Indipendentisti veneti, concludiamo qualcosa?

Giudichiamo i nostri politici per quel che fanno, non per quello che dicono

da un commento di Enzo Trentin

icecNel marzo 2013, FreeVeneto insieme al partito indipendentista Veneto Stato, prende parte ai lavori di Barcellona per il lancio della Commissione Internazionale dei Cittadini Europei – ICEC. Essi partecipano attivamente all’iniziativa della raccolta firme per il Diritto di Autodeterminazione in Europa. Antonio Guadagnini (oggi Consigliere regionale veneto) aveva promesso: «Il milione di firme verranno consegnate il 30 Marzo 2014 a Bruxelles insieme ai Baschi, ai Catalani, agli Scozzesi, ai Fiamminghi, ai Tirolesi e a tutte le Nazioni ed i singoli cittadini europei che vorranno aderire e sottoscrivere l’iniziativa, in una manifestazione che si prevede davvero oceanica.»

Non ci fu nessuna consegna e nessuna manifestazione oceanica. Il milione di firme, da raccogliersi in almeno 7 Stati dell’UE, non fu raggiunto. Poco male! L’iniziativa non è deliberativa, è solamente una richiesta alla Commissione europea (organo non elettivo) di prendere in considerazione la proposta di un milione di cittadini europei, ed a cui la Commissione ha solo l’obbligo di rispondere, magari con un lapidario: No!

Parlano di “democrazia partecipativa” ovvero: tu partecipi o proponi, noi decidiamo; che non è democrazia diretta, è il regime della democrazia rappresentativa. Insomma, giusto per capirci, si tratta di uno strumento molto simile al referendum consultivo che i boccaloni oggi installati in Regione Veneto annunciano di voler materializzare (vedasi Legge Reg. 16/2014) anche in contrasto con la deliberazione della Corte costituzionale italiana. Si tratta (come dire…?) di un’opposizione “politica” alla Suprema Corte che non poggia su inconfutabili argomentazioni giuridiche. Si veda cliccando qui.

I nostri “eroi” proseguono: «Il percorso di costituzione della nuova Europa dei popoli dev’essere fondato sul federalismo europeo dei territori, presupponendo il dissolvimento delle entità statali attuali, del tutto inadeguate ad affrontare le sfide geo-politiche mondiali. […] L’obiettivo finale – continua Antonio Guadagnini, che in questo caso parla a nome di una forte maggioranza del Consiglio Regionale Veneto, avendo raccolto ben 26 sottoscrizioni! – è arrivare a realizzare il referendum per l’indipendenza del Veneto (Consultivo? E per il quale i privati cittadini dovrebbero sborsare volontariamente 14 milioni di Euro? Tsz! Ndr) un’idea condivisa dalla gran parte dei consiglieri di maggioranza, ed anche il presidente del Consiglio e il presidente della Giunta, che hanno preferito non sottoscrivere il documento per ragioni di opportunità, sono sostanzialmente e moralmente con noi.»

vecchia legaOra è da sottolineare che si tratta, più o meno, delle stesse persone che all’incirca 30 anni orsono predicavano l’autonomia ed il federalismo non ottenendo nessun risultato politico tangibile. Oggi per quale ragione dovrebbero risultare più credibili e determinanti, quando hanno spostato l’obiettivo più in avanti: sul federalismo dei territori europei? Di quali credenziali dispongono? Non lo specificano!

Quanto alla posizione dei due che «hanno preferito non sottoscrivere il documento per ragioni di opportunità», cosa dire? Risulteranno comunque “vincitori” sia che la questione abbia successo, sia che fallisca. Sicuramente una posizione assai ambigua. Sofocle ammoniva: «Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere.» L’odierno panorama politico del “Belpaese” questo offre.

Sicuramente potremo vedere: «Le tre cose che faremo come Intergruppo – ha annunciato Antonio Guadagnini – sono consultazioni della popolazione a livello locale, organizzare convegni nazionali e internazionali per portare il tema all’attenzione del Parlamento europeo e tessere relazioni con i movimenti indipendentisti, sia italiani, come quello del Sud Tirolo e della Sardegna, sia europei.»

Sulle consultazioni a livello locale c’è da star tranquilli. Andranno per il contado a far passerella per concionare, e se qualcuno suggerirà qualcosa di sensato diranno: «Sì, ma…»; che è l’esatto contrario di quel sistema democratico che vorrebbero propugnare, ma che di fatto rafforza la rappresentanza (loro), e avvilisce la cosiddetta partecipazione del cittadino “sovrano” che sta alla base della democrazia.

