“I Veneti sono razzisti?” – Tra pregiudizi e dati certi

da un post di Bruno Cortona

Sud OspitaleSono romano, in questo periodo non è un vanto, ho trascorso per più di venti anni le mie vacanze a Sabaudia, ho lavorato per più di due anni tra Treviso e Padova.

Guardate bene questa mappa, è la fotografia della nuova schiavitù. Non c’è la provincia di Bolzano, Verona e nemmeno Bergamo.

Sono indicati i comuni dove gli immigrati irregolari vengono schiavizzati, facendoli lavorare per dodici ore al giorno, con un salario di tre euro l’ora (Fonte: Medici per i diritti umani).

E’ la mappa di quel sud tollerante, accogliente, cattolico, che è tutto “anema e core”. E’ quel Sud dove i Vescovi parlano incessantemente di Vangelo dell’accoglienza, dove per la presenza di migranti non c’è nemmeno un’incivile protesta, come quella messa in atto nella provincia di Treviso.

E’ il sud della disoccupazione, dove gli unici occupati sono questi nuovi schiavi, costretti a lavorare dentro delle serre che sono dei forni, per un salario da fame, ricattati e invisibili.

raccolta-pomodori.-u-tools.it_Volete sapere perché al sud non ci sono proteste? Perché, al sud, la mafia con gli immigrati ci guadagna. Chi metterebbe i bastoni tra le ruote a questi nuovi latifondisti ? La camorra ha conquistato tutta la provincia di Latina, ma nessuno ne parla.

Spesso non sono i camorristi a schiavizzare, sono semplici agricoltori, costretti ad assumere i nuovi schiavi. Sapete perché? Perché, oltre alla tassazione iniqua dello stato e alle sanzioni UE, devono pagare il pizzo anche ai camorristi. Quegli stessi camorristi che gestiscono il mercato agroalimentari di Fondi, il più grande del Mezzogiorno.

Arance immigratiTasse allo stato, pizzo ai camorristi. Gli agricoltori non possono avere salariati in regola, non ce la farebbero. Diventano schiavisti per necessità e i mafiosi stanno al gioco.  L’assenza di regole, di un flusso migratorio controllato, l’assenza di ispezioni sulla presenza di immigrati irregolari (sarebbero viste come un atto politico razzista), conviene alla parte più malata e cattiva del paese.

Ho lavorato in Veneto, io, romano, non ho avuto una bella accoglienza, ma dopo una prima diffidenza mi sono sentito rispettato e tutelato come mai mi era successo nella mia città. Se esistono pregiudizi negativi, ne esistono anche di positivi.

Il sud della solidarietà, della pietà popolare, dell’ospitalità quasi invadente, è un lager a cielo aperto. Andate a vedere le statistiche che riguardano una positiva integrazione degli immigrati, quali tassi di occupazione, accesso ai servizi, sanità e diritti. Avrete delle sorprese.

Gli immigrati regolari (con diritti e doveri) sono così distribuiti:

  •  Nord 60,1%
  • Centro 25,4%
  •  Sud 14,6%

(fonte ISTAT, http://www.istat.it/it/archivio/96694)

Al contrario, gli immigrati sfruttati dal lavoro nero sono così distribuiti:

  • Centro-Nord 38,9%
  • Mezzogiorno 61,1%

(http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/895/3/Ficco_Iadevaia_Pomponi_Tagliaferro_Lavoro%20stranieri.pdf)

chiesarazzistiPer cui, prima di parlare di nord razzista e sud accogliente, guardate bene i numeri e riformulate il giudizio. Prima di dare del razzista a chi esige regole e il rispetto di esse, chiedetevi perché c’è una parte del paese che li accoglie a braccia aperte.

E i signori vescovi, sempre pronti a puntare il ditino verso chi è giustamente preoccupato dal buonismo delle non soluzioni, abbiano il coraggio di denunciare il caporalato, lo schiavismo e l’ipocrisia di chi magari finanzia certe feste patronali.

