La qualità del Turismo a Venezia

   da un post di Massimo Tomasutti

tendaQueste riflessioni costituiscono un indicatore, parziale ma significativo, sulla qualità del turismo a Venezia.

Alcune “note” sulla Scuola Grande di San Rocco….

  1. Scuola-Grande-Di-San-Rocco_Jaeger-LeCoultre-©Ph-Sebastiano-Pessina6_loNella Scuola Tintoretto vi lavorò per più di vent’anni, ritraendosi tra i soldati romani mentre osserva addolorato la Crocefissione di Gesù.
  2. La Scuola conserva il pollice di San Pietro, l’indice di Sant’Andrea, una vertebra di San Rocco, un frammento della corona di spine di Gesù
  3. A visitare la meravigliosa Scuola ci vanno solo, in media, 120.000 visitatori all’anno.

Scuola Grande di San RoccoEcco il punto su cui riflettere: solo lo 0,5 percento dei turisti che arrivano a Venezia mettono piede nella Scuola Grande di San Rocco perdendosi così, oltre alle cose citate sopra,

  • la spirale di angeli che entra nella capanna della Vergine,
  • l’Annunciazione di Tiziano
  • il “Cristo portacroce” di Giorgione (o di Tiziano )….

1408384899660_Turisti_maleducati_a_Venezia__Foto_dal_gruppo_Facebook_Venice_Outfit_Summer_Sara_Forte_Tutte cose che, per un turismo colto, giustificherebbero da sole un viaggio.

Pensandoci dicono molto sulla “qualita” dei pseudo-turisti che vengono nell’ex Serenissima…. Su 1000 solo 5 vanno a visitarla….

Fatte le proporzioni su 24.000.000 e capirete molte cose su quello che è (meglio non è) davvero il “turismo” a Venezia; fatto bagno-nella-fontana-a-venezia-698572perlopiù da “curiosi”, spesso villani e maleducati, non da veri “turisti”, piuttosto vacanzieri da Mirabilandia

Gli esempi di inciviltà e mancato rispoetto da parte dei visitatori, verso la nostra capitale sono talmente numerosi che una selezione di immagini risulta ampliamente parziale. Invitiamo a fare una semplice ricerca su Google

Quello che fa pensare, però, è l’assenza di iniziative per limitare regolamentare il fenomeno. Ci sembra necessaria una presa di posizione delle autorità, anche in nome di un segno di discontinuità con il degrado tollerato dalle passate amministrazioni.

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6 risposte a La qualità del Turismo a Venezia

  1. PierV ha detto:

    i veneziani…mah…ormai non più…troppo italianizzati….forse peggio dei napoletani… e il risultato si vede…

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    • Marco D'Aviano ha detto:

      Parla par ti…

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      • roberto ha detto:

        ciao marco,
        condivido il tuo pensiero e l’idea per una solizione al turismo.
        oltre al biglietto costoso, a me verrebbe da togliere il turismo libero. venezia dovrebbe essere chiusa ai turisti come in altre città i centri storici hanno chiuso l’ingresso alle auto.
        cioè entrano solo coloro che si affidano ad una guida.
        in poche parole:
        esclusivamente turisti a pagamento per visite con guide e accompagnatori.
        ma non all’italiana, 50 turisti con una sola guida.
        la guide, prima di entrare a venezia (forse già da s.giuliano o comunque prima del ponte austro-fascista), dovrebbero istruire i turisti come comportarsi perchè devono essere rispettati gli abitanti e le opere veneziani… e per opere già intendo i maxegni dove cammineranno.
        dovrebbero essere quindi guide e accompagnatori che amano venezia, che fanno il mestiere con arte certosina. dovrebbero essere il biglietto da visita attraverso il quale il turista capisce il sentimento veneziano antico, e non un lavoro tanto per tirare fino al 30 del mese (senza nulla togliere a quanto stanno già facendo le guide d’oggi, ma certamente dovranno rapportarsi in un modo differente).
        naturalmente ci dovrà essere una forte sinergia tra le guide e accompagnatori turistiche e la pubblica sicurezza.

        tuttavia devo dare anche ragione a pierv.
        ne ho sentiti troppi di veneziani che vivono bruciando il sangue e sudori dei nostri avi.
        la colpa è dell’istituzione italiana sicuramente (vedi i titanic), ma ho sentito molti cittadini dir che si sentono italiani (veneziani sicuro, ma italiani -e con tono ben datarminato purtroppo-).
        non si tratta così un’eredità preziosa come venezia lasciataci da gente preziosa che è morta pur di lasciare il loro sentimento in una città invidiataci da tutto il mondo.
        quasi quasi vedo più rispetto per venezia dai veneti di terraferma che dai lagunari.

        grazie comunque per il tuo impegno nel difenere la città tra due turchini.