Locandina-il-gattopardoSicuramente organizzeranno meeting e convegni; tanto lo faranno a spese dei contribuenti per mezzo delle infinite pieghe del bilancio regionale o con i fondi destinati ai partiti. Quanto al coinvolgere gli altri indipendentisti italiani ed europei… (beh!) abbiamo riscontrato la loro efficacia con l’iniziativa ICEC sopra descritta. Ma abbiamo anche constatato la rissosità tra indipendentisti, nonché le loro “disinvolte” manovre nel presentare liste – che alcuni definiscono Civetta – alle elezioni 2015 in Veneto. Non bastasse Antonio Guadagnini ha recentemente dichiarato alla stampa che assumerà con incarico dirigenziale in Regione Veneto l’ex Consigliere Ettore Beggiato. Della cui esperienza – in ben tre legislature – non si vuole menomare.

Considerando la cultura politica dei “nostri”, domandiamo: «ci saranno ancora inserimenti nelle istituzioni o aziende collegate? Vale a dire gente che accrescerà il debito pubblico?» C’è da scommetterci! Sono molte – in quel coacervo di liste che forma INV – le persone che possono vantare esperienze parlamentari, regionali e comunali. Tsz! Insomma, come avevamo già segnalato in precedenza, si tratta della solita Compagnia di giro che non si differenzia in nulla da quella partitocrazia che vorrebbe sopravanzare. La “partecipazione” c’entra assai poco. Lo scrittore George Orwell acutamente scriveva: «Sappiamo che mai nessuno prende il potere con l’intenzione di abbandonarlo.»

In conclusione aggiungono i nostri “eroi”: «Non è un caso che le situazioni socio-politiche della Scozia e della Catalunya sono attraversate da convinte spinte autonomiste che vengono da partiti legati strettamente con le posizioni della nuova sinistra europea…», in ciò perpetuando due equivoci di fondo: Scozia e Catalunya hanno realtà oggettivamente differenti da quella veneta. Esse poi sono già autonome. Semmai lavorano per l’indipendenza non per l’autonomia.

Si continua a parlare di autonomia, che è cosa ben diversa dall’indipendenza, e ciò alla faccia del fatto che la lista con la quale è stato eletto Antonio Guadagnini s’intitola: INDIPENDENZA NOI VENETO – CON ZAIA. Così come decenni fa peroravano la causa del federalismo per accomodarsi – sontuosamente retribuiti – sugli scranni del “potere”, oggi straparlano di indipendentismo per ottenere gli stessi privilegi. Sul federalismo a suo tempo fallirono. È lecito domandarsi per quale ragione dovrebbero avere miglior fortuna con l’indipendentismo?

Non va molto meglio con il vertice di Indipendenza Veneta. Pur dichiarando sfiducia nella magistratura italiana, ricorre al TAR del Veneto per annullare le elezioni regionali del 2015. Diceva Ronald Reagan (ex presidente USA) «La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomiglia molto alla prima.»

cambiareL’idea di cambiare qualcosa, non ha ancora fatto breccia in molti pseudo indipendentisti. Ci arronzano con discorsi e iniziative di indipendenza di qua e di la’, ma non hanno ancora stilato un’ipotesi credibile di come dovrebbe essere esercitata l’autodeterminazione del futuro Veneto indipendente.

Considerate le loro disinvolte esperienze politiche e la loro cultura partitocratica si è indotti a credere che approvino il regime democratico rappresentativo. Se così fosse, l’elettorato sarebbe chiamato, eventualmente, a cambiare i suonatori, non certo la musica. E la sconfortante conclusione sarebbe che ci si trova di fronte ai soliti “ciacoloni” che mirano principalmente ad abbrancare anche le briciole, purché ovviamente siano briciole che cadono dal tavolo del potere. In proposito uno dei principali scrittori di aforismi, lo spagnolo Ramón Eder sostiene: «La lotta per il potere può essere terribile, ma la lotta per le briciole del potere è sempre patetica.»

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12 risposte a Indipendentisti veneti, concludiamo qualcosa?

