PERCHE’ L’INDIPENDENZA NON E’ SUBITO E VELOCE

tratto da una conversazione con Silvano Mondo Libertario

….perchè servono un bel po di anni per mettere tutto in pratica?

View taken on Oktober 6, 2008 shows elderly people sitting on a bench facing the Lake Garda in Bardolino, northern Italy. The Garda Lake is the largest Italian lake, situated at the foot of the Alps and is a major tourist destination. AFP PHOTO DDP/ OLIVER LANG GERMANY OUT (Photo credit should read OLIVER LANG/AFP/Getty Images)A cominciare dalla cosa basica, la Cultura Indipendentista Veneta: Un ipotetico referendum non avrebbe quorum, quindi sarebbe valido anche se votano solo 15 persone, e chi va a votare secondo voi un simile referendum… se non solamente quelli già convinti o comunque pensanti?

La cultura indipendentista deve diffondersi sulla maggior parte della popolazione e questa cultura al momento non c’è a sufficienza.

In Veneto su 4 milioni di elettori:

  • almeno 1.4 milioni sono pensionati, ad esempio, ad un pensionato che teme di perdere la pensione “italiana” che già ha per avere “forse” una pensione veneta, non gli frega nulla di nulla ora come ora, e stiamo parlando di almeno il 25% degli elettori.
  • Milano, 09 novembre 2006; Ufficio Anagrafe; Sportelli; foto di © Massimo Viegi / Emblema - Pubblico Impiegoaggiungiamo poi i dipendenti pubblici e para-pubblici di ogni ordine e grado, già ci avviciniamo a cifre oltre il 40% di gente che non ha interesse all’indipendenza per mero tornaconto o semplice paura.

quindi tornando al discorso iniziale, prima di fare l’indipendenza, bisogna costruire la cultura indipendentista basata su un progetto serio e facilmente spiegabile a tutti,  questo processo necessita di anni e anni.

cultura6Il partito indipendentista scozzese ci ha messo 20 anni ad arrivare dove è arrivato, e parliamo della Scozia, regione con un fortissimo senso identitario. Senso che in veneto ora è quasi del tutto assente !

Tiratene voi dunque le debite conseguenze….. e cominciamo a lavorar su progetti seri, di lungo termine, non più sul fumo e sulle chiacchere !

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28 risposte a PERCHE’ L’INDIPENDENZA NON E’ SUBITO E VELOCE

  1. Riccardo ha detto:

    Non sono d’accordo, il progetto di Indipendenza segue quello di autonomia degli anni 80, un seguito al permanere di uno stato di instabilità e terrorismo burocratico si è fatto forte un comune senso di distacco dalle istituzioni italiane a favore di un ” seppur debole ” sentimento di appartenenza alla comunità Veneta.
    In seguito ai fallimenti economici causati dallo stato italiano e all’infiltrazione di soggetti corrotti e mafiosi dal resto dell’ italia e alla diffusione delle mele marce a livello locale la gente ha gia’ individuato la soluzione di una autonomia ; quello che è il difficile , invece , è far capire che l’autonomia sarebbe fatale in quanto gestita da poteri massonici/mafiosi/ o semplicemente napo-romani.
    Siamo più avanti di quanto pensiamo basta far scattare la molla.
    Riccardo

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  2. StefanoZzz ha detto:

    Non mi sembra vi sia così tanto menefreghismo, forse meglio c’è scarsa informazione in merito, per questo ringraziamo Stampa e TV nazional-italici… Quando si parla con la gente cui si chiede se vorrebbero l’indipendenza l’80% risponde: “magari” o “non te la daranno mai”
    Comunque è pur vero che oltre all’informazione è necessario creare coscienza,convicimento, maturare l’idea e da quel che vedo sento in giro, siam sulla bona strada… Pace e bene

