Veneti rottamati …. uno scenario reversibile

 di Luigina Pizzolato

Operai 80 veneto 1Per quanti di noi Veneti di qualche decennio fa, terminato l’esame di terza media, si spalancavano le porte della fabbrica? Meccanica, confezioni, conceria, edilizia, fonderia…Tranne alcuni privilegiati che proseguivano gli studi, migliaia di ragazzi andavano ad alimentare quella che veniva definita la ”locomotiva d’Italia”.

Anche chi si diplomava non restava poi a poltrire a casa, subito a lavorare, magari sottoccupato, ma inattivo sarebbe stata una vergogna non aiutare la famiglia. La fortuna del Veneto è stata costruita così negli anni, con il sudore, l’operosità degli imprenditori e l’ attaccamento al lavoro dei veneti, senza le provvidenze e sovvenzioni statali che foraggiavano altre regioni.

Operai 80 veneto 2Il nostro PIL era superiore a quello di molti Paesi più industrializzati. Il nostro export raggiungeva livelli record, quello della sola provincia di Vicenza superava quello della Grecia. Lo Stato si limitava a vampirizzare le nostre energie, le nostre risorse e si fregava le mani. Risorse che in minima parte tornavano in Regione sotto forma di servizi e benessere per i veneti. Denaro che finiva in mille misteriosi rivoli, tasche sconosciute, opere inutili e non finite, oscuri conti bancari che sarebbe inutile elencare, ognuno ne conosce a sufficienza.

Ora che i ragazzi lavoratori precoci, dopo decenni di fatiche, pensano di essere arrivati al momento di godere del meritato riposo, una legge varata in men che non si dica sbatte loro la porta in faccia: 60 anni sono troppo pochi per andare in pensione, non se ne parla nemmeno.

monti forneroC’è da sanare i conti dello Stato, il debito pubblico, ”ce lo chiede l’Europa”. Poco importa se chi è entrato in fabbrica a 14-15 anni si è spaccato la schiena, se non ce la fa più, se la ditta chiude per mancanza di commesse e lui è in mezzo a una strada. Un’altra legge, subito approntata, limiterà o toglierà garanzie e ammortizzatori sociali, il lavoratore anziano e sfruttato diventa un peso e lo Stato non è un ente assistenziale. Sicuramente non per i veneti, sempre considerati dei ricconi abitanti di una regione opulenta e benestante, quasi che qui i soldi li raccogliessimo dagli alberi. Dal varo della Riforma Fornero, che ha rovinato la vita a molti lavoratori, molte sono state le vicissitudini dei lavoratori.

Si è creata una nuova categoria, mai vista prima: gli esodati, gente che perde il lavoro ancora lontana dall’età pensionabile. Età che dal 2012 ha fatto un improvviso balzo in avanti anche di 10 anni in un colpo solo. Molti veneti, che speravano di essere in vista dell’ agognata pensione, si sono trovati e si trovano ancora in mezzo al guado, senza stipendio e senza pensione.

Italian Prime Minister Mattero Renzi (L) talks with Susanna Camusso (C), general secretary of Italian General Confederation of Labour (CGIL) union, during the Party of European Socialists (PES) congress in Rome, Italy, 01 March 2014. ANSA/ ANGELO CARCONII sindacati che già all’epoca quasi non aprirono bocca, hanno altre cause più pressanti di cui occuparsi, non ultimi i loro stipendi e pensioni d’oro. Nei mesi scorsi, interessamento di molti parlamentari di vari schieramenti, volontà univoca di trovare soluzione eque. In agosto i ministeri del Lavoro e delle Finanze avevano garantito che i fondi per provvedere a sanare molte situazioni di disagio c’erano.

Invece è di ieri la notizia che i 3 miliardi di risparmi del Fondo esodati sono incamerati dal ministero dell’Economia destinati alle salvaguardie delle categorie di esodati ad oggi ancora escluse, a Opzione Donna e lavoratori precoci. Il governo sta facendo cassa con i fondi destinati ai lavoratoti più indifesi. Questo ennesimo gesto di sciacallaggio significa per molti altri 6-7 anni di permanenza al lavoro. Per chi il lavoro non ce l’ha più e non ha speranza di trovarlo saranno anni senza nessuna entrata.