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9 risposte a “I Veneti sono razzisti?” – Tra pregiudizi e dati certi

  1. roberto ha detto:

    mi piace sentire altri punti di vista.
    vorrei aggiungere che non c’è solo l’illegalità di camorra e mafia, ma ci sono anche tutta una serie di servizi ‘legali’ che vanno dalla telefonia, alla sussistenza, alla sanità, all’igene pubblica…
    un affare enorme… naturalmente a norma di legge.
    detto questo mi chiedo:
    cosa intendiamo per razzista?
    chi aggredisce, come le ss, o chi si auto-protegge?
    vorrei aprire una riflessione sotto altri aspetti d’osservazione:
    faccio questo paragone per osservare la cosa sotto un’altro aspetto (pur sempre vero, reale) sperando che ne venga colto il messaggio:

    spesso, anzi quasi sempre, è abitudine comune dare giudizi.
    poi, quando questi si consolidano, diventano etichette e cioè pregiudizi (in questo caso ‘razzista’).
    se noi dovessimo dare un ‘giudizio’ alla nostra pelle diremo subito che è razzista perchè tiene lontano agenti esterni ed estranei al corpo e spesso addirittura combatte vere e proprie guerre (prive di pietà).
    ma tutto ciò, forse a causa della nostra visione macrocosmica rispetto il piccolo mondo batterico e quant’altro, ci appare normale… quasi insignificante da non tenerne conto, non imparando invece una lezione che la natura ci insegna attimo per attimo.
    capiamo così che la pelle non è affatto razzista ma cerca di assolvere al meglio il proprio compito come ‘confine’ corporeo.
    ma siamo anche ipocriti. nei casi in cui la nostra pelle è messa a dura prova e ce ne dovessimo rendere conto, le diamo tutto il nostro sostegno e aiuto con medicinali, fasciature ecc.
    siamo diventati anche noi razzisti verso altre forme di vita?
    ora la questione diventa delicata:
    non voglio paragonare gli immigrati a dei batteri, ma li paragono ad un ‘mezzo’ cioè vengono usati.

    credo che ormai ci siamo resi conto che un popolo vive e sente la propria esistenza come un ‘corpo-popolo’.
    qui la storia ci potrebbe insegnare qualcosa a proposito dei popoli della penisola distrutti nella loro dignità popolare dall’italia 150 anni fa. praticamente ‘scuoiati’ vivi (psicologicamente). e non è poco.
    oggi ci vogliono scuoiare maggiormente, e gli immigrati sono un buon… mezzo.
    con la mentalità buonista che ci ritroviamo, inculcataci dalla politica e filosofie new age dell’ultima ora, è ovvio che rischia il titolo di ‘razzista’ chi è riuscito, in questi 150 anni, a preservare un barlume di dignità di sè stesso.
    stando nel paragone detto sopra, fortunatamente cè chi è riuscito a conservare la propria pelle (anche se ormai troppo sottile).
    proprio questo ‘qualcuno’, cioè colui che si prende cura di sè stesso, viene etichettato come razzista. invece ci si dovrebbe complimentare.
    abbiamo imparato dalla nostra terra che solo chi cura la propria sopravvivenza da spazio all’evoluzione.
    può sembrare brutale ai nostri occhi, ma saremo noi in grado d’essere migliori della natura (cioè della Vita)?
    certo gli immigrati potrebbero essere aiutati, per davvero, in altro modo. ma probabilmente c’è chi non vuole lasciare loro la propria dignità.

    a me personalmente non tocca il fatto che noi veneti veniamo etichettati come razzisti. è pur vero la nostra ‘diffidenza’ è alta, ma non si tratta in realtà di diffidenza, è piuttosto un ‘dare tempo al tempo’.

    ho comunque un dispiacere nel vedere la terra e il popolo di quello che era il ricco regno borbonico ridotto in questo stato attuale… ovviamente per gran merito dei savoia e della neo repubblica italiana che hanno ben orchestrato i vari popoli della penisola affinchè si odiassero tra loro.

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  2. Anguro ha detto:

    Un articolo con le palle. Complimenti!!!

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  3. Francesco ha detto:

    Hai ragione! Anche perché al Nord vengono sfruttati direttamente gli Italiani con contratti di lavoro del cavolo che non ti permettono di guadagnare neanche quelle tre euro l’ora!!! Qual’è lo sfruttamento? Quello del lavoro nero? Oppure anche lavori con regolari contratti di una settimana, con i datori di lavoro che ti promettono mari e monti , ti fanno lavorare 12/13 ore al giorno e alla fine della settimana ti rimandano a casa? Riflettiamo bene, prima di scrivere un articolo del genere, sul significato della parola “sfruttamento”.