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  3. Roberto ha detto:

    chi scrive queste fesserie è il più vile e lurido servo dello stato italiano, da cui prova quasi paura a volersi distaccare, molto probabilmente per malcelati interessi personali, forse solo per ignoranza e distacco dalla realtà. Guarda caso sono gli stessi discorsi della Lega che da quasi un trentennio usa lo stesso metodo del bastone e della carota proprio per ammansire il popolo veneto e continuare a farsi i propri sporchi interessi proprio con l’odiato (ma solo a parole) stato italiano. Queste parole testimoniano il fallimento completo ed i totale distacco dalla realtà propri di un inconcludente movimento venetista a trazione leghista e paraleghista

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      Roberto i tuoi toni sprezzanti son poco rispettosi dell’opinione altrui….. evidente che preferisci chi dal 2012 continua a proporre che tra 6-12 mesi saremo indipendenti. Salvo non esser capaci di proporre uno straccio di progetto e/o architettura istituzionale x convincer la gente che non è sol che fumo.
      Liberi di nutrirvi di fumo….

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  4. Eugenio ha detto:

    MI sembra che chi abbia scritto questo Articolo dice cose abbastanza REALISTE, Certamente nell’INDIPENDENTISMO il Fattore Economico è molto Importante ,ma secondo mè lo è di piu il fattore IDENTITARIO ,se attualmente il VENETO ha circa 5 Milioni di abitanti ,di cui solo 1 milione e mezzo di veri VENETI ,il resto sono ITALIANI ,Non capisco di quale Cultura VENETA si parla ? è la Maggioranza che impone la sua Cultura alla Minoranza ,poi con l’attuale INVAZIONE di persone di Tutto il MONDO ..ne vedremo delle Belle ..sullo scorso REFERENDUM SCOZZESE ,Mi sembra che abbiano perso per pochi Voti ,e li sembra che vi abbia giocato il fattore Economico ,tenendo conto che li sono un Popolo con un forte senso IDENTITARIO (essendo ancora in gran maggioranza nel loro Paese ..gli Stranieri residenti in quel Paese ,sembra che non abbiano Votato il Referendum ..Quindi se vogliamo salvare la nostra storia e la nostra Cultura ,mi sa che dobbiamo Chiedere le RISERVE VENETE ,Insomma ..non vorrei essere Pessimista ,ma mi sembra che stiamo facendo la fine degli INDIANI D’AMERICA …(Chissa l’amico MILLO che ne pensa?)

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      Eugenio la tua analisi è buona, certo tu valuti come Veneto solo chi ha radici Venete…. invece dovremo pensare a una nuova veneticita, sicuramente meno “puta”, più inquinata ma che affonda comunque le radici nel florido terreno passato imparando e assorbendo quello che siam stati e che potremo essere ancora.
      VENETO È CHI IL VENETO FA !!!

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      • Eugenio ha detto:

        SILVIO IO ho detto solo la mia opinione ,ma ti ripeto che è la Maggioranza che si impone sulla Minoranza ,(quando si parla di Cultura tradizione ecc) Per quanto riguarda la Teoria del ”VENETO E’ CHI IL VENETO FA” Se non sbaglio l’ha inventata un certo LUCA SCHENATO che è Fuggito in SVIZZERA ,poi in una sua intervista vuole andare in un altro paese (insomma questo qua ‘ ogni paese che cambia si sente Svizzero ,Nigeriano ,giapponese ,americano ,Insomma un adeguamento al vecchio detto ”ITALIA O SPAGNA Basta che se Magna!..Comunque ..Auguri!

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      • Silvio Fracasso ha detto:

        Eugenio le parole e i concetti che si discutono prescindono da chi li esprime 😉

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  5. roberto ha detto:

    purtroppo è così.
    mancanza di cultura e irrinunciabilità agli interessi sporattutto economici (ognuno nel suo piccolo).

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  6. Erica ha detto:

    Analisi interessante ma le condizioni socio-economiche dei veneti non sono mai state così drammatiche e mai l’italia è stata così vicina al default. Non c’é molto tempo a disposizione per “informare e far cultura storica e indipendentista” Sono giunta alla conclusione che non esista via politica per arrivare all’indipendenza (la politica è sempre manovrata dal sistema italia) ma solo la via giuridica, e il caso delle Venezie è giuridicamente diverso da quello di Catalogna e Scozia che invece necessitano di una secessione per via politica.

