E ora censurano il Leone!

da un articolo di Davide Guiotto su Il Mattino di Padova

La storia si ripete, a quanto pare.
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Leone fatto distruggere da NapoleoneUna delle prime iniziative intraprese da Napoleone, che alla fine del 1700 arrivò nelle terre venete devastando e depredando quanto trovava lungo il suo cammino, fino a portare alla caduta della millenaria Repubblica Veneta, fu quello di distruggere i Leoni di San Marco. Leoni presenti su tutto il territorio della Serenissima, dall’Adda all’Isonzo, e poi giù, fino alle Isole greche ed anche oltre, emblema non solo del prestigio politico plurisecolare delle istituzioni venete, ma anche segno distintivo di un’identità che per secoli aveva guidato la nostra gente, garantendo un destino comune di prosperità e buon governo per tutti i veneti, e non solo.

Veneti che per migliaia di anni erano stati Popolo, con buona pace di chi è allergico oggi a questa definizione, Veneti conquistati da quell’Attila (così si era autoproclamato il Bonaparte poco prima di intraprendere la sua campagna di conquista delle terre venete) che ha cercato di toglierne la forte identità che li caratterizzava.
D’altronde, per annientare un popolo basta privarlo della sua memoria storica e nel giro di qualche generazione quel popolo sparirà. Ben lo sapeva Napoleone quando fece distruggere una quantità enorme di Leoni di san Marco, e ben lo sa l’Italia, che fin dai sui esordi ha volutamente tenuta nascosta e censurata la storia veneta dai libri e dai programmi scolastici.
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Se da una parte Napoleone umiliava i nostri avi facendo scalpellare davanti ai loro occhi i bassorilievi raffiguranti l’emblema del Santo Patrono dei Veneti, dall’altro l’Italia ci umilia mostrandoci la Repubblica più longeva, che per secoli fu faro di civiltà, arte e cultura, come una delle varie repubblichette marinare, piccole parentesi storiche se paragonate all’Italia di oggi (dicono loro!).
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Cancellare la memoria storica, svilire e sminuire un’identità ancora forte sul nostro territorio – nonostante tutto e nonostante tutti – imponendo nuove ideologie a noi “foreste”. Ecco quanto si è tentato, e si sta tentando di fare anche oggi.

Il Leone oggi censuratoL’ultimo esempio ci arriva da Venezia (“città dei Veneti”): nell’atrio di Palazzo Ferro Fini, sede del nostro Consiglio Regionale, l’imponente Leone di San Marco è da giorni coperto dai pannelli raffiguranti immagini del cosiddetto “risorgimento” italiano. Un fatto emblematico, che indigna ma non sorprende. E’ uno schema che ormai conosciamo a memoria, l’ennesimo tentativo di umiliare chi invece ad essere umiliato proprio non ci sta più.

La misura è colma, e la Storia, quella vera, non si può più tenere nascosta.
Non saranno certamente quattro pannelli a fermare uno spirito che sta rinascendo e che ci ha visti risorgere molte e molte volte durante la nostra Storia. Anche davanti alla crisi di oggi, che non è solamente economica ma soprattutto morale e culturale, è proprio dai valori che quel Leone di San Marco rappresenta per la nostra gente che potremo trovare la forza per riscattarci e per costruire un nuovo futuro per noi e per le generazioni a venire.
La censura non potrà fermare la forza di un Popolo, ne’ riuscirà mai a cancellare quanto siamo stati.
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C’è da scommettere invece che quel Leone, oggi imprigionato dai simboli di un'”italianità-a-tutti-i-costi”, potrebbe presto ritrovare la forza per reagire, per riscattarsi e per tornare a segnare il destino futuro dei Veneti.
Prima di quanto credano…

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12 risposte a E ora censurano il Leone!