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      • PierV ha detto:

        appunto una mia opinione, e ti assicuro che è condivisa da molti.
        Molti veneziani sono tricoloriti eccome, il rapporto con Venezia non è inteso come la città della Serenissima con il suo glorioso passato e con una propria capacità di progettare un futuro basato sulle proprie radici, ma come un vetusto borgo italiano sul mare che di nome si chiama venezia, magari riempito di pizzerie e di gondolieri che cantano “O’Sole mio”.
        Confermo l’opinione di Roberto, i veneziani sono diventati così permeabili agli eventi italioti, assorbendone in toto la cultura (in senso lato,compresi gli atteggiamenti), che si caratterizzano fortemente italiani in tutti i sensi.

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  2. roberto ha detto:

    condivido l’amarezza espressa nel testo.
    però vorrei commentare questa osservazione che chiude l’articolo:
    ”Ci sembra necessaria una presa di posizione delle autorità, anche in nome di un segno di discontinuità con il degrado tollerato dalle passate amministrazioni.”

    ho sempre sostenuto che il turismo non è il petrolio dell’economia (vale per qualsiasi nazione).
    il turismo concepito in forma sempre più crescente specialmente in questo ultimo secolo, è VOLUTO dagli ‘ospitanti’. è un ‘petrolio’ che in sostanza CORRODE le basi.
    il turismo dovrebbe essere il ‘frutto di una conseguenza…’ e non un ‘volere i turisti in casa’.
    capisco che entrano molti soldi, ma, come scritto nell’articolo, quale danno comporta?
    ‘guadagnare’ soldi per poi spenderli per riparare danni?
    un lavoro dovrebbe essere costruttivo non distruttivo.

    è chiaro che dove entrano i turisti non ci possono essere abitanti.
    così come in un museo non ci possono abitare dei cittadini, così in una città-museo (venezia) si sono dovuti trovare:
    1 escamotage
    2 scopi reconditi
    3 pretesti
    per fare sloggiare i propri abitanti.
    una città con una popolazione risicata come venezia ha maggior bisogno della presenza di ‘autorità’ (come i custodi per un museo) in quanto non ci sono dei cittadini che fungono da deterrente solamente con la loro presenza:
    ”la città è nostra e se vi comportate senza discrezione sono guai.”

    allora si arriva a chiedere erroneamente maggiore presenza di autorità.
    ma più autorità c’è meno VITA c’è… e meno libertà.
    l’autorità è sintomo di maggior disordine.

    io proporrei invece di ripopolare venezia dai veneziani scappati piuttosto che chiedere forze d’ordine.

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  3. Marco D'Aviano ha detto:

    Tomasutti ha ragione nel suo discorso, come dice delle verità quest’ultimo intervento di Roberto. Da Veneziano che si trova all’alba del mezzo secolo di vita, la maggior parte [dai 20 anni in su] speso a difendere la mia città, devo dire che non si può pensare a possibili rimedi se non si conosce la causa del problema. Venezia non è morta di causa naturale, come tutto il Veneto oggi non sta morendo di vecchiaia, nè di una malattia casulamente contratta. Venezia ed il Veneto stanno morendo perchè questa è la sorte a cui ci ha condannato lo stato fecale che da troppi decenni ci opprime. Il regime fascista vuole la fine dei Veneti e vuole trasformare Venezia in un parco divertimenti [pseudo-intellettuale] per la casta massonica mondialista. Il segno di questa colonizzazione lo si vede nella statua del Bonaparte al Museo Correr o nella nuova ala dell’hotel Santa Chiara a Piazzale roma. Dubito che Venezia sia salvabile senza una nuova Repubblica Veneta, che la difenda e le restituisca abitanti veneti. Bisogna che le leve del governo del territorio tornino in mano veneziana, perchè oggi sono nelle mani della massoneria romana. Nel merito, la soluzione e’ creare un costoso biglietto di ingresso che comprenda un pacchetto di servizi al turista, materiale culturale e visite preorganizzate, secondo percorsi alternativi prestabiliti. Non si tratta di discriminare nessuno. ma di rendere fruibile la Città in forme corrette… cosi’ tutti i visitatori vedranno il pollice di San Pietro, l’indice di Sant’Andrea, una vertebra di San Rocco e un frammento della corona di spine di Nostro Signore Gesù Cristo… e i Veneziani scenderanno dal Monte Calvario !

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