurre concezioni “moderniste” e “illuministe”. La nostra società sta mostrando il fianco a situazioni che sarebbe sufficente un pizzico di buon senso per evitarle, così non è, evidentemente e per un frainteso concetto di democrazia e di laicismo si sta tentando di scardinare uno dei pilastri fondanti di questa società che pur imperfetta rappresenta ciò che di meglio l’uomo è riuscito a produrre rispetto a culture in cui il medio evo non è ancora scomparso. Abbiamo lottato molto e contro anche alcuni “patrioti”, ma grazie al cielo siamo riusciti a far eleggere un nostro rappresentante che sta già dimostrando con il suo lavoro come scelta migliore non si potesse fare, avanti Antonio Guadagnini e grazie per quanto stai già facendo.

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  3. raffaele girotto ha detto:

    Ottimo articolo di Alessandro Zerbinato. Sono d’accordo. Lo condividerò si facebook. La cosa assurda è che la teoria del Gender si propone maggior uguaglianza fra le persone ma, in realtà, incide sulla naura stessa dele persone, forzando le naturali differenza fra uomo e donna a ridursi pempre più. Cosa c’è di più sbagliato che trattare da uguale ciò che è differente? Non è questa una falsità alla base di tutto il discorso Gender?

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