  1. ruggero zigliotto ha detto:

    Spiace osservare come l’elezione di Antonio Guadagnini, che avrebbe dovuto, in una cultura indipendentista evoluta e matura, rappresentare un punto di riferimento certo e assolutamente storico, in quanto per la prima volta in assoluto maturata in un contesto di maggioranza, stia in realtà diventando da parte di alcuni “patrioti” un ulteriore motivo di polemica certamente alimentata dal quel miserabile sentimento chiamato “invidia”. Rispondo così al signor Trentin che a quanto pare è molto bravo, ma solo a parole, nel fare le pulci chiedendo risultati, a due mesi dalle elezioni e in pieno Agosto mese noto ai più come il meno produttivo in termini politici e per motivi oggettivi e contingenti. Prendo spunto dalla fotografia pubblicata che mi riprende assieme a Luca Polo Presidente di Free Veneto , che risponderà, se vorrà, realtivamente alla questione ICEC e di cui ha tutte le informazioni necessarie. Io all’epoca ero il coordinatore provinciale di Veneto Stato Vicenza e la foto è relativa a un convegno realizzato a Villa Bonin (pagata dai SOCI di Veneto Stato e non dai contribuenti) in cui vennero invitati Davide Lovat, Fabrizio Comencini e Eva Klotz. Veneto Stato fu l’UNICO movimento politico che aderì al progetto ICEC e di fatto TUTTE le altre compagini indipendentiste, siano esse movimenti politici o associazioni culturali hanno SNOBBATO l’iniziativa, salvo Raixe che gentilmente ci ospitò con un gazebo alla festa dei Veneti di Cittadella. E’ SINGOLARE che ora qualcuno ci accusi di aver “fallito” dopo aver fatto di tutto, ma proprio di TUTTO perchè ciò accadesse. Rilevo inoltre che la nostra “quota” stabilita da ICEC era 70.000 firme su questo Polo sarà più preciso, ma credo che abbiamo raggiunto l’obiettivo e nonostante, ribadisco, l’ostracismo di tutti. Guadagnini si è impegnato in prima persona su questo fronte, per altro non ancora concluso, ma su questo preferisco non aggiungere nulla, vista la “passione” di molti “patrioti” nel cercare di ostacolarci piuttosto che condividere. Quindi egregio signor Trentin di cosa si sta lamentando? Quante firme ha raccolto lei personalmente? Quanti incontri, dibattiti ha svolto per promuovere tale iniziativa? Non trova RIDICOLO cercare di fare le pulci su una cosa che lei stesso ha ostacolato con il suo assordante SILENZIO salvo ora “accorgersi” di ICEC e solo per poter criticare uno che probabilmente (certamente) è stato eletto senza il suo voto? Cosa le fa pensare signor Trentin (e quanti la pensano come lei) di avere il diritto di critica dal momento che lei non si è impegnato su questo fronte? Faccio politica dal 2010 e ricordo bene i suoi “pistolotti” che non sono mai riuscito a finire tanto sono lunghi e a volte senza senso, ricordo molto bene le sue critiche a destra e a manca lassù in cima a un piedistallo sul quale nessuno lo ha messo e dal quale lei lancia i suoi strali verso gente che, magari sbagliando, FA. Siccome si sento chiamato in causa, allora signor Trentin mi faccio “vanto” di essere riuscito a sopravivvere politicamente nonostante innumerevoli quanto “patriottici” tentativi di smantellamento da parte di personaggi che, guarda caso hanno in queste regionali TUTTI corso CONTRO e di aver portato Veneto Stato ( ciò che è rimasto grazie a chi invece, come lei, sapevano come fare…) ad eleggere ANTONIO GUADAGNINI, primo Consigliere Indipendentista in una coalizione di maggioranza, mi scusi se è POCO. Le faccio notare inoltre che come avevo sempre dichiarato NON mi sono canditato a nulla, (nessuno ci credeva) cercando di essere esempio di chi invece, magari all’ultimo momento, ha profittato del nostro difficile e sofferto lavoro, durato 5 lunghi anni, per “infilarsi” e cercare quel posticino al sole così tanto gradito sia da italiani che veneti. Le comunico inoltre che non ricevo alcun compenso e che in questi 5 anni, FARE politica mi è costato molto (forse troppo), sia in termini economici che in termini di relazione, le assicuro che ho avuto modo di conoscere il peggio della natura umana. Ora e suo malgrado Il signor Guadagnini ha altri 5 anni davanti e vedrà che non la deluderà, anzi no! Sono certo che uno come lei continuerà a stare sul suo autocortuito trespolo a lanciare strali, suggerimenti, auspici e quant’altro potrà fare chi nella sua vita (politica) ha sempre e solo parlato, spesse volte a vanvera e assolutamente senza mai costruire, grazie signor Trentin credo che nonostante lei, qualcosa di buono lo faremo certamente.

