Fumetti e libertà

 “  Ci sono cose che non saranno mai fermate:

            una volontà ereditata,

            i sogni delle persone

            e il passaggio da un’era all’altra.

            Fino a quando la gente continuerà

            a cercare il significato di libertà,

            queste cose non cesseranno mai di esistere! ”

non-finiranno-mai-sogni-uominiQueste parole sono pronunciate da uno dei personaggi del manga giapponese “One Piece”, scritto e disegnato dal maestro Eiichirō Oda (classe 1975). “Manga” è un termine giapponese che indica i fumetti in generale, mentre nel resto del mondo può essere usato per indicare solo i fumetti giapponesi. Può accadere, più spesso di quanto non si creda, che certe riflessioni particolarmente profonde e pregnanti non provengano dalla cultura cosiddetta “alta” bensì da forme artistiche meno “nobili”, in questo caso dai fumetti. Ma, direte voi, che ci azzecca un fumetto giapponese con la Questione Veneta?

Personalmente ritengo che basterebbero anche solo le parole sopra citate per risvegliare un barlume di interesse negli attuali Veneti (un po’ pavidi e apatici), ma ci sono altri punti di contatto tra il Veneto e One Piece che io ho scoperto nel corso di anni di lettura di questo manga e che vorrei condividere con voi.

E’ utile ricordare che One Piece è un opera la cui pubblicazione, iniziata nel 1997, è tuttora in corso e si tratta della serie manga di maggior successo commerciale di sempre: nel 2015 è entrata nel Guiness dei primati come la serie a fumetti (disegnata da un singolo autore) con il maggior numero di copie pubblicate (320 milioni e 866 mila copie).

La storia è ambientata in un globo terrestre diverso dalla realtà: nel mondo di One Piece, esiste un solo continente chiamato “Linea Rossa” che taglia in due il globo come il meridiano di Greenwich fa con la Terra. Al posto dell’equatore si trova, invece, la “Rotta Maggiore”. Queste due linee dividono l’oceano in quattro spicchi denominati “Mari“: Mare Settentrionale, Mare Meridionale, Mare Occidentale e Mare Orientale.

La maggioGeografia1ranza delle persone vive sulle isole che costellano i mari piuttosto che sulla montuosa Linea Rossa. Il protagonista è un ragazzo chiamato Monkey D. Luffy, si tratta di un giovane pirata sognatore con l’ambizioso obiettivo di diventare il Re dei Pirati. Ma per conseguire questo titolo egli dovrà ritrovare il leggendario “One Piece”, il magnifico tesoro lasciato dal mitico pirata Gol D. Roger probabilmente sull’isola di “Raftel”, alla fine della Rotta Maggiore, mai ritrovato e sogno di ogni pirata. Nel corso della storia Luffy riunirà attorno a sé una ciurma sempre più numerosa con la quale, navigando con la nave pirata attraverso le numerose e misteriose isole, si troverà in mezzo a situazioni bizzarre e stravaganti che, al di là del lato puramente “fantasy”, nascondono un significato più complesso e più “adulto” di quanto non possa sembrare.

Io trovo che l’ambientazione e lo svolgimento di questo racconto siano molto attinenti a quella che è stata la storia della nostra Repubblica Serenissima, ovvero uno stato “nato sul mare” la cui fortuna dipese anche dall’abilità, dal coraggio e dalla determinazione dei suoi navigatori, esploratori e mercanti. Inoltre non posso fare a meno di notare una certa similitudine tra la geografia del mondo di One Piece, con la sua sequenza di isole e isolette, e quella dello Stato da Mar della Serenissima.

Una della caratteristiche che rende affascinante One Piece è che ogni isola è chiaramente ispirata a luoghi e civiltà famosi del mondo reale. E quindi non poteva mancare un omaggio del maestro Oda alla città di Venezia!

