Una lezione per tutti “dal Gender”

L’italia è un ottimo esempio di come NON dev’essere il Veneto

di Anna Iseppon

Lessons-Learned-2012A prescindere dai valori insiti in ciascuno di noi, dalle nostre preferenze sessuali, dal nostro credo religioso… c’è una lezione che tutti noi dovremmo imparare dall’acceso dibattito che si sta scatenando sul web a proposito della riforma della scuola.

L’obiettivo che condividiamo – seppur con diverse interpretazioni – è l’autogoverno del nostro territorio. E tutti noi concordiamo nel dire che il sistema italiano NON vada assolutamente preso ad esempio (o c’è qualcuno di noi che vorrebbe vivere in una “piccola italia”?).

La riforma della scuola offre lo spunto per riflettere su “cosa non funziona” nel sistema italico, ma soprattutto per riflettere sul “come” vorremmo fosse impostato lo stato in cui vorremmo vivere!

I politici “hanno deciso”, calando dall’alto la riforma. E credo di non sbagliare più di tanto se ipotizzo che molti abbiano votato il testo di legge senza nemmeno aver dato un’occhiata agli oltre 200 commi che compongono la legge 107, ma appoggiandola solo perchè “scadevano i termini”, oppure “lui mi ha detto di votare così”.

noncuranza-300x300I media “non hanno informato” adeguatamente. Poche e confuse informazioni prima dell’approvazione, chiacchiericcio e disinformazione dopo l’approvazione… ma si sa, lo “scandalo” vende più di una campagna di sensibilizzazione.

I cittadini “accettano passivamente” tutto questo. “No son maestra, no me interesa”, “Tanto no go fioi, no me intrigo nianca”… mancata partecipazione alla vita pubblica, disinteresse e disaffezione alla politica, pigrizia nell’informarsi sono il substrato ideale per le imposizioni dittatoriali. E quando esplode lo scandalo, pochi reagiscono, mentre molti subiscono rassegnati “tanto, mi no pose far nient pa canbiar le robe”.

Vorrei che il Veneto di domani fosse radicalmente diverso.

Vorrei che i cittadini fossero attivi, che ricominciassero a partecipare alla vita politica, a controllare l’operato dei “delegati”, ad informarsi, con curiosità e desiderio di rendere il mondo un posto migliore di quello che han trovato.

Vorrei che i media fossero un organo di informazione, neutro, obiettivo, super partes, in grado di fornire a tutti l’accesso ai dati necessari per farsi un’idea su qualsiasi argomento. Non per rendere “tutti professori”, ma perchè ciò che ignoriamo ci spaventa, e perchè l’ignoranza è lo strumento migliore per controllare le masse.

Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo [da "L'attimo fuggente]

Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo [da “L’attimo fuggente]

Vorrei che i politici fossero davvero rappresentanti dei cittadini, che interagissero con loro, collaborando e dibattendo, non solo imponendo la propria personale visione. Vorrei che quella del politico fosse una “missione” da portare avanti con amore e dedizione tra i propri pari e non un lavoro per pochi eletti strapagati.

“Utopia!” “Retorica populista!” …probabile. Ma se l’Italia NON è l’esempio, iniziamo a ragionare sul COME vorremo fosse il Veneto libero e indipendente di domani. Passiamo dalle chiacchiere ad un vero e proprio progetto, condiviso e rispondente ai nostri bisogni. Costruiamolo insieme questo nuovo stato!

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2 risposte a Una lezione per tutti “dal Gender”

  1. Andrea Facco ha detto:

    Cara Anna, al di là della discussione “GENDER” quanto esprimi ha assolutamente un fondamento saldo e forte. No, non potremmo mai replicare una piccola italia nel nostro VENETO, mai.
    Ma le questioni che poni in termini di “mancata partecipazione alla vita pubblica, disinteresse e disaffezione alla politica” non sono forse frutto di quanto finora accaduto? E non mi sposto dal VENETO, basti pensare alla gestione GALAN e a tutto quello che ruoata attorno al MOSE. Basta solo questo per far si che la gente normale si senta defraudata di qualsiasi innamoramento alla politica. Se spostiamo il baricentro della nostra visione a “quando sarà” allora le cose assumono una riflesso diverso, ma con quali certezze con quali fondamenti con quali idee di fondo. Spesso mi capita di parlare con amici e familiari del nostro VENETO indipendente, ma i pensieri che si rincorrono, purtroppo, sonmo sempre gli stessi. Come sarà il nostro VENETO. Cosa farà si che chi ci governerà (senza entrare nel merito del come) non venga colto dagli stessi mali dei nostri governanti scambiando la notra ricca PATRIA come una mucca da mungere alla streagua di quanto accade ora? Cosa farà si che se trovo un politico per strada questi manco mi guarderà perchè IO FACCIO POLITICA e TU?
    Mi fermo qui, ma i quesiti che molti si fanno sono questi e non si trovano molte risposte in giro. Tanti inneggiamenti alla indipendenza, ma come sarà nessuno lo scrive!
    O ad onor del vero, IO non l’ho visto.
    Chiudo qui augurandovi di poter continuare il vostro lavoro alla grande come fatto finora. Ed un sentito ringraziamento a tutti quelli che con voi collaborano con splendidi articoli.
    Andrea

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  2. roberto ha detto:

    ciao anna,
    condivido in pieno il veneto libero che vorresti.
    però vorrei farti presente che, probabilmente, non hai espresso qualcosa che viene dalla cosiddetta ‘filosofia’ del genere.
    hai espresso ciò che abbiamo, tu compresa, impresso nel dna. chi non lo ‘sente’ può trovarlo nella nostra storia scritta e in quella nascosta tra le righe.
    quello che hai scritto, tra il resto, combacia molto bene con l’articolo ”La Repubblica del Leone e l’italica desolazione”:
    https://vivereveneto.com/2015/08/20/la-repubblica-del-leone-e-litalica-desolazione/

    noi, cioè i nostri veci, non ci siamo montati la testa elargendo ‘filosofie’ come si usa in questo ultimo secolo new age.
    i nostri avi avevano la discrezione di capire le necessità, trovare le soluzioni appropriate compatibili con il contesto temporale e ambientale (quindi non soluzioni FISSE), e applicarle semplicemente.
    esattamente come passare la falce sull’erba: delicata, silenziosa, gentile, senza forzature.
    diversamente da chi usa il chiassoso falciaerba. ci hanno portato a concludere che chi lavora veramente, che è più produttivo, più all’avanguardia, sia colui che fa più casino.

    personalmente metterei in guardia la gente sul gender perchè si tratta di un’altra manipolazione per addormentare ulteriormente coscienza, identica a quella dell’importazione forzata degli immigrati.
    stanno facendo in modo che alla fine saremo noi a metterci il bavaglio. resta chiaro che il ‘bavaglio’ se lo mette chi non ha più nulla da dire… cioè è una persona vuota.

    detto questo, ambisco anch’io a quello che hai scritto nell’articolo perchè si rifà alla modalità già vissuta nella serenissima e perchè è umanamente vivibile.

    VOJO INDRIO la serenissima repiovega de venetia, ma no sol che de nome, anca su i fati.

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