Che fine hanno fatto i referendum?

Cala il silenzio su L.16 e L.15. Ma alcune questioni rimangono aperte.

di Anna Iseppon

farsi-domandeAbbiamo parlato in più occasioni delle leggi 15 e 16 del 2014 per l’indizione – rispettivamente – dei referendum su autonomia e indipendenza del Veneto [vai alla sezione dedicata per approfondire]. Passata la campagna elettorale, passata (almeno in parte) la polemica conseguente al risultato del voto regionale, passata anche la sentenza della Corte Costituzionale, che cosa rimane dei referendum?

Referendum sull’indipendenza del Veneto (Legge 16/2014)

noLa sentenza 118 della Corte Costituzionale del 25 giugno scorso ha sancito – come era previsto – l’illegittimità costituzionale della L.16/2014 della Regione Veneto. Tradotto: la legge italiana ritiene illecita la richiesta dei Veneti  di esprimersi sulla questione indipendentista attraverso un referendum consultivo. A tal proposito vorrei ricordarvi che l’avvocatura dello Stato si era espressa prospettando “un rischio quando la libertà di opinione diventa chiamata alle urne”; ciò la dice lunga sul concetto di democrazia italiano!

Rimane il progetto di ricorrere ad organismi internazionali per far valere il diritto all’autodeterminazione dei Veneti, come in più occasioni sostenuto da Indipendenza Veneta, e rimane il progetto di mandare avanti un percorso istituzionale veneto per arrivare comunque al referendum,  come da obiettivo dell’intergruppo consiliare “Parola ai Veneti”, costituitosi il 20 luglio scorso.

Riguardo al conto corrente istituito dalla Regione Veneto per raccogliere i 14 milioni necessari per finanziare il referendum, se ne sono quasi perse le tracce! I movimenti indipendentisti non ne parlano più, la Regione ancor meno… e i pochi dati pervenuti parlano di appena 114mila euro raccolti. Silenzio anche sul secondo conto corrente che doveva essere istituito per bypassare quello regionale ed evitare che i fondi raccolti confluissero nella tesoreria unica. Sarà per questo che c’è chi inizia a chiedere indietro i soldi versati?

Referendum sull’autonomia del Veneto (Legge 15/2014)

scelgozaiaLa sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il referendum indipendentista, ha bocciato solo parzialmente, invece, la legge 15, voluta dagli allora consiglieri regionali Toniolo e Tesserin (NCD). La Corte ha infatti dichiarato legittima la domanda «Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?», in quanto conforme alla Costituzione (art 116, comma 3); inammissibili invece i quesiti relativi a statuto speciale e tassazione.

Cosa significa? La Regione Veneto NON diventerebbe come il Trentino Alto Adige e NON potrebbe trattenere sul territorio più tasse, ma a fronte di un “si” referendario, potrebbe ottenere maggiori forme di autonomia in alcuni campi – sia ripartiti con lo Stato sia esclusivi – tra cui (attenzione!) l’istruzione, la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema, dei beni culturali, l’organizzazione della giustizia di pace. Ricordiamo inoltre che in questo caso, la spesa referendaria (4milioni di euro) verrebbe coperta attingendo ad un apposito capitolo del bilancio regionale, senza quindi contributi di privati cittadini.

Quindi, la legge c’è, il finanziamento pure, il via libera (seppur parziale) della Corte Costituzionale anche…a quanto pare manca solo la volontà politica per dare attuazione al referendum! Che ne è del nono punto del programma elettorale di Zaia: l’autonomia?

Certo è, che come prospettato da Alessandro Storti di “Avanti Lombardia” in un suo articolo (leggi qui)lo scenario al prossimo election day si farebbe decisamente interessante qualora Lombardia e Veneto dovessero andare al voto chiedendo maggiori spazi di autonomia, ed il governo centrale chiedendo l’approvazione della riforma centralista dello Stato in corso di approvazione!

E tu, cosa ne pensi? (max 3 scelte)

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8 risposte a Che fine hanno fatto i referendum?

  1. Ugo Comparin ha detto:

    Manca purtroppo la volontà politica di fare CERTE COSE……..Zaia, sa benissimo come si potrebbe fare, sia per i fondi se volesse fare un referendum, sia sul terreno prettamente politico (se veramente ci credesse…….). Ma lui, sta bene così…….per altri 5 anni farà la solita tiritera di lamentazioni con Roma ecc. ecc. ecc. Per sfiga, molti “VENETI” lo hanno votato…….

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  2. Ugo Comparin ha detto:

    Quello di cui mi meraviglio ancora è che c’è chi si aspetta qualcos’altro dal nostro Governatore e che continui a dire:” Se fuse na su Xxxxxxxx le robe le sarìa diverse !!!”.

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  3. Eugenio ha detto:

    Appunto anche IO volevo sapere che fine che hanno fatto i soldi che ho mandato,per il REFERENDUM CONSULTIVO Cartaceo ..non per rivolerli indietro (la somma era modesta mi sembra 20 euro ) forse sarebbe il caso di chiedere Spiegazioni a quel Partito che ha indetto questa Sottoscrizione ,,se no facciamo ancora una bella figura ,con quelli che li hanno mandati..

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    • roberto ha detto:

      io inveve li rivoglio indietro. sono un bel po’ più dei tuoi e volevo girarli direttamente ai comuni colpiti dal tornado. ma anche se non andassero in solidarietà non lascio che alla fine se li intaschi in sordina la regione veneto italianofila.
      se ‘vivere veneto’ riuscisse in qualche modo a riunire un bel po’ di creditori, potremo fare la voce grossa con questa benedetta regione.
      io dico da subito che il mio rimborso andrà in aiuto ai comuni colpiti dal disastro tornado.

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  4. Aldo ha detto:

    Andare avanti con la battaglia a livello internazionale x l’autodeterminazione del Veneto.Nello stesso tempo trattenere soldi delle tasse in Regione

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    • Silvio Fracasso ha detto:


      qui sopra vedi come non siamo a livello legale riconosciuti come popolo. Il dirittp di Autodetetminazione interessa i Popoli dunque prima dobbiamo appoggiare il Censimento del Popolo Veneto (quello del comitato non dei governi fantoccio) per farci riconoscere “de jure” quindi agire e chiedere il rispetto dei trattati internazionali e del Diritto di Autodeterminazione del Popolo Veneto 😉

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