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  2. Gianluca Valente ha detto:

    Ringrazio Ruggero Zigliotto per lo scritto alquanto esaustivo. Mi sento di aggiungere SOLO un dato: la consegna delle firme fu fatta a Bruxelles domenica 30 marzo 2014 e io con altri 50 amici circa abbiamo con fierezza rappresentato il Veneto. Circa 10 mila persone hanno invaso il parco del Cinquantenario (vada a leggersi cosa rappresenta) e hanno sfilato fino all’arco di trionfo dove ci siamo raggruppati in gruppi che hanno formato la parola “SELF” determination ripresa dall’alto con un drone catalano (l’archivio di 150 foto circa e i video li pubblico solo a richiesta). Poi una rappresentanza Fiamminga, Catalana, Scozzese,Veneta, Basca, Tirolese, Lombarda, Sarda, ecc. è stata ricevuta dalle istituzioni europee ed ha simbolicamente consegnato le firme, mentre il resto delle persone presenti nel parco ha ballato, scherzato, condiviso esperienze e speranze, mangiato prodotti locali e di ogni popolo presente ( ebbene si, anche i Veneti erano presenti con un stand apprezzatissimo di Sopressa e Cabernet, stretto amicizie e scattato foto ricordo ( e, manco a dirlo, la nostra Bandiera è stata la più gettonata in quanto universalmente riconosciuta da tutti come la più “bella”).
    Spiace finire questo pensiero di un bellissimo ricordo che porto dentro con un pizzico di sana tristezza con una altrettanto sana compassione che provo per chi cerca di sminuire il duro lavoro che per cinque anni abbiamo portato avanti e che continueremo a fare nonostante i tanti “patrioti” contrari ( o invidiosi),e, caro Sig. Trentin, se tanto mi da tanto, se su questo specifico argomento Lei ha raccontato un sacco di fandonie…..mi immagino su tutto il resto!

    Le metto il link di una sola foto a memoria di tutto ciò che ho raccontato qui…….sempre pronto al confronto o alla smentita!

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  3. Luca Polo ha detto:

    Caro Trentin, le sarebbe molto semplicemente bastato contattarmi per sapere della dichiarazione di inammissibilità della petizione fatta dalla preposta commissione EU, delle iniziative in atto in queste ore come di quelle già svolte (mi risulta difficile credere che non si sia accorto della manifestazione ICEC di Bruxelles sostenuta ufficialmente da EFA e che ha visto diecimila partecipanti da tutta Europa e la presenza di numerosi europarlamentari e dello stesso vice primo ministro belga….). Le avrei volentieri e prontamente fornito tutte le informazioni e la documentazione. Scusi, ma non sarò altrettanto gentile con lei dopo questo scritto che trasuda intenti ben diversi dalla voglia di sapere, capire, informare. Serena giornata.
    Luca Polo

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  4. Enzo Trentin ha detto:

    Confesso che i commenti di Ruggero Zigliotto, Gianluca Valente e Luca Polo mi ricordano il detto latino: Obsequium amicos, veritas odium parit = L’adulazione procura gli amici, la sincerità i nemici.

    Sostanzialmente essi rivendicano la bontà del loro lavoro. Cosa che io non contesto affatto. Semmai ho confutato alcune dichiarazioni di un esponente politico: Antonio Guadagnini, esercitando la mia professione, che è cosa assai diversa dalle “visioni” dell’iscritto ad un movimento o partito politico, quali sono i miei demonizzatori.

    Si da’ il caso che i limiti della critica concessi a un giornalista siano più ampi rispetto a quelli ammessi nel caso di privati cittadini tanto più quando contribuiscono a un dibattito su questioni di interesse generale. E per questo non chiamerò in causa l’articolo 10 della Convenzione europea che assicura il diritto alla libertà di espressione, né l’articolo 21 della Costituzione italiana nella cui giurisdizione siamo costretti a vivere.

    I miei tre contraddittori non entrano nel merito delle dichiarazioni di Antonio Guadagnini; al contrario si dimostrano piccati ed arrivano all’insulto, rendendosi conto (più o meno inconsciamente) della sussistenza dei miei rilievi.
    Rivendicano il loro lavoro, la loro buona fede. Cosa che non è discussa nell’intervento che nemmeno li considera. Non smentiscono nemmeno che l’iniziativa ICEC è un’operazione che non delibera alcun che, assomigliando vergognosamente al referendum CONSULTIVO.