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  7. Zorzi Lev.or.ato ha detto:

    QUESTO ARTICOLO MI PARE ANTIMARCIANO
    L’ articolo qui sotto, forse involontariamente, porta una “polpetta avvelenata” pur evidenziando argomenti di un certo fondamento. La cosa che non si dice, creando non poca incertezza e confusione è il fatto della eccezionalità forse irripetibile del momento storico che stiamo vivendo.
    Non penso di essere il solo a cui appare lampante che è proprio una consultazione popolare sull’argomento (che non vuole dire certo indipendenza subito e raffazzonata) è il vero inizio istituzionale di un percorso democratico di autocoscienza collettiva che potrebbe portare alla tanto agognata autodeterminazione del Veneto.
    Non è un “pericolo” o un peccato mortale far esprimere i Veneti.
    Non vi è dubbio che questo consultazione, potrebbe essere una iniziale sconfitta in termini numerici, ma sarebbe sempre un primo passo “biblico” per un cambiamento epocale di mentalità e prospettiva.
    Questo, chi ci amministra, e chiaramente desidera restare saldamente al comando, lo sa anche troppo bene.
    Il limbo del dubbio accomuna chi non vorrebbe cambiare niente e anche chi urla e ostenta falsa volontà di cambiamento salvo poi temporeggiare anche sul passo di promuovere una semplice consultazione per chiamare ad un parere i cittadini.
    Far votare il popolo sembra essere quasi diventato un atto rivoluzionario, un delitto irresponsabile e l’imbroglio sta diventando quasi comico.
    Aggiungo che personalmente non avrei neppure la minima paura di accettare democraticamente un esito della consultazione diverso dalle mie aspettative.
    Non voglio analizzare l’articolo pensando che sia un artifizio propagandistico anti Marciano, ma ci sono diverse cose che non tornano non mi piace quando scrive in tono roboante: “ cominciamo a lavorar su progetti seri, di lungo termine, non più sul fumo e sulle chiacchere ! “
    Ancora si afferma: “…senso identitario. Senso che in veneto ora è quasi del tutto assente !”
    Parrebbe che l’unica comunicazione certa che vuole trasmettere è dubbio, paura, una sottile insinuazione poco fraterna salvo poi non dare sbocchi se non sconsigliare il referendum. Viene anche da domandarsi: Ok facciamo tutti i progetti le commissioni, gli studi,” i tavoli “, facciamo crescere la cultura etc. etc….ma perchè tutte queste lodevoli iniziative escluderebbero o sarebbero in antitesi con il referendum?

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    • roberto ha detto:

      mi permetto un’osservazione:
      è pur vero che è bene non instillare dubbi, ma è altrettanto vero che non si deve condurre la gente a guardare le cose con dei filtri agli occhi (anche se si tratta di amore per il proprio popolo).
      l’articolo a me pare più che obbiettivo, privo di giudizi… praticamente ha ‘tirato la linea’ alla fine degli addendi per calcolare la somma.
      se il risultato è poco lodevole ne dobbiamo prendere atto. piaccia o non piaccia (pure a me non piace).
      è necessario, da parte nostra, essere sinceri e onesti nelle osservazioni e sucessive valutazioni, altrimenti non cambieremo mai questa fallace mentalità (‘prolunga’ della modalità d’osservazione italiana basata sul falso).
      l’identità non si proclama (come da 150 fa l’italia).
      l’identità o c’è (quindi non ha bisogno d’essere proclamata. spazza via tutto da sola) o non c’è (e per imporsi deve necessariamente forzare le menti).
      nel caso in cui l’identità (ma anche cultura, storia ecc.) c’è ma è stata reclusa con l’inganno nel dimenticatoio per generazioni… mi pare ovvio che c’è bisogno di tempo, pazienza e soprattutto determinazione di quei pochi veneti per far riprendere coscienza ai molti.
      ne sento tanti di veneti che, quando accenno alla nostra cultura veneta, cadono dalle stelle… ”ma cosa dici”, mi dicono, ”è per merito dell’italia che oggi abbiamo tutto questo. cosa credi che siamo capaci di fare noi soli veneti?”.