Infatti, a partire dWater_Seven_6117296al capitolo 323, comincia una saga ambientata nell’isola di Water Seven detta anche “La Metropoli dell’acqua”. Questa isola-città è disegnata come un enorme fontana che emerge dalle acque e al suo interno le strade sono costituite da canali navigabili. L’architettura degli edifici è un evidente richiamo all’architettura di Venezia e la similitudine è confermata anche dal fatto che l’isola è famosa soprattutto per la rinomata abilità dei suoi carpentieri: vi si trovano infatti numerosi moli con annessi i cantieri navali di proprietà della “Galley-La Company” e il pirata Luffy arruolerà nella sua ciurma proprio uno dei più bravi carpentieri di Water Seven il quale progetterà e costruirà la nuova nave dei protagonisti. Un altro riferimento a Venezia è il fenomeno chiamato “Aqua Laguna , ovvero un evento naturale simile all’alta marea che si verifica sull’isola di Water Seven ogni anno. La sua forza distruttiva varia ogni volta, raggiungendo anche le dimensioni di uno tsunami, ma generalmente l’acqua sommerge quasi completamente la parte bassa della città per qualche ora, prima di ritirarsi. Nonostante la violenza del fenomeno, la popolazione dell’isola sembra abituata a conviverci ed ha sviluppato sistemi per proteggere i locali dall’acqua, come rinforzare porte e finestre con lastre di ferro o assi e l’occlusione degli interstizi con fibre di canapa.

Al di là di questo palese omaggio a Venezia la storia del manga, ma mano che procede nel corso dei capitoli, si arricchisce di altri spunti molto interessanti. Il mondo di One Piece è infatti costituito da 170 regni (più o meno corrispondenti alle isole) confederati in un cosiddetto “Governo Mondiale”: questa è la massima istituzione dell’universo di One Piece, comanda la Marina e i servizi segreti, ed è presieduta da 5 personaggi detti “I Cinque Astri di Saggezza”. Essi hanno chiaramente paura di perdere il loro potere e vivono ritirati nella “terra sacra di “Marijoa”, inoltre gli ideali del Governo sono sconosciuti, ma qualsiasi cosa faccia viene considerata giusta. Non so voi, ma a me tutta questo fa venire in mente il Governo italiano a Roma….

La storia diventa ancora più misteriosa e complicata quando, proseguendo di isola in isola, si viene a sapere che il Governo Mondiale ha un comportamento poco democratico e trasparente tanto che la sua più grande preoccupazione è mantenere il segreto perenne su quello che è il mistero dei “cento anni del grande vuoto” (chiamati anche il “secolo vuoto”) il cui studio è stato vietato e messo fuori legge proprio dal Governo Mondiale.

Nonostante questa clatestensura numerosi indizi ci fanno capire che nel passato esisteva e prosperava il Regno Antico, costituito da una civiltà molto più avanzata rispetto alle altre, sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista politico, sociale e umano. Proprio per questo motivo il Regno Antico era nemico degli altri regni coevi tant’è che venne distrutto da questi sul finire del secolo vuoto. Questo episodio avrebbe poi permesso ai venti regni vincitori di crescere fino a costituire il Governo Mondiale. Per questo motivo il divieto di studio dei reperti archeologici deriva dal fatto che già la sola conoscenza dell’esistenza passata dell’Antico Regno costituisce una grave minaccia per il Governo Mondiale. A questo punto – non so voi – ma a me tutto questo fa venire in mente la storia dei Veneti, a partire dai Venetkens fino ai giorni nostri, censurata e mistificata da parte di chi ha molta paura

I lettori del manga, dopo 18 anni di pubblicazioni, sono sempre più convinti che il mitico tesoro finale “One Piece” con molta probabilità avrà a che fare con la soluzione del mistero dei “cento anni del grande vuoto” e della caduta del Regno Antico e restituirà al mondo intero la verità a la giustizia che finora sono state negate dal Governo Mondiale. Io sono particolarmente affezionato a questo manga proprio perché la storia che vi è narrata rappresenta la metafora di quello che è un percorso personale – mio, ma potrebbe esser anche vostro – che comincia da un’iniziale presa di coscienza dell’essere Veneti e poi evolve e si realizza in quella che è la volontà di essere Veneti.

Ispirandomi alle parole del maestro Eiichirō Oda mi permetto di dire che – nonostante gli infiniti ostacoli, difficoltà, carognate, baruffe ecc… che ogni giorno ci troviamo davanti – fino a quando i Veneti continueranno a cercare il significato di libertà, non cesserà mai di esistere la speranza che un domani il nostro Popolo sarà di nuovo libero e indipendente.

AndreaD

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Una risposta a Fumetti e libertà

  1. ALAIN ha detto:

    Seguo anche io quel fumetto e devo dire che avevo notato questi parallelismi con la nostra storia anche se tu hai colto anche altre sfumature che non avevo notato.Ottima analisi e ottimo fumetto.Consigliato.

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