    Dall’opuscolo dell’UE si può leggere http://www.eesc.europa.eu/resources/docs/12_97-citizens-initiative-it.pdf :
    «…raccogliendo un milione di firme in tutta Europa, potranno chiedere alla Commissione europea di presentare una proposta volta a modificare norme dell’UE o ad introdurne di nuove. In questo modo, i cittadini potranno porre una questione all’ordine del giorno dell’UE e diventare così parti attive sulla scena europea. […] L’ICE è spesso considerata l’equivalente del diritto del Parlamento europeo e del Consiglio di chiedere alla Commissione di proporre nuove norme UE. Ricevuta l’iniziativa, infatti, la Commissione è tenuta a considerare seriamente se e quali azioni intraprendere E A MOTIVARE LA SUA DECISIONE DI AGIRE O MENO IN TAL SENSO. […] Dato che l’iniziativa avrà successo soltanto se riuscirà a convincere almeno un milione di cittadini europei di almeno sette Stati membri, prima di chiederne la registrazione è necessario definire anche una strategia di comunicazione sostenibile. Già in questa fase iniziale sarà di vitale importanza stabilire contatti con potenziali partner in altri Stati membri e iniziare a creare una rete di cittadini disposti a unirsi all’iniziativa e a darvi il loro contributo. In breve, qualsiasi attività preparatoria svolta già prima della registrazione farà guadagnare tempo per il lavoro vero e proprio da svolgere in seguito. […] UNA VOLTA RICEVUTA UN’ICE VALIDA, LA COMMISSIONE AVRÀ TRE MESI DI TEMPO PER ESPORRE LE SUE CONCLUSIONI GIURIDICHE E POLITICHE RIGUARDO ALL’INIZIATIVA E DECIDERE QUALI AZIONI INTENDE INTRAPRENDERE E I SUOI MOTIVI PER AGIRE O MENO. »

    E ancora sempre dall’opuscolo dell’UE: «La democrazia, il potere del popolo, può esprimersi in modi diversi. In una moderna democrazia rappresentativa come l’Unione europea, i cittadini hanno a disposizione modi sia diretti che indiretti di determinare l’agenda politica e partecipare al processo decisionale. Mentre la democrazia rappresentativa si esprime attraverso istituzioni elettive come il Parlamento europeo, la democrazia partecipativa ha ora trovato espressione nei Trattati europei nella forma di nuovi strumenti come l’iniziativa dei cittadini europei. È importante sottolineare che, in una democrazia moderna, la democrazia partecipativa non deve né può sostituire quella rappresentativa…»

    Il che conferma che NON si tratta di uno strumento deliberativo o di democrazia diretta. È solamente una manifestazione di “gattopardismo”; ovvero, come scritto nel mio intervento (vedere sopra): «…tu partecipi o proponi, noi decidiamo; che non è democrazia diretta, è il regime della democrazia rappresentativa.»

    Io non contesto che i miei contraddittori abbiano svolto correttamente la quota lavoro loro assegnata; CONSTATO che il milione di firme NON è stato raccolto.

    C’è poi da rimanere basiti dalla sicumera dei miei contraddittori, infatti Gianluca Valente ha detto più sopra: «la consegna delle firme fu fatta a Bruxelles domenica 30 marzo 2014 e io con altri 50 amici…». Invece Luca POLO ha detto più sopra: «Caro Trentin, le sarebbe molto semplicemente bastato contattarmi per sapere della dichiarazione di INAMMISSIBILITÀ della petizione fatta dalla preposta commissione EU…».

    SE SU TALE CONSEGNA NON SIETE D’ACCORDO TRA DI VOI, COME POTETE PRETENDERE UNA CREDIBILITÀ DA PARTE MIA?

    Sulla stampa internazionale ricavo, tra gli altri, l’intervento di EUNEWS del 1 aprile 2014: http://www.eunews.it/2014/04/01/gli-indipendentisti-europei-si-sono-raccolti-a-bruxelles/13890 che tra l’altro scrive:
    «Oltre 3.500 persone domenica sono accorse da tutta Europa al quartiere istituzionale di Bruxelles per partecipare alla manifestazione per l’autodeterminazione dei popoli. Ma le firme raccolte sono pochine.»

    Insomma, signori, perché non usate più proficuamente i vostri sforzi ed il vostro lavoro?
    Se deciderete di farlo, e di farlo efficacemente, ditemelo, sarò lieto di recensirlo.
    Se, al contrario, deciderete di continuare a lavorare per la democrazia rappresentativa, e ad omettere di presentare un nuovo progetto di assetto istituzionale, io continuerò a fare legittimamente il mio lavoro.
    Cordialità!