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  8. Marco D'Aviano ha detto:

    Non mi aspettavo di trovare in Xorxi Levorato un gigante per questo suo commento pieno di buon senso e lungimiranza, ma mi godo la sorpresa e mi tolgo tanto di cappello… complice il nanismo di un certo “Mondo Libertario”?

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  9. Ugo Comparin ha detto:

    A grandi (…….) grandi linee potrei essere anche d’accordo……..Su una cosa però non concordo minimamente: sui tempi. E’ già stato speso troppo tempo in vari e svariati tentativi, anche i più improbabili. Adesso basta. Non vorrei che dandoci tempi medio-lunghi, la tanto agognata INDIPENDENZA la raggiungessero i nostri nipoti o pronipoti anzi che i nostri figli. La storia corre.

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  10. Lorenz ha detto:

    Sembra tanto un articolo da imbonitore per la tutela degli interessi stranieri in Veneto.

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      direi più realistico che altro! poi è chiaro che è piu comodo illuder la gente che fra 6-12 mesi si sarà indipendenti….quale miglior e subdolo modo questo x inbonire?
      meditate gente…. meditate….

      P.S.: saran giá 5 anni che sento la manfrina del referendum e indipendenza tra 6-12 mesi, che ci sia qualcosa che non va? 😉

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    • Lorenz ha detto:

      Le repliche ai commenti dei lettori fatte dall’autore dell’articolo mi ricordano l’ambiente scolastico con l’insegnate che non ammette repliche alla sua “verità”. Bacchetta chi osa contraddirlo ed elogia chi dimostra di aver capito.

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      • Silvio Fracasso ha detto:

        se vuoi faccio a meno di rispondere. Liberta di opinione sta nello scambiarsi le idee…. poi se io scrivessi unicamente per elargire verita come tanti fanno, probabilmente farei altro, non mi appartiene.

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      • Silvio Fracasso ha detto:

        siccome il darmi dell’imbonitore è assolutamente il contrario di quello che sono, visto il mio impegno e tutto il tempo che dedico….
        ti assicuro che da imprenditore con una decina di operai mi converrebbe unicamente seguire il mio lavoro. Potrai dare dell’imbonitore a chiunque tranne a me.

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      • roberto ha detto:

        non vorrei essere scortese ma l’insegnante che non ammette repliche alle proprie verità (il suo primo commento appena qui sopra) lo sta facendo lei.
        è ovvio che tutti abbiamo delle idee e ci teniamo a difenderle, ma questo è differente da ‘sentirsi professori’. questi si distinguono subito da come tengono alto il naso.
        chiaramente questa mia ironia non è un riferimento ne a lei ne all’autore dell’srticolo.

        però vorrei capire cosa intende con ”Sembra tanto un articolo da imbonitore per la tutela degli interessi stranieri in Veneto”.
        quali interessi? da cosa le risulta tutta questa macchinazione imbonitrice?
        grazie.

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    • Lorenz ha detto:

      Se non ha ancora capito quali sono gli interessi stranieri in Veneto credo sia inutile risponderle !