Martedì 15 settembre a partire dalle ore 9 a Roma, sotto il ministero delle Finanze ci sarà una grande manifestazione delle Reti degli Esodati Opzione Donna e quanti intendono protestare contro questa ulteriore palese violazione dei diritti dei lavoratori.

da Redazione di Vivere Veneto

Hayez MeditazioneCi spiace constatare che siamo facili profeti quando diciamo che le pensioni e lo stato sociale in generale non possono essere garantiti dall’Italia in imminente stato prefallimentare. Gli abusi ai danni delle categorie meno protette si allargheranno inevitabilmente nei prossimi anni, con una progressiva riduzione dei diritti ed un costante aumento degli oneri.

E’ sempre stata così nella storia, l’ultima fase prima del crollo di una società.

I pensionati e coloro che contano su una meritata pensione per godersi una serena vecchiaia sono purtroppo avvisati. Oggi le pensioni possono essere garantite da un Veneto Indipendente, non certo da una repubblica italiana in bancarotta.

Potrà essere utile protestare a Roma, ma certamente più utile, per garantirsi una pensione dignitosa è operare perché nuove regole redistribuiscano tra i Veneti le risorse frutto del lavoro dei Veneti.

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2 risposte a Veneti rottamati …. uno scenario reversibile

  1. roberto ha detto:

    se penso che i miliardi saltano fuori per gli invasori ma per noi ”non ce n’è”, ”c’è la crisi”, ”c’è il debito”, ”c’è l’europa”,…
    di scuse ne hanno tirate fuori tante…

    ho una teoria fantascientifica:
    anni indietro hanno fatto le cicale sulle nostre spalle (oggi continuano).
    facendo le cicale hanno compromesso ‘l’ecosistema economico’ e ora non sanno più come proseguire a vivere come cicale perchè ci hanno ciuciato tutto (ciuciato è il termine giusto. succhiato è troppo benevolo).
    oggi vorrebbero ciuciare di più ma la nostra dignità ha un limite, se ne sono accorti e temono.
    allora ecco apparire qualcosa all’orizzonte (in realtà è sempre esistito).
    si sa che in medio oriente ci sono sempre state guerre. non si capisce il come e il perchè, ma ci sono sempre state.
    tutto d’un tratto oggi si scopre che in quelle guerre c’è gente che deve essere aiutata.
    ecco apparire dall’orizzonte un’infinità di immigrati che fungono da ‘buon esempio’ (come lavorare a basso costo senza lamentarsi. loro, ormai, che la dignità ce l’hanno sotto il tappeto sono un ottimo esempio di come ridurci).
    spesso sento dire: non lamentatevi (italiani) che c’è chi sta peggio di voi.
    pur di farci invadere, si stanno dando da fare per farci sentire in colpa d’aver maturato il frutto del nostro lavoro.
    ci fanno guardare chi sta peggio e ce lo mettono in casa, per farci stare zitti nel confronto.
    ma chi guarda al peggio finisce peggio (dixeva me nono).
    la religione salterà. il papa probabilmente si prenderà in vaticano questo ‘cavallo di troia’ pur di adempiere alla…
    moltitudine europea zitta con la dignità rasa al suolo, dove il nostro potere d’acquisto non più in liquidi (in mano nostra) ma sotto la gestione bancaria (virtuale/bancomat) e un sistema governativo che ti tiene d’occhio (già si vedono i primi approcci in ambiente lavorativo) saranno le regole base.

    sono catastrofico?
    ma no ho solo teorizzato un pò di fantascenza 🙂

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  2. Paolo ha detto:

    Perchè non parlare dell’invasione di immigrati anche nel nostro Veneto? Non rimarrà più nessuna storia del Veneto di questo passo.

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