    P.S. Per coloro che ignorano, e sono interessati, ai miei trascorsi d’impegno ATTIVO in politica, possono aggiornarsi gratuitamente nel sistema bibliotecario vicentino:

    Libri Moderni
    Nani, Filippo
    Un paracadutista in citta : Enzo Trentin contro i poteri locali / Filippo Nani ; presentazione di Nevio Furegon
    Vicenza : Egida, stampa 1995

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  5. Luca Polo ha detto:

    Caro Trentin, sono assolutamente certo che lei non sia stupido. Ecco perché non posso non vedere la malafede in ciò che scrive. Se così non fosse dovrei tornare alla prima idea, idea che come detto non mi convince affatto. Ad ogni modo o l’una o l’altra delle due cose.
    Guardi è davvero molto semplice e non esistono contraddizioni in quanto detto finora.
    Dal momento che la commissione UE ritenne non ricevibile la petizione di fatto non si poterono consegnarono le firme secondo la procedura ICE, per questo venne organizzato un evento internazionale durante il quale furono consegnate simbolicamente, in forma di protesta. E’ difficile da capire? Sembra che lo abbiano capito tutti tranne lei. La raccolta delle firme divenne quindi un utile pretesto per parlare e far parlare di diritto di autodeterminazione, coinvolgendo il cittadino europeo e la sua coscienza sulla questione, anche quei cittadini di aree non direttamente interessate da rivendicazioni identitarie e di autogoverno, al di là della reale possibilità di utilizzare le firme per una procedura di iniziativa popolare. La petizione internazionale non è stata gettata alle ortiche per l’ostacolo posto della commissione, ma utilizzata per sensibilizzare il più possibile i cittadini europei sul tema e sulla necessità che la UE si assuma la responsabilità di farsi carico della difesa di un diritto sottoscritto come “lettera di intenzioni” dalle democrazie europee ma di fatto mai applicato nella primavera delle nazioni che stiamo vivendo, salvo nel Regno Unito. Se non ricordo male la maggior parte delle associazioni e movimenti la raccolta si interruppe a circa 420 mila dal momento che la procedura era stata vanificata dalla commissione, ma nonostante questo molti volontari, in particolar modo Fiamminghi e Catalani, decisero di continuare comunque e l’ultimo dato dei Fiamminghi di parecchi mesi fa (che di fatto conservano e gestiscono il database) parlava di più di seicentomila firme raccolte. In Veneto abbiamo vissuto un boicottaggio quasi totale dell’iniziativa, salvo i militanti di Veneto Stato che raccolsero comunque parecchie decine di migliaia di firme insieme ai Tirolesi. Ripeto, bastava contattarmi come fa chiunque altro sia interessato ai lavori del coordinamento internazionale ICEC. So che è difficile da capire, immersi come siamo nel male assoluto dell’indipendentismo veneto della ricerca dei riflettori, che qualcuno lavori sottotraccia e non abbia la necessità di urlare ciò che sta facendo. L’opposizione della commissione era prevedibile e prevista e i passi successivi pronti sin dall’inizio. A breve, se Dio vuole, vedrà il risultato di un lavoro che ICEC in Veneto e Guadagnini stanno facendo che porterà, lo spero, ad una mozione storica del Consiglio Veneto, come già accaduto in Danimarca anche grazie (e io dico soprattutto) al lavoro fatto dai partner ICEC fiamminghi con gli europarlamentari fiamminghi e danesi. Presto spero, vedremo ben più succosi frutti del nostro lavoro allo stesso Parlamento Europeo. Ciò che si vede è la punta dell’iceberg di quello che sta facendo il coordinamento internazionale ICEC, sul quale da ora mantengo il massimo silenzio perché questo è quello che noi facciamo. Non siamo politici, non abbiamo bisogno di riflettori personali, ma abbiamo bisogno dei politici per portare avanti progetti comuni per la crescita della coscienza europea del diritto di autodeterminazione e la sua definitiva applicazione. In Europa molti politici ci sostengono e collaborano attivamente con noi, soprattutto personalità di spicco di N-VA, ma anche di ERC, CUP e CiU in Catalogna, di SNP in Scozia ed ora finalmente anche nelle istituzioni del Veneto con Guadagnini e Valdegamberi, non a caso rispettivamente invitati nel 2013 e 2014 all’Università Catalana. Guadagnini gode della stima del coordinamento internazionale e sta già lavorando a grandi iniziative, scusate se è più riservato, molto meno “mediatico” e teatrale ma ben più pragmatico dei “venetisti” a cui siamo abituati. Per questo mi piace e lavoro bene con lui, e, caro Trentin, se mi conoscesse saprebbe anche che con l’adulazione io, mi ci faccio il bidet dopo l’evacuazione. Pensa di essere l’unico paracadutista in circolazione, forse?

    Cordialmente, Luca Polo.

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    • Enzo Trentin ha detto:

      Egregio signor Luca Polo,
      so benissimo che anche lei è un paracadutista, ma questo non c’entra nulla con quanto stiamo dibattendo, ed il titolo di un libro, che non ho scritto io, dipende dall’editore che ha speso i suoi soldi per pubblicarlo e metterlo in vendita.