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      • Silvio Fracasso ha detto:

        sig Lorenz aspettiamo suo articolo che ci delucidi gli interessi stranieri in veneto e la specifica su come noi saremmo implicati e potremmo avere vantaggio dal non far indipendenza.
        È ora di finirla con questo complottismo e vittimismo di chi non fa che lamentarsi e criticare. Proponete e attivatevi , non vi è altra strada da fare

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      • roberto ha detto:

        buongiorno lorenz,
        io non volevo essere scortese ma dal suo tono pare che lei voglia esserlo nei miei confronti (sbaglio?).
        tuttavia le rinnovo la mia domanda in forma differente ma la sostanza è la stessa:
        non sono gli interessi specifici che l’italia ha su di noi che mi interessa conoscere ma dove vede la relazione imbonimento-interessi che lei ‘legge’ nell’articolo e a quali interessi in particolare, l’articolo, si riferisce (o lei presume si riferisca).
        tutto ciò per semplice amor di chiarezza.
        più ci parliamo esplicitamente e più è semplice arrivare a soluzioni.
        credo sia la strada migliore piuttosto che ”dire per non dire”.

        questo astio tra veneti è solo manna per l’italia (una riflessione sulla sua risposta ”Se non ha ancora capito quali sono gli interessi stranieri in Veneto”).

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    • Lorenz ha detto:

      Non pensavo di provocare tanto turbamento per aver dubitato sulla genuinità delle Vostre convinzioni e per questo mi scuso. Devo dire però che ho trovato l’articolo ambiguo e per certi aspetti fuorviante. Cosa vuol dire “un ipotetico referendum non
      avrebbe quorum”, forse si intendeva dire “non raggiungerebbe il quorum ” nel senso che il numero di votanti sarebbe inferiore al 50%. Le regole per il referendum però sarebbero in questo caso dettate dalla Regione che potrebbe ritenere non necessario applicare il quorum come è già pratica nei referendum di altri paesi. Negli anni scorsi sono stati fatti diversi sondaggi anche da istituzioni superpartes sull’eventuale volontà di votare per l’indipendenza e tutti hanno dato vincente il sì con una percentuale ben superiore al 50%. Smuovere le acque sarebbe compito delle istituzioni venete, in primis l’assemblea regionale, che però come ben sappiamo amano il quieto vivere e i privilegi di casta.
      Ovviamente anche una vittoria referendaria non implicherebbe alcunchè di immediato ma rappresenterebbe un punto di svolta nei rapporti con Roma e la possibilità di iniziare un percorso di autogestione del nostro territorio.

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      • roberto ha detto:

        eccomi qui,
        la ringrazio per la risposta.
        non c’è stato, al meno da parte mia, un ‘turbamento’ causato dai suoi dubbi. non capivo la relazione ‘imbonimento dell’autore / interessi italiani’ ai quali lei alludeva.

        stando in tema referendum e la sua gestione, questo non darebbe ai veneti alcuna possibilità per ottenere l’indipendenza (come dice l’articolo, ma su questo punto mi pare che anche lei sia d’accordo).
        per quanto riguarda il quorum, e vero quanto lei scrive:
        ”Le regole per il referendum però sarebbero in questo caso dettate dalla Regione che potrebbe ritenere non necessario applicare il quorum come è già pratica nei referendum di altri paesi”.
        resta comunque valido il buon senso, almeno per me, che regione o altri stati prendono sottogamba.
        p.e. se una regione non dovesse ritenere valido applicare il quorum, e alle votazioni si presentassero un pugno di persone tutte votanti lo stesso ‘colore’, non mi pare corretto dire che quello sia il risultato ‘popolare’ (è successo quasi la stessa cosa a noi nel 1866 dove praticamente hanno votato le milizie italiane, entrate in casa nostra, visto che i veneti non volevano far parte al plebiscito). ne tanto meno può essere applicato ‘democraticamente’.
        un esempio odierno è il referendum fatto in alto adige (simile a quello fatto da plebiscito.eu solo che quello nostrano era unicamente online).
        su circa 400 mila lettere di invito a partecipare al referendum spedite a casa, i votanti erano solamente poco più che 60 mila con un risultato di poco superiore al 90% a favore della secessione.
        sicuramente una buona percentuale… se presa a sè stante.
        infatti, dire il 90% di 400 mila è ben differente che il 90% di 60 mila.
        oltre tutto erano stati avvisati tutti gli abitanti dell’alto adige mezzo posta, ed era possibile partecipare al referendum sia par lettera che per sms e infine tramite internet, quindi c’erano possibilità multiple rispetto a noi veneti.
        eppure gli organizzatori si sono dichiarati soddisfatti. ‘non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’.
        non ammettere quello che oggettivamente accade fa parte della ‘politica italiana’ (anche se si tratta di sud tirolesi la cosa non cambia. l’uomo, a qualsiasi nazionalità appartenga, è preda degli interessi personali e quelli offerti dalla ideologia, cioè la politica).
        risultato?
        nessuno ci ha guadagnato.

