Come si dice “Carpe Diem” in lingua veneta?

risposta di Alessandro Mocellin ad una richiesta da Oltreoceano

TraduzioniPubblichiamo volentieri questo scambio di mail, a beneficio di quanti non sono convinti della ricchezza della nostra antichissima lingua, al punto da lasciarla chiamare dialetto. La lingua Veneta dimostra in realtà di avere, per chi la conosce e la usa, una varietà infinita di sfumature e una enorme forza evocativa.

La storia nasce da una mail ricevuta da Raixe Venete, che la gira ad Alessandro Mocellin per una risposta. Ecco la mail in questione :

Da: H**v**C** <*************@hotmail.com>
Titolo: questione linguistica

I migliori saluti da C******, Massachussetts!

Vi sto contattando perché ho una questione linguistica. Ho collezionato l’espressione “Carpe Diem”, nel maggior numero di lingue e dialetti possibile e ce l’ho in 370 lingue.

Io vi prego di dirmi , come potete dire “Carpe Diem” in vèneto?

Carpe diem, letteralmente “cogli il giorno”, troppo liberamente tradotta in “cogli l’attimo”. Carpe in latino è la seconda persona singolare dell’imperativo carpo (“io colgo”), da intendersi in senso esortativo, mentre diem è l’accusativo singolare del sostantivo dies, che significa “giorno”.

Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: “quam minimum credula postero” (“confidando il meno possibile nel domani”).

Grazie per il tempo e l’attenzione che ha voluto concedermi.

Distinti saluti, Hans

ed ecco la risposta di Alessandro Mocellin

Gentile Sig. H**v**C**, su richiesta dello staff di RaixeVenete che mi ha inoltrato la Sua richiesta (e ci legge in copia), Le scrivo per rispondere alla Sua interessante questione linguistica, da Lei posta in data 22 agosto, sulla traduzione in lingua veneta per la locuzione latina “carpe diem”.

Nel merito, non c’è una traduzione tradizionalmente consolidata di tale espressione che, del resto, in Veneto si è fatta strada nella sua forma classica in lingua originale.

Tuttavia, le posso proporre la seguente traduzione (tenendo l’etimo originale di “diem” come giorno, in veneto “dì”): carpe diem > “brinca el dì” (IPA: /’briŋka el di/) [IPA = International Phonetic Alphabet, cioè alfabeto fonetico internazionale; N.d.A.] Il verbo veneto “brincar” (IPA: /briŋ’kar/) dà l’idea di prendere, catturare (è tipicamente usato con l’accezione di prendere qualcosa che fugge), con significato forte, non dissimile dall’inglese “seize the day” (o anche, in parte, dello spagnolo “tomar” e del francese “cueiller”), dove invece l’italiano, usando il verbo “cogliere”, conferisce un’accezione di maggiore dolcezza al gesto.

Una traduzione veneta forse più vicina alla versione moderata proposta dall’italiano su questa locuzione, sarebbe “suna el dì”, dove il verbo veneto “sunar” (IPA: /su’nar/) è lo stesso che significa “raccogliere” ed è usato in collocazione con i fiori e i frutti (sarebbe quindi, usando qui “sunar”, una lieve estensione di significato, quasi metaforico, del verbo originale).

C’è infine una terza opzione, che traspone in veneto il significato traslato della locuzione, più che il suo testo letterale. Se “carpe diem” significa in realtà “approfitta del giorno” (dell’oggi), si potrebbe tradurre in veneto “ciàpaghe rento al dì” (IPA: /’tʃapage ‘reŋto al di/. Il verbo veneto “ciaparghe rento (a calcosa)” significa “approfittare” oppure proprio “cogliere (un’occasione)”.

In breve, “brinca el dì” descrive meglio l’atto fisico del latino “carpere” (ed escluderei il “sunar el dì”), mentre “ciàpaghe rento al dì” descrive meglio il significato traslato di “sfruttare” (in senso molto positivo), “trarre un vantaggio”, “cogliere un’occasione”.

Lascerei a Lei la scelta tra le due opzioni, anche in base alla Sua preferenza tra traduzione del significato letterale (brinca el dì) e traduzione del significato traslato (ciàpaghe rento al dì).

Credo di poter dire però che, tra le versioni che Le ho qui proposto, quella che darebbe più carica ed entusiasmo al pubblico venetofono sarebbe “ciàpaghe rento al dì”, in quanto l’uso dei verbi frasali è un tratto tipico e molto gradito della lingua veneta.

La ringrazio molto per il Suo vivo interesse e sono a Sua disposizione per eventuali altre questioni linguistiche. […]

Cordialmente,
Alessandro Mocellin
[vicepresidente de l’Academia de ła Bona Creansa]  

Ci sembra inutile ogni ulteriore commento. Ringraziamo Raixe Venete e Alessandro Mocellin per l’opportunità offertaci di divulgare questo argomento.

Sarebbe auspicabile un confronto costante su temi simili, magari mettendo in essere, tra persone di buona volontà, un sito che si occupi specificamente di queste tematiche.

 

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2 risposte a Come si dice “Carpe Diem” in lingua veneta?

  1. Rosanna McFarlin ha detto:

    in Veneto asiaghese direi “Ciappa el giorno”

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  2. Roberto ha detto:

    Me vien in mente cueste:
    Chi gà tenpo no perda tenpo.
    Brinca el gaeo pa eà coa.
    Eà vita eà xe corta pa no fare na madona.
    Ma ghe n’è sicuramente altre de pì bee e pì compagne

    Mi piace

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