      Ciò detto Lei mi ricorda il Principe Myskin, perché io non posso parlare dei vostri progetti, che come scrive Lei: «Non siamo politici, non abbiamo bisogno di riflettori personali…» o quelli – la cito sempre testualmente – di: «Guadagnini […] sta già lavorando a grandi iniziative, scusate se è più riservato, molto meno “mediatico” e teatrale…».
      Lei, in sostanza, mi sembra molto concentrato nella propaganda di partito, che è cosa assai diversa dall’informazione.

      Io, più semplicemente, ho scritto di fatti che Lei non può e non ha confutato:

      1. non è stato raccolto 1 milione di firme in almeno 7 paesi UE;
      2. l’iniziativa ICE (ICEC mi sembra sia altra cosa) non è deliberativa, ed assomiglia (per efficacia) al referendum CONSULTIVO;
      3. Guadagnini con l’assunzione di Ettore Beggiato in Regione non si distingue dal comportamento di altri partitocrati;
      4. che non fa buona comunicazione (o rimesta nel torbido?) quando afferma che Scozia e Catalunya lavorano per l’autonomia (e non per l’indipendenza), visto che l’hanno già;
      5. che molti dei partitocrati che oggi dicono di battersi per l’indipendenza, 25/30 orsono erano autonomisti e federalisti, e non hanno ottenuto nulla di politicamente rilevante;
      6. che avendo fallito questi obiettivi oggi dichiarano di voler battersi per un obiettivo più grande, avendo però la credibilità dei “falliti” politici.

      Capisco che un militante (o militonto?) di partito faccia grande confusione tra strumenti legislativi, propaganda di partito e analisi speculativa trasposta in informazione, ma questo è responsabilità dei politicanti che le singole persone hanno scelto di servire e seguire.

      Quanto a malafede, credo che Lei parli per esperienza personale, infatti (la cito sempre testualmente attraverso copia-incolla): «Dal momento che la commissione UE ritenne non ricevibile la petizione di fatto non si poterono consegnarono le firme secondo la procedura ICE…».
      Ovvero la favola della volpe e l’uva. La volpe, poiché non può raggiungere l’uva, dichiara che questa non è di suo gradimento. Tsz!

      Detto ciò Lei ed i suoi sodali possono fare quello che meglio credono. Auguri!
      Libero io d’esercitare la mia professione secondo coscienza e conoscenza.

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      • ruggero zigliotto ha detto:

        A lei Trentin la libertà di opinione a noi quella di dissentire sul suo modo di esercitarla.
        Rivelo che Guadagnini non si è preso la briga di risponderle, credo abbia fatto bene, il tempo in effetti è un bene prezioso. Saluti

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  6. Enzo Trentin ha detto:

    Quando il buon dio distribuì l’intelligenza, Ruggero Zigliotto non ci trovava sicuramente in prima fila.

    Ironizza sul fatto che sono stato un paracadutista, cosa che è saltata fuori solo quando è emerso il titolo di un libro a commento di questo articolo, che ovviamente non piacendogli m’insultava e pretendeva di sapere cosa avevo fatto io in politica, scriveva testualmente (si veda più sopra): «Rispondo così al signor Trentin che a quanto pare è molto bravo, ma solo a parole…».
    Gli ho dato alcuni suggerimenti di come documentarsi gratuitamente.
    Non l’ha fatto, o non vuole farlo. Fatti suoi!
    Così continua a sproloquiare, a parlare a vanvera, a non rimanere in argomento.

    Anche qui prende a pretesto una citazione di Einaudi a proposito dell’Ordine dei giornalisti, quasi che l’Ordine lo avessi inventato e/o fondato io, invece di dovervi aderire (pagando la quota annuale) per praticare la professione. Ed in ogni caso, che non c’entra nulla con gli articoli da me pubblicati. Non avendo grandi capacità di discernere… girovaga! 😦

    Personalmente non sento (anche per questioni anagrafiche) di concorrere all’assunzione di altri incarichi pubblici mediante elezioni.
    Come si dice…? GRAZIE! HO GIÀ DATO. Ma il “nostro” insiste. Bah!

