Sulla Concessione della Cittadinanza

di Andrea Bianchi su un Post di Paola Dall'Asta

Mussulmani al BagnoOgni giorno che passa mi convinco sempre di più come la prima cosa da fare sia quella di rivedere in termini restrittivi i requisiti per ottenere la cittadinanza (legge del 5 febbraio 1992, n. 91).

Un uomo o una donna entrano a far parte di una comunità, di un popolo, quando nei fatti dimostrano di aver “sposato” la cultura, la storia e i valori che nel tempo hanno portato quella comunità, quel popolo, a costituire quella Repubblica e non un’altra, a promulgare quella Costituzione e non un’altra, ad approvare quelle leggi e non delle altre.

Svezia%20immigrazione%202Recitare una frasetta davanti all’ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza, in molti casi svogliatamente a memoria senza nemmeno conoscerne il significato, non fa di un cittadino straniero un cittadino italiano.

Tra l’altro chiunque, anche senza giuramento e senza cittadinanza, è tenuto ad osservare la Costituzione e le leggi dello Stato in cui ci si trova, anche solo per turismo o per lavoro, ma non per questo si regala ad uno straniero, seppur dopo 10 anni di soggiorno lavorativo, il potere e il diritto di proporre modifiche e/o interpretazioni a quella Costituzione e a quelle leggi.

ImamSe non si pone immediatamente rimedio, presto saremo minoranza e a quel punto tenuti ad osservare una Costituzione e delle Leggi ben lontane dalla nostra cultura, dalla nostra storia e dai nostri valori.

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7 risposte a Sulla Concessione della Cittadinanza

  1. e ha detto:

    Quello che cè scritto in questo Articolo è vero ,solo che non è molto informato di cosa succede ,in Europa ,in DANIMARCA in una Regione dove la popolazione è magioranza JSLAMICA chiedono di fare di quella Regione uno STATO JSLAMICO…Dopo tutta la Propaganda di GOVERNI buonisti ,di centro-sinistra e di Centro-destra cè ne stiamo accorgendo solo adesso ..

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  2. Raffaele ha detto:

    Sono d’accordo al 100%. E’ solo la condivisione dei valori fondamentali di una nazione che fa di un uomo o una donna un cittadino. La semplice nascita è troppo poco, occorre che la famiglia del nascituro condivida i valori fondanti del paese dove nasce.

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  3. Paolo Pero ha detto:

    Al netto della paranoia sulla fantomatica invasione che un po’ pervade lo scritto, passo a commentare la sostanza. Basterebbe guardare la nostra storia per fare una proposta sensata… Diversi livelli di cittadinanza:
    – uno per chi discende da tot generazioni di cittadini contribuenti con fedina penale pulita, che consenta di votare alle politiche
    – un altro per chi è residente, contribuente e con fedina penale pulita, che consenta il voto alle amministrative

    Dopo tot generazioni il discendente di chi ha la cittadinanza base può richiedere (cioè non è un automatismo, deve esserci richiesta, che è dimostrazione di volontà) di passare a quella avanzata. Ovviamente chi commette reati perde per tot tempo (a seconda della gravità del reato, da qualche anno a per sempre) la cittadinanza di cui è in possesso, sia essa base o avanzata, e i suoi figli ripartono dalla cittadinanza base… Esempio i vari Chisso, Galan e Orsoni perdono la cittadinanza avanzata che spetta loro dato che sono cittadini originari delle Venezie. Dato il reato non passano alla base ma restano residenti non cittadini. I loro figli si beccano la cittadinanza base, solo i nipoti se lo vorranno potranno far richiesta di ottenere quella avanzata (esattamente come i discendenti dei cittadini non originari).

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  4. Eugenio ha detto:

    AL netto della paranoia della fantomatica Invazione ..scusate ma dove vive sto Paolo Pero sono 25 anni che arriva gente prima dall’europa adesso da tutto il mondo…ma se ogni giono sbarcano centinaia di persone ..mha!

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    • Paolo Pero ha detto:

      Con numeri del genere si potrebbe parlare di invasione se si trattasse di gente armata, ma dato che non si tratta di eserciti il termine è a mio modo di vedere fuorviante. Ed è usato appositamente per generare un certo tipo di reazioni ed alimentare paure. Paure che possono farsi largo solo tra anime in crisi di identità timorose del futuro. Un venetista non dovrebbe avere di queste paure, perché sa chi è e sa quale strada deve intraprendere questa terra.

      So benissimo che sono anni che arriva gente (per la cronaca gli africani arrivavano anche 20-30 anni fa… e comunque io metto sullo stesso piano chi arriva da altrove con chi arriva a vivere qui ed ha il mio stesso passaporto… anzi per certi versi mi preoccupano di più questi ultimi visto che alcuni portano qui certe simpatiche organizzazioni).
      Allo stesso tempo vivendo sul territorio vedo che molti se ne stanno tornando a casa loro (purtroppo non quelli che, malauguratamente, hanno il nostro stesso passaporto).

      Oggi c’è un’emergenza dettata da un incremento degli sbarchi dovuto a determinate politiche di alcuni stati (ma uno sbarco non significa automaticamente un arrivo di gente che si stanzia qui… possono andare altrove, come possono restare qui per un periodo per poi tornarsene a casa come già fa chi è qua da un pezzo). Ad ogni modo niente che non possa essere risolto da uno stato serio (il che ci riporta al problema principale, che non è la supposta invasione, ma lo stato dove ci ritroviamo a vivere).

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  5. Eugenio ha detto:

    il Giovane Paolo Pero deve essere un sognatore ,se tanti invasori vogliono andare impestare l’EUROPA ,non mi sembra una bella cosa (visto i problemi che poi creano) comunque se qualcuno se ne va viene rimpiazzato da latri 100 .Certamente lo STATO ITALIANO ,è il peggiore d’europa ,se no li BLOCCAVA TUTTI ,al limite nè faceva entrare solo alcuni Profughi ,,(quelli veri) invece fa entrare cani e porci ..e poi li mantiene ,mentre con i suoi cittadini ,li abbandona .sentivo alcuni giorni fa la televisione di Regime ,sulla costruzione di Moschee a MILANO ,che solo in questa citta ci sono 100.000 JSLAMICI figuriamoci in tutta Lombardia ,tra alcuni anni ne vedremo delle Belle …

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  6. Paolo Pero ha detto:

    Creano problemi perché il fenomeno non viene gestito… In più, oltre a non esserci nessuno che lo gestisce non c’è nessuno che fa niente per cercare di risolvere il problema (sia i pro-accoglienza, che con la loro strategia peraltro non fanno che aggravare, che i costruttori di muri)… problema che se non si prova a risolvere alla radice ce lo porteremo avanti per tutta la vita.

    Per quanto riguarda le Moschee di Milano: quale sarebbe il problema? Un gruppo di residenti non può comprare un’area e costruirci legalmente qualcosa?

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