Integrazione? Impossibile …..

Saggino di antropologia culturale ad uso dei ”perplessi buonisti”

di Massimo Tomasutti

ImmigratiOgni immigrato, da ovunque provenga, è un ”portatore” genetico ed epigenetico della sua specifica storia e civiltà. E’ ”questa” la questione-cardine del problema. L’immigrato, migrando, non solo soffre della perdita di tutto il suo bagaglio affettivo primario (lingua, ambiente, amici, alimentazione) ma soffre altresì del fatto che non potrà, in nessun modo, assumere una ”identità” altra, fatta del suo complesso bagaglio affettivo e culturale, se non in maniera del tutto esteriore, ossia ‘fingendo’ di averla assimilata.

Da ciò si deduce che la parola ”integrazione” è una parola vuota di senso antropologico oltre che biologico. La differente ”fisicità” è oggi una delle tante cause del disagio degli italiani costretti a con-vivere nella propria ”casa” con gli extracomunitari e/o clandestini stranieri. Non ci si potrà percio’ mai ”identificare” con gli africani (e loro con gli europei), proprio a causa della differenza fisica.

diversitàIl rapporto fisicità-personalità è dunque di primaria importanza. Per ”noi” è dunque difficile capire ”loro” attraverso il corpo, la mimica, la gestualità, la voce, ecc… Questa è la grande legge della Natura: ogni DNA è diverso e unico. Se si verificasse scientificamente questa ereditarietà culturale tra popolazioni ”africane” ed ”italiane” si metterebbe implicitamente in discussione quell’ugualitarismo, quel buonismo e mondialismo che costituisce oggi la meta finale di una certa ideologia ”sinistra”, prona alla distruzione globale di valori, modelli ed identità secolari europee.

Le norme culturali non si possono, quindi, tanto facilmente modificare e/o apprendere, così come pensano certi teorici nostrani dell’immigrazione incontrollata e caotica. Le abitutini culturali appartengono alla struttura profonda della personalità dei popoli, detta ”personalità di base”, ed è impossibile cambiarla o eliminarla senza distruggerla (è forse ciò che si vuole?). La scomparsa delle popolazioni presenti in America al momento della Conquista, anche senza guerre, come per le popolazioni amazzoniche, è una delle tante prove di come i popoli si disgreghino e muoiano quando sono ”costretti” a subire l’impatto devastante di altre abitudini culturali senza potervi efficaciemente reagire o quando sono i propri ”governanti” che li costringono a perderle, vero Pd e Sinistra buonista?


Bibliografia minima:
– Ruth Benedict, Modelli di cultura, Feltrinelli 1960.
– Desmond Harris, L’uomo e i suoi gesti, Mondadori 1978
– Magli Ida, Dopo l’Occidente, Rizzoli 2012
– Opler Marwin, Culture and Mental Health, New York 1958 (rist. 2000)
– Mumford Lewis, Tecnica e Cultura, Il Saggiatore, Milano 1982

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9 risposte a Integrazione? Impossibile …..

  1. Ben ha detto:

    Massoneria sionista del Bildenberg, assassini PERMANENTI nel mondo, il VATICANO ormai fuori controllo e senza una linea CATTOLICA di comportamento, ed infini la FECCIA DEL MONDO al pari del BILDENBERG i COMUNISTI (per comunisti intendo tutti coloro che pensano di poter integrare o MEGLIO IMPORRE A NOI DI INTEGRARCI CON ESSERI che non hanno niente in comune con noi salvo per le esigenze fisiologiche di mangiare, defecare, respirare…per il resto sono lontani milioni di anni luce dalla nostra cultura….imporci la presenza di questi individui ha solo lo scopo di distruggere NOI, ONESTI LAVORATORI PACIFICI…per fare spazio ad una sottocultura DOMINABILE, senza leggi e i ricchi DOMINERANNO e detteranno le loro leggi….ma non ce la faranno….