    Io, più semplicemente, ho scritto di fatti che Zigliotto & Co. non possono e non hanno confutato, e continuano a non essere in grado di rispondere:
    1. lui e sodali non hanno raccolto 1 milione di firme in almeno 7 paesi UE;
    2. nemmeno sono stati capaci (malgrado le precise istruzioni che si trovano in rete) di stilare una petizione ICE e presentarla all’UE, che infatti la rifiuta.
    3. l’iniziativa ICE non è deliberativa, ed assomiglia (per efficacia) al referendum CONSULTIVO;
    4. Guadagnini con l’assunzione di Ettore Beggiato in Regione non si distingue dal comportamento di altri partitocrati;
    5. che non fa buona comunicazione (o rimesta nel torbido?) quando afferma che Scozia e Catalunya lavorano per l’autonomia (e non per l’indipendenza), visto che l’hanno già;
    6. che molti dei partitocrati che oggi dicono di battersi per l’indipendenza, 25/30 orsono erano autonomisti e federalisti, e non hanno ottenuto nulla di politicamente rilevante;
    7. che avendo fallito questi obiettivi oggi dichiarano di voler battersi per un obiettivo più grande, avendo però la credibilità dei “falliti” politici.

    OGGI AGGIUNGO:

    > Tempo fa, dietro specifico invito, ho assistito in qualità di ospite osservatore, presso la sala convegni dell’hotel Venice di Grisignano di Zocco (VI) ad un convegno del partito indipendentista Veneto Stato. Descriverne la bagarre risulterebbe molto lungo. Mi limiterò a ricordare che il sig. Giovanni Dalla Valle accusò più volte il sig. Antono Guadagnini di «Ladro! Ladro! Ladro!». L’accusato oltre ad arrossire visibilmente (e comprensibilmente) non reagì affatto. Non confutò l’accusa. Non si discolpò. Si limitò a rivolgersi ad una manciata di persone, visibilmente suoi sodali, per dire: «Ecco, vedete. È con queste persone che abbiamo a che fare…». Da quel giorno il partito in oggetto subì l’ennesima fuga in massa di iscritti.
    > L’«offerta politica» proposta da Ruggero Zigliotto e dai suoi sodali, è quanto di più fantomatico si possa pensare. Ad oggi, per esempio, non hanno presentato una bozza di nuovo assetto istituzionale con il quale, secondo loro, si dovrebbe reggere l’indipendenza del Veneto. Per comprendere l’importanza di un tale strumento, possiamo constatare che Scozia e Catalunya dispongono già di un simile documento.
    > Similmente agli Ascari, truppe coloniali al soldo degli italiani occupanti il loro paese, recentemente Ruggero Zigliotto & Co. hanno accettato di lavorare per un cartello elettorale composto da sigle politiche sedicenti indipendentiste, il cui nome è stato imposto dal un sedicente indipendentista, nei fatti autonomista, che li ha premiati sollevandoli dall’incombenza della raccolta firme indispensabile per presentare le liste. Del resto, considerando l’esiguità numerica dei singoli movimenti-partiti che compongono la predetta lista, è dubitabile che sarebbero stati in grado di farlo.
    > Non bastasse, il nome della lista sembra abbia indotto in errore molti elettori non troppo attenti o avvezzi alle malizie dei politicanti. Tant’è che altri partiti sono ricorsi alla magistratura italiana (TAR) che dovrà pronunciarsi in merito a ciò che alcuni dei ricorrenti hanno definito FRODE.
    > Sempre con espedienti elettoralistici hanno eletto il Consigliere regionale veneto: Antonio Guadagnini, pur avendo ottenuto più o meno gli stessi voti di una lista sedicente indipendentista, che però le decine di migliaia di firme per la presentazione delle liste era stata capace di raccogliere.

    Capisco che un militante (o militonto?) di partito faccia grande confusione tra strumenti legislativi, propaganda di partito e analisi speculativa trasposta in informazione, ma questo è responsabilità dei politicanti che le singole persone hanno scelto di servire e seguire.

    In conclusione, considerato il QI del mio interlocutore, mi aspetto che seguirà un altro profluvio d’insulti (non avendo di meglio, sembra che quelli gli siano congeniali), ma non impiegherò altro tempo a seguire questa persona o le elucubrazioni. Preferisco guardare il consiglio di Groucho Marx: «Non metterti a litigare con un cretino, potrebbe non più notarsi la differenza.»

    P.S. Guadagnini si dimostra politico (o politicante?) più accorto: non potendo rispondere smentendo quanto sopra, preferisce fare il pesce in barile, e (stando a quanto scrive più sopra Zigliotto) gli suggerisce di stare zitto. Ma Zigliotto sproloquitare compulsivo continuerà anche stavolta. E così facendo danneggerà ancora di più se stesso, Guadagnini e la sua causa. 😀 😀 😀

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  7. GIANCARLO ha detto:

    Apprendo oggi che il 9 dicembre 2015 l’ICEC VENETO diventerà ONG.
    Sull’INDIPENDENZA NUOVA c’è il commento di LUCA POLO.
    Onore al merito di chi lavora seriamente per l’indipendenza.
    WSM

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