Venezia e “Il Foresto” una lezione ai contemporanei

Riflessioni sul testo di Massimo Tomasutti - Venezia 18/10/2015

Fondaco dei TurchiLeggiamo il testo della conferenza del Prof. Tomasutti, tenutasi a Venezia nell’ambito delle celebrazioni per il 444° anniversario della Battaglia di Lepanto. Il testo integrale si trova sul sito di Storia Veneta cliccando ==> qui.

Vengono spontanee alcune riflessioni circa la attualità, addirittura la lungimiranza precorritrice del pensiero veneziano rispetto al problema della integrazione tra popoli.

Allora come oggi lo scontro tra civiltà, conviveva con la comune appartenenza al medesimo pianeta e alla necessità di relazionarsi con il prossimo. Allora come oggi era necessario scambiare merci tra le rispettive nazioni.

Quello che il testo ben evidenzia è però la differenza tra allora ed oggi. Una differenza marcante. In quei tempi i valori su cui si basava la società erano assoluti e totalmente condivisi. Nessuno in quei tempi avrebbe accettato, ad esempio, di non celebrare il Natale o rimuovere i crocefissi per non offendere i non Cristiani.

crocifisso_via_ansa_jpg_370468210Detto questo è ammirabile come l’intera società si adoperasse per rendere la vita dell’ospite il più confortevole possibile, indicativa è la costruzione di una piccola moschea o di bagni (hamman) dentro il fondaco. Lo straniero è ospite utile e va fatto sentire a suo agio.

Ma l’idea di fondo era comunque che questa è casa nostra e le regole le fissiamo noi, le più permissive e favorevoli possibile per lo straniero, dentro i limiti fissati dall’ospitante.

Cito testualmente la conclusione di Tomasutti :

“Venezia era una grandissima Civiltà che, avendo una coesione sociale, giuridica ed identitaria assai forte non aveva alcun timore dell’Altro, anche se questo era musulmano. Ed è questo il grande insegnamento di Venezia all’oggi: senza identità, senza forza interiore, si ‘tramonta’ inevitabilmente.”

Questo è quello che dobbiamo in fretta ritrovare noi uomini del XXI secolo e che sfortunatamente sembra mancare nelle menti turbate dei nostri governanti e anche in molti cittadini confusi da un malinteso buonismo.

 

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5 risposte a Venezia e “Il Foresto” una lezione ai contemporanei

  1. Albert Gardin ha detto:

    Infatti, vogliamo dare continuità alla Repubblica di San Marco!

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  2. Eugenio ha detto:

    Leggendo questo Articolo ,credo che il prof. Tomasutti ,nel suo paragone ,con la Serenissima Republica ed il Veneto attuale ,non abbia Tenuto conto di certe cose Fondamentali ,Ossia ai Tempi della Serenissima nel Veneto cerano i Veneti ,(i Foresti erano Rari) cerano dei Gruppi di Foresti a Venexia per Motivi commerciali ,e dei Gruppi di Veneti in quei Paesi ,che quando per vari Motivi ,le cose si mettevano Male se ne tornavano a casa ,OGGI la Situazione è Completamente Diversa i Veneti con L’Unita’d’ITALIA con il tempo sono diventati una Minoranza nella Loro Terra ,Prima con l’arrivo degli Italiani di varie regioni oggi con l’Invazione dei Foresti ,stanno subendo un Soppravvento ,non solo IDENTITARIO ,ma anche economico ,diverse Organizzazioni Mafiose Italiane sono Presenti nel Territorio ,poi con l’arrivo di Numerosi Jslamici di diverse Nazionalita’ ,la cosa si complica ulteriormente ,Gli INDUSTRIALI ,ho Famiglie Ricche Che Comandavano nel Governo VENEXIANO ,OGGI nei Tempi delle Multinazionali e del Mercato MONDIALISTA ,Hanno Perso il senso della loro Identita e della loro Storia ,si sono adeguati ,al Mondialismo .Quindi puoi avere anche una Forte Identita’ ,ma se sei una Minoranza nella Tua TERRA ,Ti devi Sottomettere alla MAGGIORANZA Straniera ..

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    • Massimo Tomasutti ha detto:

      Caro Eugenio, non ho per nulla sottovalutato il “peso demografico” dei veneti d’allora con i “foresti” poiché era un rapporto del tutto incosistente. Mi spiego meglio: Venezia era una Repubblica multicurale e pluriconfessionale dove per “foresti” andavano intesi pure i padovani e bergamaschi che in certi momementi raggiungevano percentuali notevoli … solo che il “controllo” dell’ordinamento politico e sociale era strettamente in mani veneziane. Questo perpetuava una tradizione solida, capillare. Poteva benissimo – la Serenissima – fregarsene dei rapporti di peso demografico poiche’ le Leggi, le “condotte” ecc. “facevano” del foresto un veneziano stesso ….cosi fu con le molte epidemie di peste quando c’era la necessità di cambiare il sangue (aumentare la popolazione ) e Venezia rendeva effettive le condizioni affinché i nuovi arrivati fossero “fatti” veneziani all’interno di un dinamismo sociale ed economico regolamentato, flessibile ma estremamente integrante. Questa era comunque una società forte, compatta attorno ad alcuni principi ed ideali quale effettivamente fu la Serenissima.

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  3. Eugenio ha detto:

    Prof Tomasutti ,lei mi dice che i Foresti integrati ,erano Padovani ,Bergamaschi ,e genti di zone limitrofe ,oggi ,la Situazione è Molto cambiata ,in Veneto cè gente di tutta la Penisola Italica ,e negli ultimi decenni gente da tutte le parti del Mondo che arrivano sempre piu Numerosi ,Se LEI vuole integrali secondo i Principi che Furono della Serenissima Republica AUGURI !

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