Presentazione del Progetto Deegasion

di Giorgio Burin

IMG_6150 - CopiaUn domenica mattina al segno dell’apertura tra i vari movimenti, ieri a Mestre per la presentazione del Progetto Deegasion.

Apertura di Roberto Agirmo ricordando i fratelli Catalani che in quello stesso istante stavano esprimendo la loro intenzione di secessione dalla Spagna.

Dopo una disamina generale sulle divisioni che spesso hanno rallentato l’azione dei vari Movimenti Indipendentisti si entra nel Vivo della presentazione, l’idea di creare una STRATEGIA condivisa.

Citiamo le parole iniziali del relatore (in azzurro):

In un contesto Veneto ove le spinte indipendentiste sono molteplici ma contestualmente disomogenee, disarticolate e spesso unite “solo” ed esclusivamente dall’obiettivo finale ma non nel Modus Operandi, il presente “PROGETTO” presuppone di riuscire a creare una sintesi che possa essere condivisa a 360°, il tutto finalizzato a far convergere le singole “Deegasion” .

Partendo quindi dal sunto che TUTTE le sigle, i movimenti Indipendentisti hanno come obiettivo finale l’Indipendenza del Veneto, la presentazione ha toccato alcuni punti incontestabili tipo:

IMG_6151 - CopiaIn uno stato “l’Italia” dove la Legalità è da tempo immemore pura “Forzatura” dell’apparato per la difesa dei propri interessi di casta, la Legalità con la L maiuscola che dovrebbe tutelare i Cittadini è un miraggio sempre più sconosciuto, per tanto diventa GIUSTO che i cittadini si RI creino la propria Legalità che non necessariamente coincide con quella che ci vogliono propinare i “boiardi” di stato.

Sono state segnalate quindi alcune priorità “per arrivare all’Indipendenza:

Diffusione Comunicativa – Cultura del Progetto – Spiegazione della Progettualità Futura – Riscoperta nei Valori del Territorio – Riappropriazione dei Valori Sociali e Culturali che sono la base storica di queste terre .

Il PROGETTO DEEGASION, per raggiungere l’Obiettivo comune a TUTTI gli indipendentisti prevede una “Democrazia Diffusa”, dove NON esiste un singolo “apparato verticistico” con la presenza di un “leader maximo” bensì la presenza in delegazione di molteplici “attori” rappresentanti delle varie “delegazioni/movimenti/partiti/gruppi” indipendentisti, tutti portatori di “Proposte, Idee, Progetti, Uomini/Donne, Cultura……”

………………………………… e quindi riuscire a creare attorno all’Indipendenza stessa CONSENSO, un consenso “Elettivo”.

E stato fatto notare come sia indispensabile arrivare a poter essere “comunicativi” e per esserlo è stata indicata come via …….  :

L’occupazione delle “fonti di comando” in realtà non è finalizzata alla gestione del comando in quanto tale, ma per indirizzata ad una programmazione di “Rivolta Pacifica” dei “comandi territoriali”.

……………. Uno dei progetti delle Deegasion dovrebbe essere quindi quello di convergere nel territorio al fine di poter esprimere nel territorio stesso persone fidate che riescano ad “occupare” posizioni di “comando”, una volta che le “persone fidate” di Deegasion saranno quindi riuscite in questo intento, TUTTI questi “Delegati” dovranno mettere in opera la cosi detta “dissobbedienza allo stato” e contestualmente opereranno nell’“obbedienza al popolo”.

I passaggi previsti quindi per raggiungere gli obiettivi prefissi sono poi stati riassunti in questi 6 passaggi:

1° Passaggio = Su segnalazione delle varie deegasion, vengono individuati “professionisti – esperti qualificati in vari settori socio-culturale-economici” dichiaratamente favorevoli all’Indipendenza del veneto che siano disponibili a “spendersi” professionalmente in ambito “pubblico”.

2° = S’istituiscono su base settoriale dei gruppi di studio per lo sviluppo di soluzioni tangibili all’amministrazione del presente e contestualmente si studiano delle soluzioni da proporre all’indomani della dichiarazione d’Indipendenza del Veneto.

3° = Si crea la scuola politica per l’istruzione dei prossimi candidati indipendentisti alle amministrative e non solo

4° = Si crea la scuola di formazione socio culturale collegata alle pro loco.

5° = Le iniziative che si riterrà opportuno lanciare e che siano propedeutiche all’Indipendenza dovranno trovare un “Megafono Comunicativo” attraverso gli “eletti” Indipendentisti.

6° = Le iniziative che si riterrà opportuno lanciare e che siano propedeutiche all’Indipendenza dovranno trovare sostegno dalla globalità/unione dei Movimenti/Associazioni/Partiti che dovranno avere come unico segno distintivo, solo e sempre il Gonfalone di San Marco.

Alla fine dell’intervento di Roberto Agirmo membro fondativo di Noi Veneto Indipendente / Indipendenza Noi Veneto con Zaia, ( anche se ha sottolineato che in questo incontro rappresentava solo ed esclusivamente un cittadino veneto Indipendentista ) sono stati chiamati sul palco ad offrire le proprie opinioni a riguardo:

Alberto Montagner, Presidente di Raixe Venete che in qualità d’associazione Socio/Culturale, si è messo a disposizione del progetto, Gian Angelo Bellati, Presidente di Union Camere, già candidato a Sindaco per Venezia nelle file di Indipendenza Veneta, quindi per la “prima volta in una riunione “indipendentista” hanno fatto il loro ingresso i rappresentanti di Sanca Veneta ed il Presidente Regionale dei giovani del PD, infine hanno portato la loro esperienza ed i loro percorsi Davide Guiotto ( fondatore di Raixe Venete ) e Patrizio Miatello in qualità di rappresentante del “Censimento Veneto”

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2 risposte a Presentazione del Progetto Deegasion

  1. ALAIN ha detto:

    Idea teoricamente ottima,partita con il piede sbagliato.Non si capisce come mai alcuni leaders siano stati escuso dal parlare sul palco per dire la loro opinione.Se questo deve essere un gruppo paritetico tutti devono avere Gli stessi diritti.

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    • Roberto Agirmo ha detto:

      Non ha parlato alcun Leader di movimenti politici Indipendentisti, ma solo ed esclusivamente, rappresentanti di Associazioni o Movimenti!
      Eccezion fatta per il Presidente dei giovani del PD….. che difficilmente può essere “equivocato” con un leader indipendentista!
      E stato anche specificato e chiarito ( guardare il video prego ) che la scelta di non far parlare in questa prima occasione i cosi detti leader……. è stata scentemente determinata dalla volonta di non creare in alcun modo nessun tipo d’eventuale dissidio… era e doveva essere una giornata di riflessione e somatizzazione … le occasioni per parlare ci sono, ci saranno SE si vorrà capire lo spirito….. caso contrario… pecà!

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