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  4. Eugenio ha detto:

    OTTIMO Articolo ,che ci fa capire bene come è la situazione al SUD ,per quanto i Veneti Razzisti ,solo vogliono restare maggioranza a casa loro conservare le loro tradizioni e la loro Lingua..e questo sarebbe Razzismo? quale Popolo vorrebbe diventare una minoranza a casa sua? deve essere un POPOLO di Coglioni …..

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  5. PierV ha detto:

    io darei la cittadinanza veneta a questo romano!

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  6. Michelangelo ha detto:

    Ottimo articolo! Finalmente i dati per la verità. Su una sola affermazione non sono d’accordo laddove si scrive “Tasse allo stato….. Diventano schiavisti per necessità”. Già gli agricoli di tasse ne pagano poche al nord, figurarsi al sud dove l’evasione è al 100% (ufficialmente è al 60% ma se al denominatore togliamo gli statali avremo che i rimanenti evadono al 100% o giù di li). Del resto più avanti ammette che “l’assenza delle ispezioni” sugli immigrati irregolari esiste; figurarsi quelle sulle tasse dei propri correligionari, dico io.

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  7. pietro ha detto:

    Premetto: sono un pugliese che.vive, anzi, abita in Veneto.da un po.di.anni. Ho.girato tanto e nn ho problemi di.socializzazione. Ma solo in Veneto non ho amici. Anzi, non li voglio. Patetici, permalosi, attaccati ai soldi. La mia vita é un inferno li. Cibo di merda. Per non parlare del clima, piove sempre. É vero, é efficiente, forse più di altre regioni. E allora? Chissenefrega! Ora sarà un posto ricco in termini di pil, ma povero sotto ogni altro aspetto.
    Di sers non c‘é un cane per strada. Tutti a casa. Chi ha paura non esce mai. Infatti i Veneti hanno paura. L‘oggetto delle loro paure (prima i meridionali, ora gli immigrati) é lo stesso nemico contro cui i politici fanno campagna elettorali. Hanno chiaramente visogno di un nemico comune contro cui lottare.
    Voi veneti mi state sui coglioni. Date ragione a qualunque interlocutore pur di non mettervi in gioco. Vi divertite con quei giochi goliardici del cazzo che fate solo se siete ubriachi perché avete tanti di quei blocchi mentali che solo da ubriachi li superate.
    Passate le domeniche a lavare l’Audi o la Mercedes.
    Questo é un inno di odio verso una regione inutile, umida, fredda….adesso qualcuno si difenderà portando, come al solito, il lavoro, il pil, le fabbriche…..

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    • AdminVivereVeneto ha detto:

      Mi dispiace che tu ti trovi male tra la mia gente e nella nostra terra. Ovviamente non condivido la tua analisi, ma sono opinioni e ognuno ha le sue.
      La prima cosa che mi viene in mente è di augurarti di poterti trasferire al più presto in un luogo più ameno e popolato da gente che tu reputi più affine a te.
      Certamente ti sarà difficile avere l’amicizia di gente che non ami; il simile va col simile, qui come in ogni posto sulla terra.
      Dovresti comunque apprezzare un popolo che ti accoglie e ti rispetta (non hai mai detto il contrario), anche se tu hai così poca stima di lui.
      Tre pensieri per concludere.
      a) Il Veneto è di gran lunga la regione con più arrivi turistici. Non deve essere poi così male come posto. Non credo che i turisti cerchino posti con brutto clima e pessimo cibo.
      b) Che la gente resti a casa e che ci sia poco movimento serale è un fatto. Da questo a dire che i Veneti non si divertono ce ne passa, si divertono eccome, garantisco.
      c) Se dovessi ancora scrivere su questo blog, cosa che ci auguriamo, cerca di usare termini più consoni al civile dibattito. Il turpiloquio da queste parti non è gradito.

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    • fabio quadrinj ha detto:

      Posso condividere e immedesimarmi nella tua situazione perché e’ anche la mia. Ma ogni ricordo che qui ci sono venuto di mia volontà e nessuno mi tiene alla catena. Per cui ti consiglio di coltivare i tuoi progetti ed andartene quando saranno maturi. Nessuno piangerà per la tua scomparsa ma avrai la grande soddisfazione di aver celato sempre la tua vera natura, cosa che ti ritiene estraneo, ritiene indispensabile conoscere. Buona fortuna!

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