I pensieri del vero padrone

di Giosue Bacchin

potere di statoL’altro giorno ho visto un sacco di fessi che discutevano di problemi che io ho creato e cercavano animatamente di aver ragione nella duscussione, mentre il burattinaio di turno dava loro la parola alternatamente… Che idioti! Parlate, parlate, tanto non caverete un ragno dal buco, perché le decisioni le prendo io! Sto già pensando al nuovo guaio che vi monterò fra poco, per far soldi sulle spalle degli ignoranti morti di fame che vi guardano, così voi imbecilli, continuerete a parlare e parlare e parlare e creerete una tal confusione nella massa amorfa che io ne approfitterò per fare ancora più soldi!

Tanto voi siete solo delle marionette, io vi lascio sfogare e fare il teatrino fra di voi, ma so che comando io. Voi siete quelli che mettono la faccia, ma le leggi le faccio io, per soddifare i fabbisogni miei.

Tanto a me cosa importa? I disgraziati non mi conoscono, succeda quello che succeda io sono coperto, al massimo se la prenderanno con voi. Io sto dietro le quinte. E voi ogni giorno ne tirate fuori una, vi rimpallate le responsabilità l’uno con l’altro su questioni che tanto non volete risolvere. Perché ve l’ho detto io di non risolverle. A me non conviene. La plebe deve arrancare, altrimenti si mette in testa strane idee e per me sarebbero guai seri. E comunque, bambolotti, non conviene neanche a voi, sapete?

Che sia chiaro: siete degli stupidi omuncoli egocentrici, ringraziate il cielo di avere sotto il sedere la poltrona che avete, ve l’ho data io quella poltrona! Fate un po’ di scena, d’accordo, ma quando poi i riflettori si spengono voi verrete a rapporto da me, e farete quello che vi ordinerò io.

Siete ignoranti, e incapaci, altrimenti non vi avrei fatto sedere lì. Cosa volete di più? Vivete nel lusso, serviti e riveriti sulla pelle degli schiavi che per voi ma soprattutto per me si dissanguano tutti i giorni.

manipolazioneAppena vi lascio risolvere un problema, ne ho già pronto un altro, così i somari lavorano e voi avrete altro di cui chiacchierare. Me la godo un mondo a vedervi chiacchierare: oggi dite una cosa, domani l’esatto contrario, oggi insultate l’avversario che domani sarà al vostro fianco, perché tanto quello che cambia è solo l’etichetta, ma dentro la bottiglia il vino è sempre quello: quello che piace a me, perché le scelte le faccio io.

Volete aumentarvi lo stipendio? Aumentate le tasse ai sempliciotti! Volete restare a scaldare la poltrona a lungo? Ingarbugliate il processo elettorale così di fatto non lasciate scelta agli ingenui! Ma ricordate: l’autorità a cui dovete rispondere sono io.

E poi fate leggi, leggi e ancora leggi, regolamenti, normative, obblighi e imposizioni, divieti e restrizioni, fate numero, fate volume, fate una nuvola di fumo il più denso possibile. Tanto non valgono per voi. E neanche per me.

A proposito, per quando è prevista la prossima manifestazione generale? Finchè i poveri dementi stanno in piazza, avrei in mente una festicciola tra amici nella mia villa al mare. Così mentre quelli gridano fesserie noi ce ne stiamo tranquilli in un posto fuori mano perché le strade del centro saranno intasate. Magari ne approfitto per darvi due o tre suggerimenti che mi sono venuti in mente, sapete, io devo aumentare il mio volume d’affari…

Poi recentemente ho scoperto di essere diventato anche cinico: ci provo gusto a combinare guai. Quando i sottosviluppati soffrono mi corre un brivido lungo la schiena che fa schizzare verso l’alto il mio ego.

L’unica cosa, ecco, ho un tarlo che mi divora: non ho considerato la Storia.

implosione_europeaSì perché, vedete, voi non sapete di cosa parlo, perché io vi distraggo facendovi fare la bella vita, ma c’è un dettaglio spinoso: la Storia è contro di me: tutti i grandi imperi sono caduti, tutti i potenti sono stati sconfitti. Non c’è tecnologia che tenga. Non c’è controllo e limitazione della libertà che a lungo temine funzioni.

Sono preoccupato sapete? Non vorrei essere arrivato alla fine della pista…


Se ancora non lo hai letto ti invitiamo a leggere anche questo pezzo di Giosue Bacchin :

“Los peones” – clicca qui

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Una risposta a I pensieri del vero padrone

  1. Gian Berra ha detto:

    Purtroppo i venti hanno incarnato nel DNA un padrone virtuale potentissimo come un virus della loro anima. Mille anni coi mercanti veneziani più altri 150 con i padroni dei soldi. Con l’aiuto costante e capillare del vaticano. Prima di tutto devono staccarsi dalla condizione di servi, poi verrà un nuovo sentiero….Gian Berra

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