  1. Marco D'Aviano ha detto:

    Il racconto e le considerazioni di Davide Guiotto sono giusti, solo un’integrazione è da aggiungere. Nel 2011 ricorrevano i 150 anni dell’Unità d’Italia con la proclamazione di Vittorio Emanuele II a Re d’Italia da parte del parlamento di Torino. La Giunta Regionale del Veneto a guida Zaia decideva di non finanziare nessuna iniziativa di celebrazione al riguardo.
    A seguito di quel fatto, in Consiglio Regionale alcuni consiglieri di destra e di sinistra, tra cui Pietrangelo Pettenò, capitavano in Consiglio Regionale tenendo in mano tricolori e sventolandoli provocatoriamente davanti ai banchi dei consiglieri leghisti.
    Non paghi, fu il Presidente forzista del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato, ad organizzare la “mostra sul Risorgimento” nell’atrio di palazzo Ferro Fini, usando i fondi del Consiglio.
    Per dare enfasi al delirio nazionalista, gli organizzatori decisero di “oscurare” la statua del Leone di San Marco nella foto, coprendola con una sorta di scatolone, ai cui lati furono appesi i cimeli della mostra che, guarda caso, riguardava l’epopea veneziana di Daniele Manin negli anni 1848-49, perché… nel 1861 il Veneto se ne stava tranquillo sotto l’Austria e nulla fece per farsi annettere dal Regno d’Italia, neppure a livello di sfere intellettuali borghesi, che solo 5 anni più tardi divennero filo-italiane.

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  2. xTen ha detto:

    Lo sa anca i muri, ma lo dise anche la parola stessa che Ruffato xe pien de ruffa e tutta fuffa

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  3. Roberto ha detto:

    A no go parole da xontarghe parche’ le saria parolasse contro serti politici e lori dopo i me denuncia a me spese parche’ tute le casade e stronsade che i fa i le fa a ns spese.

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  4. pono ha detto:

    Chi conosce bene il governatore dovrebbe rivolgersi direttamente a lui. Altrimenti giochiamo sempre ai 3 bussolotti. Consiglio quindi a Guiotto di inviare il testo con lettera raccomandata al governatore e a tutti i consiglieri regionali indipendentisti aggiungendovi una conclusione un pò più indignata e chiedendo che tutto quello che ricorda il vergognoso risorgimento italiano e l’Italia venga rimosso.Sono certo che gli indipendentisti che sono 26 su 50 oltre al governatore e al presidente del Consiglio prenderanno immediati provvedimenti.

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  5. Ben ha detto:

    ahhahahah…proprio da zaia ci aspettiamo azioni a favore del GRANDE VENETO!!!! sono servi di roma ladrona….non rinnegheranno mai la loro servitù ai despoti romani…

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  6. Ugo Comparin ha detto:

    Senza dubbio quello che fanno (o meglio non fanno ) i famigerati consiglieri filo-indipendentisti lascia molto a desiderare……..Dovrebbe, quello di togliere certe schifezze da sopra il nostro leone, essere una cosa automatica……senza aspettare che siano altri a farla notare. Tutto questo dovrebbe far capire a molti, che razza di personaggi albergano nel palazzo del consiglio regionale. E poi……perchè delegare sempre gli altri…….certe cose possono farle anche la gente comune, se veramente le interessa.

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  7. Marco D'Aviano ha detto:

    Se non era chiaro quello che ho scritto sopra, l’articolo risale a 4 anni fa e ora il Leone è proprio come lo si vede nella foto dell’articolo, nella sua bacheca. Si parla, dunque, di cose del passato, che però è giusto ricordare. Altra cosa che nell’articolo manca è che in quei giorni un pacifico gruppo di signori veneziani, che ben conosco, si recarono in sala per esternare pacificamente il loro dissenso. Non avevano con sé nulla che potesse destare preoccupazione o dover essere autorizzato, parlottarono un poco con gli uscieri e poi se ne andarono a casa. Dopo qualche tempo, è arrivata al loro domicilio il verbale di una condanna penale per manifestazione non autorizzata. Avevano infatti correttamente consegnato i loro documenti in portineria di palazzo Ferro Fini, sicché la Questura ha potuto facilmente identificarli. Per ulteriori info, chiedete all’avvocato Lorenzo Fogliata, che li ha assistiti in giudizio… onestamente ignoro come sia andata a finire sta storia. Non aggiungo commenti, perché ognuno può farseli da sé.

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  8. Pingback: un veneto indipendente....tutto da guadagnare..ma proprio tutto - Pagina 147

  9. PierV ha detto:

    i peggiori e i più pericolosi sono i veneti tricoloriti !

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