        tornando al nostro,
        un referendum di questo tipo non è per noi efficace.
        potrebbe (vista la scarsa presa di coscienza veneta preferisco usare il condizionale) forse servire ai veneti per farli accorgere che c’è qualcosa che bolle in pentola.
        a me pare uno spreco di soldi e energie (anche se ho donato degli euro per affrontare le spese del refernedum) visto che saranno solo 4 gatti a sentire parlare per la prima volta di referendum veneto, e di questi 4 ne resteranno forse due. gli altri 2 se ne dimenticheranno il giorno dopo.
        forse a lei pare che mettere in discussione il referendum vada a vantaggio dell’italia. può essere, però tenga anche conto che la nostra intenzione non è favorire l’italia, ma riportare il buon senso in un popolo che ha dovuto dimanticarlo da almeno 200 anni.
        forse tanti danari e forze sarebbe meglio spenderli nel far prendere coscienza ai veneti. valorizzando cioè cultura, arte, storia, il tutto attraverso la nostra lingua (che mi coà no go fato). venia.

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  11. pono ha detto:

    L’articolo parrebbe portare alla inevitabile conclusione che sia ” meglio non far esprimere i veneti sul tema perchè se lo facessimo l’indipendenza non passerebbe” . E conseguentemente lavoriamo per rafforzare l’identità veneta promuovendo lingua, storia cultura veneta.
    A mio parere celebrare il referendum sarebbe di per se un enorme passo avanti verso l’indipendenza del veneto anche se non si raggiungesse l’obiettivo. Primo perchè affermerebbe il diritto all’autodeterminazione del popolo veneto e il diritto democratico di esprimersi . Secondo perchè sarebbe una fenomenale occasione per porre il tema all’ordine del giorno di tutti i media e gli ambienti veneti e non solo veneti e una presa di coscienza dei veneti della propria identità e dei propri diritti . Ciò non vuol dire che nel contempo non si possa fare cultura veneta. A tal proposito , considerando che in regione si è formato un inter-gruppo indipendentista maggioritario di 26 consiglieri su 50 chiediamo a costoro di :
    a) approfittare degli spazi di autonomia della nuova legge sulla scuola per introdurre lezioni di lingua veneta nelle scuole .
    b) Fare un programma di commemorazioni dei tanti eroi veneti , religiosi e laici , che hanno perso la vita nella difesa della Serenissima contro gli invasori francesi anche apponendo targhe e redigendo monumenti.Sono anni che non si fa più un monumento.
    c) Fare un calendario Veneto di manifestazioni di carattere nazionale ove chiamare tutti i veneti a raccolta in quelle importanti occasioni.
    d) Istituire luoghi museali ove spiegare ai giovani cosa era la Serenissima.
    e) Cominciare a tessere relazioni internazionali per affermare ora e ottenere il riconoscimento poi del Veneto
    Con quella maggioranza indipendentista e con quattro soldi Zaia e gli indipendentisti in Consiglio potrebbero fare tutto ciò. Forse manca solo la volontà. O il coraggio ?

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    • Silvio Fracasso ha detto:

      Complimenti penso sia questo il nocciolo della questione affrontato con maturità e consapevolezza. Il grosso problema sarebbe continuar a intender il Referendum come il momento decisivo e risolutivo. Sarà importante solo se inserito all’interno di una strategia e una serie di iniziative ben articolate come lei ha ben accennato 😉

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