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  2. roberto ha detto:

    perfetto l’articolo. esattamente quello che penso.
    inutile girarci intorno.
    siamo difronte ad una invasione programmata a norma di legge.
    chi forza i confini e i posti di blocco (come sta accadendo in ungheria p.e.) sta commettendo un atto violento, è quindi invasore.
    ma questo tipo di invasione vogliono farcela passare per buona perchè ‘pacifica’ (dicono i ‘grandi’ della ue).
    invece si tratta di una bella e buona violenza (visto che si tratta di imposizione, senza se e senza ma, non solo psichica ma anche concreta) nei nostri confronti.
    c’è chi si impone con le armi e c’è chi si impone con la manipolazione in nome della ‘non violenza’ o più esplicitamente ‘il poveretto indifeso’. è pura manipolazione.
    questa porta risultati certi e comunque dannosi perchè chi la usa è un ”usuraio del sentimento umano della pietà” ma andrebbe condannato. politico o invasore che sia.
    quando hai le scarpe rotte non vai dal parrucchiere, quindi le guerre che sono in africa vanno risolte in africa. ma i governi occidentali hanno tutto da perdere.

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  3. Roberto ha detto:

    Io sono d’accordo di rispedire a casa chi è giunto qui illegalmente quindi senza avere già un lavoro e senza visto e che non sia in pericolo di vita nel suo paese per ragioni di pensiero o perché abbia sentenza di pena di morte. Chi è in REALE pericolo di vita (e non presunto o supposto) o è venuto regolarmente con regolare visto per permesso di soggiorno di lavoro può rimanere con i relativi limiti imposti dalla legge.
    Per quanto concerne l’integrazione, non sono d’accordo con l’articolo. Conosco persone perfettamente integrate e meritevoli di ottenere la cittadinanza. Molte di queste l’hanno ottenuta. Rispettano le nostre leggi, i nostri usi e costumi, hanno adottato con gli amici “indigeni” (io sono un indigeno) usi e costumi ma nelle loro famiglie adottano ancora i loro usi e costumi. I loro figli spesso non adottano più le tradizioni familiari ma sono perfettamente integrati negli usi locali. Vanno a sagre paesane, fanno volontariato e parlano anche Veneto fluentemente. Per me questi sono Veneti.

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    • Paolo Pero ha detto:

      1) Come fa uno ad arrivare qua con già un lavoro? Assumeresti una persona senza prima conoscerla? Un conto sono i rari casi in cui il curriculum parla da solo, ma per la massa dei lavoratori è un discorso che non funziona.
      2) Se uno ha una sentenza di morte che pende sul suo capo può pure essere per un motivo “valido” (sempre se esiste un motivo valido per condannare a morte qualcuno)…
      3) Più che Veneti direi che questi integrati sono Veneti in stato embrionale. Servono generazioni per creare veri veneti (parlo di tempo; non di incroci, che non sono strettamente necessari allo scopo… ovvero un mezzo veneto mezzo altro potrebbe essere meno veneto nella testa di un 100% altro)

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  4. PierV ha detto:

    Sono d’accordo con l’articolo. E per esperienza personale confermo.
    Aggiungo che tanto più il soggetto appartiene a una cultura vicina tanto più potrebbe integrarsi facilmente. L’integrazione comunque non è impossibile, certo popolazioni dell’area africana o mediorientale è più complicato, e ci vuole sicuramente già nella sfera motivazionale individuale una forte predisposizione ad accogliere la cultura e la società che va ad abbracciare vivendoci.
    In termini numerici a mio avviso riguarda una parte minoritaria della valanga umana che arriva.
    E comunque non stupiamoci piu’ di tanto, chiediamoci anche quanti veneti abbiano a cuore l’identità veneta e si prodigano per difenderla dai continui attacchi da parte degli italiani.
    Nell’articolo si parla in generale di popolazione italiana, se si intende tutte le popolazioni che abitano l’area geografica italiana, direi anche che lo stesso problema di integrazione può esserci tra un campano in veneto o tra un sudtirolese in sicilia (figuriamoci ! )

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  5. Eugenio ha detto:

    Concordo con quello che è scritto in questo ARTICOLO..

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  6. Massimo Tomasutti ha detto:

    Grazie a tutti per l’apprezzamento e grazie a Vivere Veneto di avergli dato spazio. Un forum sempre più fondamentale per far maturare la consapevolezza storica e culturale dei ”buoni” veneti. Grazie.

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  7. Pingback: SIAMO TUTTI METICCI. PAROLA DI MINISDRA ROSSO-NEGRA. - Pagina 69

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