Creiamo il fondo di previdenza complementare Veneto

da un comunicato del consigliere regionale Guadagnini

antonio-guadagnini-veneto“Il project financing – soprattutto negli ambiti sanità e infrastrutture – è uno strumento che ha mostrato gravissime lacune, generando oneri altissimi a carico del soggetto pubblico, sempre superiori a quelli riferibili ai tradizionali contratti di mutuo. Esistono studi autorevoli che dimostrano che i tassi di interesse dei canoni di alcuni project veneti sono ben oltre il tasso di usura!

È quindi ora di dire basta allo strumento del project financing, attivando anche in Veneto forme più intelligenti, trasparenti e mirate di raccolta di fondi”: è quanto dichiara Antonio Guadagnini (INV) che ha presentato nei giorni scorsi il Pdl per la “ISTITUZIONE DEL FONDO DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE DEL VENETO”.

“L’analisi economica di alcuni project financing effettivamente realizzati in Italia negli ultimi anni”, afferma il consigliere regionale indipendentista, “dimostra che le amministrazioni pubbliche, Regione del Veneto compresa, hanno pagato costi corrispondenti ad interessi elevatissimi, sempre superiori a quelli riferibili alla contrazione di tradizionali contratti di mutuo. Anzi, si tratta di costi pari a ‘enne volte’ l’ammontare degli interessi passivi che maturerebbero con un mutuo. Il problema non è neppure quello del ‘project in salsa veneta’, visto che è ormai dimostrato che in Inghilterra i costi dei project siano addirittura più alti che in Veneto: i progetti in PFI britannici sono un business i cui costi ammontano a circa 267 miliardi di sterline (circa il 12% del PIL) e i versamenti annuali dall’amministrazione pubblica al privato ammontano a circa 8,6 miliardi di sterline, per circa 700 progetti che hanno un valore di appena 63 miliardi di sterline”.

Per mettere la parola “fine” su questo strumento, Guadagnini ha presentato una proposta in otto articoli che “da un lato promuove l’accesso alla previdenza complementare da parte dei cittadini veneti e dall’altro punta a realizzare con i soldi raccolti opere pubbliche in un modo doppiamente vantaggioso per i cittadini, perché garantisce loro un riparo sicuro e ben remunerato per i loro tfr e favorisce la realizzazione delle opere pubbliche che è necessario realizzare nel loro territorio”.

salvadanaioLa proposta-Guadagnini prevede l’istituzione del Fondo di previdenza complementare del Veneto, il cui ammontare è vincolato a finanziare opere pubbliche d’interesse regionale e locale. Gli enti mutuatari, a loro volta, garantiranno al fondo la corresponsione di un interesse molto interessante per il privato, anche considerato il rischio sostanzialmente nullo del fondo stesso. “Il Fondo – si legge all’art.2 del Pdl – ha lo scopo di consentire agli aderenti di disporre, all’atto del pensionamento, di prestazioni pensionistiche complementari al sistema obbligatorio. A tal fine esso provvede alla raccolta dei contributi, alla gestione delle risorse nell’esclusivo interesse degli aderenti e all’erogazione delle prestazioni secondo quanto disposto dalla normativa in materia di previdenza complementare”.

Nel Pdl (art.3) si indica chiaramente che “le risorse finanziarie del Fondo sono destinate a finanziare investimenti per la realizzazione di opere dichiarate d’interesse pubblico e programmate all’interno del territorio del Veneto, per metà d’interesse regionale, per metà d’interesse locale” e che “la Regione garantisce agli iscritti al Fondo, con le limitazioni e le modalità determinate con regolamento di attuazione, la restituzione del capitale e rendimenti non inferiori al tasso di rivalutazione del trattamento di fine rapporto ai sensi dell’articolo 2120 del Codice civile”.

Conclude Antonio Guadagnini, commentando la sua proposta: “Se nella realizzazione delle grandi opere pare che negli ultimi anni si siano arricchiti i pochi soliti noti, spesso attraverso lo strumento del project financing, con questo Pdl si vuole far sì che tutti i cittadini possano concorrere al finanziamento delle opere pubbliche venete attraverso il loro trattamento di fine rapporto, traendone un giusto guadagno in termini d’interessi sul capitale accantonato. È una proposta nuova, specifica, razionale: spero che i colleghi consiglieri la vogliamo valutare attentamente e approvare nel più breve tempo possibile. Ne hanno bisogno i veneti e il Veneto”.

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3 risposte a Creiamo il fondo di previdenza complementare Veneto

  1. GIANCARLO ha detto:

    Già da oltre 30 anni si poteva assistere al lento ma inesorabile declino della nostra economia.
    Già allora scrivevo e parlavo in termini perentori circa dover alleggerire pesantemente gli apparati statali e istituzionali, ma niente, sembravo un marziano sulla terra.
    Adesso mi ripeto stando al vostro titolo……Il Sig. Renzi sta semplicemente tirando in là nel tempo il disastro prossimo futuro che ci aspetta se non provvedono ad una revisione della spesa pubblica che riguarda anche tutti gli apparati delle istituzioni e relativi politici,giudici etc…etc…
    Dire che la scrisi è finita è semplicemente una BALLA !!!
    Se le famiglie e i pensionati non hanno denaro da spendere, puoi fare tutte le riforme del mondo che non ti serviranno a nulla per risollevare il paese ed abbattere il debito pubblico che sta aumentando in maniera scandalosa. Eh..già il debito pubblico sembra ai più una cosa che sta lì a guardarci ma che nulla accadrà…..invece signori miei sarà ciò che potrà portarci a fare una fotocopia o peggio della Grecia.
    Per il momento gli utili idioti, come coloro che vanno a votare sempre gli stessi partiti ( per fortuna un 50% sembra aver capito che non serve a nulla votare, tanto comanda l’Europa) dicono che possiamo festeggiare i piccoli segnali positivi che vengono dall’economia.
    Nulla di più sbagliato. Nei prossimi mesi già si vedrà dove stiamo andando.
    Intanto l’ipoteca su di noi si sta facendo sempre più vicina e senza pagare…….l’ipoteca potrà essere messa all’incasso da parte degli investitori internazionali del nostro debito pubblico.
    La soluzione per quanto riguarda il VENETO è quella UNICA di scollarsi dall’italia e tornare ad essere noi stessi con un bilancio statale in attivo come lo è ora il nostro surplus fiscale ed eventualmente aiutare l’italia e l’Europa a limitare i danni che inevitabilmente si concentreranno sull’italia e quindi anche sull’euro e l’europa.
    WSM

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  2. Eugenio ha detto:

    Non sono un Economista ,ma qualcuno ,mi vuole spiegare ,perchè un Paese come il GIAPPONE con un debito Publico superiore al Nostro e con una sua Moneta Nazionale non ha tutti quei Problemi che hanno diversi Paesi da quando sono entrati nell’Euro e in EUROPA?

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  3. Ugo Comparin ha detto:

    Trovo la proposta di Guadagnini di una banalità grottesca…….Ma se la gente non arriva a fine mese………..E quelli che che invece “ci arriva” , scusate, ma non ha certi problemi……..Classica proposta di un politico italiano e non veneto.

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